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Il caso Cesare Battisti. La scrittrice Fred Vargas tiene il punto

Sul caso Cesare Battisti non tutti hanno calato le braghe. Non lo ha fatto sicuramente la scrittrice francese Fred Vargas, la quale in una intervista all’Ansa spiega le ragioni per cui si è battuta contro l’estradizione di Cesare Battisti dalla Francia.

Ma Fred Vargas, incalzata sulle ammissioni fatte da Battisti ormai detenuto in Italia, replica anche su questo: “non cambia nulla alle mie conclusioni di ricercatrice, lo ritengo ancora innocente”. Alla domanda specifica se fosse stata messa p meno al corrente delle dichiarazioni di Battisti, che ha riconosciuto i quattro omicidi commessi durante gli anni della lotta armata in Italia la Vargas ha risposto che: “Le sue dichiarazioni non mi feriscono, mi lasciano indifferente. E’ possibile che abbia i suoi motivi, forse ci sono delle ragioni, non ne so niente, lo lascio libero di dire cio’ che ha scelto di dire”. “Non ho da presentare nessuna scusa – ha aggiunto la scrittrice che per anni ha seguito e difeso Battisti – non ritengo di aver difeso un assassino, è l’ultima cosa che avrei fatto. Purtroppo è triste perché mi prenderanno tutti per un’imbecille ma è così“. La Vargas spiega anche che “sulla stampa francese mi stanno massacrando, come se fossi un’imbecille, una credulona, ingenua, eppure, la mia, non è una difesa in nome di chissà quale lotta politica o di ideale di estrema sinistra, ma le conclusioni scientifiche delle mie ricerche”.

Le ricerche della scrittrice sul caso Battisti diventarono un vero e proprio libro pubblicato in Francia nel 2004: La verité sur Cesare Battisti (La verità su Cesare Battisti, ndr). Il pamphlet smontava molte delle ricostruzioni del caso Battisti apparse sulla stampa italiana e francese. La Vargas decostruiva anche il dossier prodotto dall’ambasciata italiana sul caso Battisti ma soprattutto le procedure con cui in Italia venivano costruiti nei tribunali i processi politici.

L’Italia è l’unico Paese al mondo in cui la giustizia rifiuta di rifare il processo a un uomo condannato per contumacia, normalmente andrebbe processato in sua presenza, ma l’Italia, di questo, non vuole sentire parlare”. Per lei, i processi in contumacia celebrati in sua assenza sono nulli perché i mandati al suo avvocato, con cui Battisti veniva rappresentato in tribunale, erano falsi. “Anche un bambino di 8 anni avrebbe capito che erano delle copie ricalcate a mano”, è il j’accuse la scrittrice. In Italia a più di qualcuno staranno fischiando le orecchie?

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