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Cosa fa Emergency? E’ in prima linea contro il virus

Nelle scorse settimane, in piena pandemia, nei social venivano postati contenuti molto provocatori, alimentati dalla propaganda mediatica vicina alla destra più becera, in cui si chiedeva cosa stesse facendo Emergency di fronte al dilagare dell’epidemia di coronavirus in Italia.

Lo scorso 29 marzo nello studio di “Che tempo che fa”, Fabio Fazio riportava tale domanda al fondatore della Ong, Gino Strada, che rispondeva in modo lapidario: “in questo momento c’è chi fa e c’è chi parla, chi fa cerca di aiutare, chi parla molto spesso parla a sproposito, specie se è un giornalista e se vuol sapere cosa fa Emergency, basta fare una telefonata, chiedere, o digitare e andare su internet. Mi sembra ci sia in atto una campagna di odio contro le Ong.

Emergency è un’associazione italiana, indipendente e neutrale, nata nel 1994 per offrire cure mediche gratuite in territori di guerra o in stati afflitti da povertà cronica. Si finanzia attraverso donazioni volontarie.

Gino Strada, fondatore di Emergency, arriva alla proiezione di un docufilm nel carcere di Poggioreale in occasione della X edizione del Festival del Cinema dei Diritti umani, a Napoli, 1 Dicembre 2018. ANSA/CESARE ABBATE

Noi, comunque, abbiamo colto l’invito di Gino Strada  e siamo andati sul sito della sua associazione per capire cosa realmente stia facendo Emergency per aiutare gli italiani contro il covid.

Innanzitutto, in Lombardia, epicentro dell’epidemia in Italia anche a causa dell’ingordigia di Assolombarda e del servilismo della giunta regionale, ha attivato diversi progetti: a Milano, a Brescia e a Bergamo.

Iniziamo da Bergamo, una delle province più duramente colpite: qui Emergency è attiva con un team medico e logistico al lavoro presso il presidio ospedaliero in Fiera dell’ospedale “Papa Giovanni XXIII”.

Il team in questione, composto a oggi da 10 medici, 14 infermieri, 4 fisioterapisti, 4 OSS, 1 tecnico di laboratorio e 1 tecnico di radiologia, gestisce un reparto di terapia intensiva da 12 posti letto: alcuni di loro hanno significative esperienze pregresse, maturate nel contrasto all’ebola durante il periodo trascorso in Sierra Leone.

L’equipe logistica e tecnica ha poi partecipato alla progettazione e all’allestimento del nuovo presidio in Fiera, lavorando fianco a fianco con altre centinaia di volontari bergamaschi.

A Brescia, invece, sta lavorando con la Direzione sanitaria dell’ospedale per proteggere meglio il personale sanitario e l’ospedale stesso dal contagio.

Nel capoluogo lombardo, in risposta all’appello mosso dal Comune nell’ambito della piattaforma “Milano Aiuta”, l’associazione di Gino Strada ha poi attivato un servizio per le richieste di trasporto di beni (alimentari, farmaci o altri beni di prima necessità) destinato agli over 65, a coloro ai quali è stata ordinata la quarantena e alle persone fragili a rischio movimento.

Inoltre in altre zone di Italia, porta avanti diverse attività ambulatoriali sia in sede fissa, sia avvalendosi di ambulatori mobili e sportelli .

Insomma Emergency, a dispetto delle calunnie è presente attivamente e sul territorio e in prima filinea a fronteggiare l’emergenza, con i suoi medici, il suo personale e la sua esperienza.

La lezione alla fine dell’emergenza? “Capire che la sanità, la medicina e il curare persone come dovere preciso dello Stato può essere solo una sanità pubblica e gratuita. La sanità, come la scuola e come il lavoro, sono i pilastri di una società; dare queste cose in mano ai privati credo sia un gesto suicida.

Gino Strada

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