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Processo a Lander: blitz al consolato di Torino, striscioni a Napoli

Questa mattina a Madrid si è tenuto il processo contro gli attivisti basch Lander Fernandez Arrinda e Aingeru Cardano. A giudicarli l’Audiencia Nacional, un tribunale speciale dedicato quasi esclusivamente alla repressione del movimento basco di liberazione nazionale ed eredità diretta delle istituzioni del regime franchista, al quale il nuovo regime spagnolo alla fine degli anni ’70 ha soltanto cambiato nome.
Lander è stato arrestato a Roma nel giugno del 2012 ed estradato in Spagna nell’aprile scorso, al termine di una lunghissima e fitta campagna di solidarietà che ha visto il Comitato ‘Un caso basco a Roma’ e gli EHL (Amici dei Paesi Baschi) organizzare a Roma e in tutta Italia decine di assemblee, presidi, concerti, blitz presso le istituzioni spagnole di tutti i tipi. Per denunciare il carattere politico della persecuzione nei confronti del giovane bilbaino, e per chiedere il rispetto dei diritti di tutti i prigionieri politici baschi e la loro liberazione.

Stamattina a Madrid, ad esprimere la propria solidarietà politica a Lander ed a rendere evidente che la repressione nei confronti del popolo basco non può rimanere un ‘affare interno’ spagnolo, davanti e dentro la sede dell’Audiencia Nacional c’era una folta delegazione di attivisti del comitato “Un caso basco a Roma”. L’accusa, che imputa a Lander di aver partecipato nel 2002 ad una manifestazione durante la quale venne bruciato un autobus vuoto e parcheggiato, ha chiesto per l’attivista bilbaino una pena di 3 anni di reclusione. Parte dei quali già scontati, visto che Lander è stato due giorni nel carcere di Regina Coeli, poi dieci mesi agli arresti domiciliari in una casa occupata nel quartiere romano di Garbatella e poi dopo l’estradizione altri 7 mesi in due diverse carceri spagnole.

Mentre a Madrid si svolgeva il processo, a Torino un gruppo di attivisti solidali con Euskal Herria e con Lander realizzava un blitz alla sede del Consolato di Spagna, in Piazza Castello, nel centro del capoluogo piemontese. Dopo il presidio di sabato scorso, il comitato EHL Torino, nodo locale dei comitati internazionalisti nati in solidarietà con il popolo basco, ha deciso di portare la protesta direttamente alla sede diplomatica spagnola. Racconta Infoaut che “mentre tre compagni salivano negli uffici consiliari per appendere uno striscione e far presente al console che anche nella città di Torino, c’è chi è a fianco del popolo basco nel denunciare le politiche di repressione di Madrid, il presidio sotto l’edificio è stato provocato da Digos e reparti celere, particolarmente nervosi, requisendo i volantini e tentando di strappare dalle mani dei solidali le bandiere che chiamavano al ritorno a casa delle centinaia di prigionieri ed esiliati baschi. Nonostante l’atteggiamento aggressivo di Digos e Polizia, il presidio non si è disperso,ed ha urlato a gran voce la solidarietà a Lander, Aingeru e tutto il popolo basco e alla loro lotta per l’autodeterminazione. I tre compagni saliti al consolato, sono stati prelevati e portati in questura per le identificazioni di rito per poi essere rilasciati dopo qualche ora”.

Anche a Napoli è andata in scena la solidarietà nei confronti di Lander e di tutti i prigionieri politici. Il locale Ehl e alcuni collettivi universitari hanno esposto alcuni striscioni di denuncia della repressione sofferta dal popolo basco. Scrive il CAU sul suo profilo Facebook:

“La lotta del popolo basco è la nostra stessa lotta e fino a quando Lander, Aingeru e tutti i prigionieri politici non saranno liberi, anche noi ci sentiremo in catene. E’ per questo che l’11 novembre abbiamo esposto degli striscioni in una delle piazze principali di Napoli, per chiedere la loro liberazione e per esprimergli la nostra solidarietà e complicità. Ed è per questo che oggi pomeriggio a palazzo Corigliano, proietteremo parti del documentario “Finestre all’interno” fatto di interviste a prigionieri e ai loro familiari, per diffondere quanto più possibile le loro storie, fatte sì di soprusi subiti, ma anche della loro umanità e forza per continuare a lottare!”.

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