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Bologna. Ordine pubblico o giustizia sociale? Convegno di Eurostop

Sabato 23 settembre a Bologna si terrà il convegno organizzato da Eurostop su: “Stop a Minniti. Ordine pubblico o giustizia sociale?L’iniziativa si terrò dalle 10.00 alle 17.00 alla Casa del popolo “Venti Pietre” (via Marzabotto 2). Sarà possibile seguire i lavori in streaming sulla pagina facebook di Eurostop.info ed anche di Contropiano.

Sono previsti interventi e contributi di: Vincenzo Ruggiero, Giorgio Gattei, Valerio Evangelisti, Nicoletta Dosio, Italo Di Sabato, Francesco Romeo, Giorgio Cremaschi, Giovanni Russo Spena, Roberto Sassi, Franco Russo, Francesco Piccioni, Ugo Boghetta, Sergio Cararo, Danilo Ruggeri, Guido Lutrario, Patrick Konde, Marina Prosperi, Orazio Vasta, Noi Restiamo, realtà napoletane rappresentanti dei sindacati di base, dei movimenti sociali, dei migranti.

A maggio di quest’anno Eurostop ha lanciato un appello contro la repressione e per la difesa delle libertà democratiche che ha raccolto decine di adesioni di giuristi, sindacalisti, accademici, attivisti sociali e politici. In questi mesi, i fatti si sono incaricati di confermare l’allarme contenuto in quell’appello e l’urgenza di sbarrare la strada a misure che stanno configurando nel nostro paese uno stato di polizia. E’ sempre più palese un modello politico autoritario di società in cui i diritti di proprietà e quelli di impresa prevalgono sui diritti costituzionali all’abitare, al lavoro, alla salute, alla dignità, colpendo preventivamente e repressivamente chi ritiene che l’ordine di tali priorità vada rovesciato.

Vogliamo discutere il come mettere in campo un percorso inclusivo ed efficace a tale scopo. Scegliamo di farlo a Bologna il 23 settembre non solo perché a Bologna è stato reso pubblico l’appello di maggio, ma perché quaranta anni fa il “convegno contro la repressione” organizzato dal movimento del ’77 proprio a Bologna, fu anche allora anticipatore ed emblematico del modello sociale che si voleva imporre al nostro paese, scatenando la repressione contro il movimento come presupposto per l’azzeramento delle conquiste politiche e sociali del movimento operaio e democratico dal dopoguerra fino agli anni ’70.

L’Italia emersa in questi anni di restaurazione autoritaria sul piano sociale, giuridico, politico si va conformando come una vendetta “di classe” contro ciò che rappresentano lavoratori e classi popolari, intellettuali progressisti e attivisti politico/sociali.

A questa logica di guerra contro i poveri sono state conformate le nuove leggi in materia di ordine pubblico, decoro urbano, immigrazione. Le scene che abbiamo visto questa estate ne sono la conferma più brutale.

Abbiamo l’ambizione di volerci opporre a questa situazione, a cominciare dalla denuncia del carattere anticostituzionale delle Leggi Minniti di cui chiediamo l’abrogazione, per finire con la richiesta di una amnistia per i reati commessi durante le lotte e le manifestazioni in difesa della giustizia sociale.

Come è stato scritto anche di recente, i diritti sociali costituzionali sono prevalenti rispetto agli interessi privati, ma solo questi ultimi hanno creato a propria tutela una legalità che si vuole imporre con ogni mezzo.

Su questo chiamiamo al confronto sabato 23 settembre a Bologna e alla mobilitazione nelle prossime settimane.

 

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