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Eurostop: dal No sociale all’Italexit, un percorso politico e sociale

Sabato 28 gennaio a Roma si è svolta l’assemblea nazionale della Piattaforma Sociale Eurostop. E’ stata grande e partecipata con 25 interventi. Apprezzati i contributi anche di personalità e strutture ancora esterne al percorso – come il vicepresidente emerito della Corte Costituzionale Paolo Maddalena, di Mimmo Porcaro, Dino Greco e del sindacato di base Unicobas – ma con i quali crescono i punti di convergenza e di azione comune intorno ai tre NO all’euro, all’Unione Europea, alla Nato. E' stato letto anche un messaggio di Nicoletta Dosio dei NO TAV della Val di Susa.

L'Assemblea ha provato a fare – ed a rivendicare – il bilancio dell'anno trascorso dalla prima assemblea nazionale di Eurostop (novembre 2015): le due mobilitazioni nazionali contro la guerra e la Nato del gennaio e marzo 2016, il convegno di Napoli del maggio 2016 che ha lanciato la campagna per l’Italexit e le mobilitazioni dell’autunno sul referendum sulla controriforma costituzionale e che hanno animato quel No Sociale rivelatosi decisivo per la vittoria. Un passaggio decisivo di quella campagna (confermata dalla composizione sociale della vittoria del No nel referendum) sono state le due giornate di mobilitazione del 21 e del 22 Ottobre (Sciopero generale e Manifestazione nazionale).

Il risultato del Referendum del 4 novembre si è inserito in un quadro internazionale ed una situazione politica e sociale del paese completamente diversa dalla precedente, caratterizzata dalla Brexit in Gran Bretagna e dall'elezione di Trump negli USA.

L’assemblea ha sostanzialmente approvato lo spirito e i contenuti dei documenti politici preparatori (le sedici tesi, il documento sull’Italexit e quello con la proposta di modello organizzativo di Eurostop). E’ apparso evidente come per Eurostop diventi necessario un passaggio politico sul piano della configurazione e del programma con cui agire politicamente e socialmente nel paese e nei rapporti con le forze analoghe negli altri paesi. L’ipotesi di mettere in campo un movimento politico, popolare e radicale sui tre NO, capace di declinarli in programma di azione sociale, politica, sindacale, è ormai all’ordine del giorno. Senza precipitazioni che mettano in difficoltà le organizzazioni aderenti (sia politiche che sindacali) ma operando un passaggio da piattaforma sociale a fronte e/o coalizione sociale Eurostop.

Il consolidamento di Eurostop sul piano politico e organizzativo è fondamentale per poter affrontare con efficacia una situazione di estremo interesse sul piano della possibilità del conflitto ma anche di eventi politici rapidamente mutevoli. Nessuna mediazione o ulteriore perdita di tempo è più accettabile con la sinistra europeista, perché è ormai evidente sia l’irriformabilità dell'UE sia l’indebolimento dell’egemonia delle classi dominanti emersa dal referendum del 4 dicembre che spinge i processi di lotta verso una completa rottura e fuoriuscita dall'Unione Europea, dall'Euro e dalla Nato.

L'Assemblea ha deciso quindi di costruire un percorso di rafforzamento della Coalizione Sociale Eurostop, anche attraverso un lavoro più intenso ed articolato a livello territoriale da strutturarsi a livello regionale. Per questo si è riconvocata in una nuova assise nazionale per domenica 26 marzo a Roma per formalizzare le scelte fatte nell'assemblea del 28 gennaio.

Sul piano dell’iniziativa l’assemblea ha riconfermato la mobilitazione per i giorni del vertice dell’Unione Europea in occasione dell’anniversario del Trattato di Roma. Quindi una manifestazione nazionale a Roma il 25 marzo preceduta da una giornata di iniziativa sindacale il 24 marzo contro il vertice tra Ces, Confindustria Europea e governi della presidenza di turno della Unione Europea. Inoltre l'assemblea ha dato la propria adesione alla manifestazione a sostegno del popolo kurdo dell’11 febbraio a Milano, ha aderito anche alla mobilitazione contro il vertice del G 7 dei ministri economici e finanziari che si terrà tra l'11 ed il 13 maggio a Bari e la partecipazione diretta alle mobilitazioni contro il G7 che si terranno a Taormina il 26 e 27 maggio. Infine Eurostop ha dato il proprio sostegno allo sciopero della scuola del 17 marzo indetto da USB, Unicobas, Cobas e alle mobilitazioni delle donne per l'8 marzo. Si lavorerà con spirito unitario e inclusivo alla riuscita delle mobilitazioni, ma senza più rinunciare ai contenuti dirimenti espressi dal percorso di Eurostop.

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