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Il pachiderma Cgil Emilia Romagna alla carica, ma dove sono i generali?

Bologna. Già il 27 settembre la segreteria nazionale CGIL aveva stabilito, attraverso il suo consiglio direttivo riunitosi a Bologna in quella data, di scendere in piazza il 25 ottobre a Roma in una mobilitazione nazionale a difesa e per l’estensione dei diritti dei lavoratori. Tutto sommato una bella gita per il maggiore sindacato italiano, proprio una vacanza in stile PD come ricordano anche i 99Posse nel pezzo “yes weekend”. L’insolenza dell’iniziativa è proprio nella scelta del giorno: un sabato qualunque.
Un’iniziativa del genere solleva di poco gli animi, soprattutto in vista della presentazione del Jobs-Act, e l’USB il 29 settembre indice uno sciopero generale per il 24 di ottobre in modo da continuare a dare un senso alle mobilitazioni in generale e agli scioperi in particolare.
Mentre però in CGIL si definivano ruoli, direttive e slogan per la festicciola del 25, mercoledì 8 ottobre a Milano al vertice UE tra le proteste degli antagonisti  e a Roma in Senato, con l’occupazione dei M5S,  prende forma la conquista- fiducia del  job-act di Renzi scuotendo profondamente il condominio camussiano, tanto da indurre il roseo sindacato ad indire frammentari e sconsiderati scioperi regionali che comunque non potranno coinvolgere né tutti gli iscritti né tutti i lavoratori.
La pronta risposta della USB non è solo la considerazione logica a cui dovrebbe giungere qualunque sindacato, ma è anche l’unica strada percorribile dai lavoratori in questo momento storico.
In un comunicato dell’8 ottobre stesso, l’ Unione Sindacale di Base conferma lo sciopero Generale del 24 ottobre con manifestazione a Bologna alle ore 9 da P.za XX settembre ed invita la CGIL Emilia Romagna a non dividere i lavoratori fra chi potrà scioperare e chi non potrà farlo e ad utilizzare l’unica data utile del 24 ottobre anche per la sua mobilitazione. In Emilia Romagna lo sciopero e la manifestazione erano state indette per oggi 16 ottobre e in altre regioni per il 17 aumentando la voluta frammentazione dei lavoratori.
Possibile che all’interno della CGIL tutti i sindacati di categoria siano d’accordo con questa strategia soft? Possibile che anche il “gladiatore-televisivo” Landini si accodi ad una tale e scellerata decisione di frazionamento della protesta? Si può credere che anche il possente Bruno Papignani dalla segreteria FIOM dell’Emilia Romagna rifiuti l’invito di USB  ad una partecipazione accorata per il 24 e scenda in piazza per qualche ora in compagnia dei pensionati? NO. La risposta a queste domande è no! Perché se uno va a vedere il corteo ignorando la musica che da almeno 8 anni è sempre la stessa, dietro il solito furgone rosso, dietro il blocco della funzione pubblica, staccato da un altro gruppo di lavoratori, perché quando il corteo conta pochi partecipanti aumentando le distanze tra i gruppi il corteo risulta più lungo, trova lo striscione della FIOM ma non è lo striscione plastificato delle grandi occasioni, è quello di tela che a questo punto è lo striscione della vergogna perché a reggerlo non ci sono né Landini, né Papignani, né Monti. Nessun componente della segreteria di Bologna, nessuno di quella regionale né tantomeno di quella nazionale.

Dove sono i generali quando il KAmussaISER suona la carica? Abbandonano i soldati che restano in ufficio,  consapevoli del fatto che questo scioperikkio era una mossa sbagliata, forse a trovare qualcosa da gridare alla prossima occasione, forse a ripensare all’invito dell’USB, ma ormai è l’ora di pranzo e quindi si va tutti a casa! End nau iz de taim ov lanch… lo disse anche Renzi nel suo ridicolo discorso orfano di idioma.
Eppure proprio il buon Papignani tuonava, all’indomani dell’indizione dello sciopero da parte del suo segretario di confederazione, “Chi ha votato la fiducia non manifesti con noi” ma non c’era neanche lui!!
Resta inteso che la CGIL non  intende fermarsi qui…”Dopo la manifestazione del 25 ottobre” riporta il Corriere.it “dobbiamo continuare la mobilitazione e anche lo sciopero generale è una delle cose che metteremo in campo”. Va ricordato, perché la memoria davanti all’informazione serrata gioca brutti scherzi, che meno di un anno fa la Panzer-Sekretarin della CGIL sosteneva, che “Lo sciopero generale non è più il modo di difendere i diritti” e ancora che “Di scioperi generali ne abbiamo già fatti molti, ora bisogna sperimentare forme di protesta non esclusive”.  Non esclusive?
Proveremo a cercare le risposte sul cammino che sta tracciando lo sciopero del 24 Ottobre.

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