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Aversa. Salvini vieta tutti i comizi, quando c’è il suo

Succede che la democrazia sia in pericolo, si dice, per certe esternazioni decisamente fuori le righe di questo o quel politico da prima pagina e ultimo banco.

Succede che lo sia perché quattro pezzenti col braccio teso vengano lasciati sfilare inpunemente invece di essere arrestati sul posto, come del resto prevedono diverse leggi e soprattutto la Costituzione.

Ma la cosa diventa davvero grave quando il ministro dell’Interno, per fare la sua campagna elettorale, impone che nessun altro deve poterla fare quando è Lui ad aver scelto luogo e data di un comiziaccio.

Succede ad Aversa, dove si vota per eleggere finalmente un consiglio comunale – a fine maggio, stesso giorno delle europee – dopo un commissariamento per vicende assai poco onorevoli.

Come si può leggere nellìordinanza che alleghiamo, il capo della Polizia Municipale locale ha pensato bene di impedire – rifiutando l’autorizzazione – all’”occupazione di suolo pubblico mediante il posizionamento di un tavolo di m. 1,50 x 1,50” avanzata da uno dei candidati di Potere al Popolo.

In pratica, un “banchetto” elettorale, da posizionare “in piazza Vittorio Emanuele, angolo via Diaz”, nel tardo pomerigio del 6.

Motivo?

Considerato che il 6 maggio 2019, in piazza Municipio (ossia in altra zona del centro cittadino, ndr), è previsto un comizio elettorale che prevede la presenza del Ministro dell’Interno e che per tale manifestazione è previsto un particolare afflusso di persone con particolari problematiche connesse alla gestione dell’ordine pubblico”.

E anche: “Dato atto che, a seguito di specifici incontri operativi con la locale Autorità di Pubblica Sicurezza, è stato acquisito l’indirizzo di non autorizzare per l’ntero giorno 6 maggio 2019 nessuna ulteriore manifestazione o occupazione di suolo pubblico al fine di prevenire qualsiasi motivo che possa incidere sulla gestione dell’ordine pubblico;

si dà avviso del rigetto della richiesta di autorizzazione”.

In pratica:

– il capo dei Vigili Urbani di un Comune sciolto per le contemporanee dimissioni di 13 consiglieri comunali su 20 (di maggiornza e di opposizione) ha chiesto al Prefetto o suo delegato (insomma, al ministero dell’Interno) se era il caso di far mettere un tavolino in una zona di Aversa nello stesso giorno in cui Matteo Salvini viene a fare la sua centesima sceneggiata elettorale (fa solo quello, com’è noto);

– il Ministero dell’Interno, casualmente diretto da un “competitor elettorale” ha risposto che “meglio di no, quel giorno Aversa deve essere a disposizione soltanto di Salvini”, con tanto di concentramento eccezionale delle forze di polizia.

Di fatto Aversa, domani, sarà teatro di un monologo salviniano fondato esclusivamente sul controllo militare della città. Ed è vietata qualsiasi manifestazione elettorale concorrente. Ma, sia chiaro, viviamo in democrazia…

Tant’è che si può fare ricorso… ma dopo le elezioni!

*****

Il comunicato di Potere al Popolo Aversa:

Spesso Aversa è stata considerata un piccolo laboratorio politico ed è qui che domani verrà sperimentato l’uso del decreto Minniti-Salvini in campagna elettorale.                               

All’arrivo di Mussolini in qualche città tutti i “sovversivi” venivano fermati preventivamente e rilasciati il giorno dopo.

Sicuro, ci siamo risparmiati galera e olio di ricino (per adesso), ma diritti costituzionali verranno calpestati per un comizio elettorale non di un candidato, ma di un Ministro.

Chissà cosa ne dicono i suoi cogestori di governo, pure loro in campagna elettorale nella nostra città.

Chissà cosa ne direbbe un emerito giurista, già Presidente della Corte Costituzionale pure di nascita aversana?

Per prerogative tutte sue e dei suoi supporters locali (che ben rappresentano quella città  di speculazione edilizia, sventramento del Centro Storico,  di divisione del tessuto sociale grazie a lunghe pratiche di clientelismo) un Ministro di una Repubblica nata dalla Resistenza, decide, tramite gli apparati istituzionali, di fare sospendere diritti elettorali e costituzionali.

Controlli, bonifiche di tombini (meno male perché sorci e blatte ci mettono in croce) e interdizione del centro di Aversa per un’intera giornata, sospensione di momenti pubblici di propaganda e istituzione di zone rosse di ben 1 km da Piazza Municipio.

Forse al Ministro Salvini avranno raccontato dell’accoglienza che i democratici e gli antifascisti aversani riservarono al fascista Fiore qualche anno fa, e il lungo e combattivo corteo nei confronti del Ministro Castelli (leghista della prima ora) in occasione dell’inaugurazione del Tribunale.

Ecco quindi la prevenzione e l’uso vero del “decreto sicurezza”. Bloccare l’eventuale pressione sociale, le lotte sindacali e non, bloccare la dissidenza e l’antifascismo, anche sul piano elettorale.

L’enorme ed esagerato schieramento di forze dell’ordine (che costerà parecchio alle nostre tasche, già svuotate dai tagli imposti dall’Unione Europea) è proprio la classica dimostrazione di paura. 

Il Ministro, dopo la sua ostentata prova di muscoli,  se ne andrà e lascerà ad Aversa i suoi problemi: distruzione del tessuto produttivo e commerciale, fiumi di cocaina che vengono spacciati quotidianamente, usura diffusa tra le figure deboli della popolazione vessata dalla crisi economica.

Per questo noi DENUNCIAMO questo sopruso e ribadiamo la nostra intenzione che sia una normale giornata di lavoro, di propaganda elettorale e dissidenza circa la “zona rossa” che penalizza persino i portatori di handicap e la venuta di un Ministro che non porta prospettive di sviluppo e lavoro, ma divisione con la sua legge di Autonomia differenziata delle Regioni.

Una giornata normale contro il tentativo di una giornata di paura e una città in ostaggio!

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1 Commento


  • Alfonso

    Disertare il suo comizio elettorale

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