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Il massacro in Lombardia? Colpa dei medici (dice la Lega…)

Ci deve pur essere un motivo che spieghi perché i medici lombardi siano così severi con la Regione Lombardia (ossia con la Lega e in generale la destra che la dirige da quasi 30 anni). E probabilmente l’altissimo prezzo – in salute e vite spezzate – pagato dai medici di quella regione, e ancor più dalla popolazione, ha un suo discreto peso.

Anche perché, sul piano scientifico e organizzativo, nessuno più dei medici lombardi conosce davvero gli abissi di luridume ben nascosti sotto gli specchietti per le allodole sulle “eccellenze” della sanità regionale. Che è il risultato di una strategia di privatizzazione di lungo periodo, in cui è stata privilegiata l’ospedalizzazione rispetto alla prevenzione, sulla base di un ragionamento economicamente banale e sanitariamente devastante: la prevenzione costa, l’ospedalizzazione rende.

Avete presente l’antico proverbio “prevenire è meglio che curare”? L’esatto opposto…

A quel punto bastava – com’è stato fatto – dirottare sempre più risorse verso gli ospedali privati, creando “concorrenza” fasulla con quelli pubblici, nel mentre si smantellava la rete dei medici di base (gli unici che si possano accorgere che qualcosa non va a livello territoriale prima che esploda un problema irrisolvibile).

Il coronavirus si è incaricato di dimostrare che questa era una follia e che quella classe dirigente – amministratori servili e imprenditori avidi – è responsabile della strage verificatasi nella regione con più morti e contagiati al mondo. Quanto basta per definirla, sinteticamente, criminale. Senza nemmeno ricordare i salti mortali fatti per evitare che fossero dichiarate “zona rossa” la Val Seriana e altre aree ristrette.

I medici di base si erano espressi in modo molto chiaro, già quasi due mesi fa, denunciando la “caporetto” di un sistema sanitario che i Fontana e i Gallera continuavano a “narrare” come il paradiso.

E lo stesso avevano fatto subito dopo i chirurghi, a dimostrazione del fatto che il bubbone era troppo evidente per continuare a tenerlo sotto il tappeto.

Poi sono partite, tardive, le inchieste della magistratura sulla strage nelle case di riposo – non solo lombarde, ma in primo luogo lombarde – visto che addirittura una delibera della Giunta aveva “chiesto” a quelle strutture (spesso con un servizio medico limitato alle “cure palliative”) di ospitare un po’ di contagiati da Covid-19. Come accendere un cerino in un deposito di benzina…

A quel punto deve essere diventato chiaro anche ai più imboscati tra i servi che il gioco si faceva pericoloso. La velocità con cui Fontana e Gallera avevano scaricato sull’Ats regionale (Agenzia di tutela della salute) la responsabilità di aver suggerito quella delibera ha convinto i vertici di questa struttura a correre ai ripari.

Cercandosi un avvocato.

Siccome però la prassi dello scaricabarile è la regola più antica delle amministrazioni vigliacche, anche ma non solo di quelle “in quota Lega”, la ricerca della consulenza legale ha avuto di mira due obiettivi: gettare la croce sui medici (!) e difendere il “modello Lombardia”.

La consulenza è stata infatti affidata “all’avvocato Angelo Capelli del foro di Bergamo“. Ossia uno tra gli autori della riforma del sistema sanitario della Lombardia legaiola. Chi più di lui, insomma, è indicato per cercare di salvare capra, cavoli e anche se stesso?

Questa intervista realizzata dall’Agenzia Agi alla segretaria della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) lombardi, Paola Pedrini, chiarisce senza ombra di dubbio quale sia la “cultura amministrativa” di certa gente.

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L’Ats Bergamo ha paura di aver sbagliato qualcosa. Mette le mani avanti e va dall’avvocato *

“Assurda” se non “bizzarra” per Paola Pedrini, segretario lombardo della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) la richiesta di una consulenza legale da parte dell’Agenzia di tutela della salute (Ats) di Bergamo, per accertare se ci siano state ‘responsabilità’ da parte dei medici di base nella gestione dell’emergenza “con particolare riferimento alla disponibilità e utilizzo dei dispositivi di protezione individuale“.

E’ significativo come gesto – spiega – perché in realtà vuol dire che un po’ di paura l’agenzia ce l’ha, sta mettendo le mani avanti“. 

A Bergamo abbiamo il maggior numero di medici che si sono infettati o che sono morti: su 700 medici in provincia, 150 si sono ammalati e 6 sono deceduti. Quindi – aggiunge Pedrini – vedere che si cerca una consulenza legale per eventualmente cercare di girare la colpa sul medico stesso, mi sembra assurdo, ancora più che demoralizzante“.

E anche la “scelta dell’avvocato è stata infelice per noi“. 

La consulenza, come si legge nella delibera firmata dal Direttore generale Massimo Giupponi, è stata affidata “all’avvocato Angelo Capelli del foro di Bergamo”. “Capelli è stato tra gli autori della riforma del sistema sanitario regionale che ai medici di famiglia non era proprio piaciuta – ricorda Pedrini -. Dunque, anche la scelta dell’avvocato è significativa, non è un avvocato qualunque per la sanità lombarda e soprattutto per Bergamo“.

La consulenza è ampia e riguarda anche come è stata gestita l’emergenza sanitaria nell’ospedale di Alzano Lombardo e nelle Rsa. Ma per i medici di base cosa si vuole accertare?

Sui medici di famiglia – spiega – posso immaginare che l’Ats si chieda se effettivamente doveva fornirci i dispositivi di protezione perché non siamo suoi dipendenti, siamo liberi professionisti convenzionati con il sistema sanitario nazionale, sia noi che i pediatri di famiglia. Ma è una mia supposizione. Il punto è che in situazioni di emergenza la risposta è ‘sì’, sono l’Ats e la Regione che devono creare quanto meno un canale preferenziale per fornire dpi. Inoltre nel piano pandemico c’è proprio scritto che la fornitura dei dispositivi di protezione va fatta anche ai medici di famiglia“.

Dunque la ‘mossa’ dell’Ats non vi preoccupa?

 Siamo assolutamente tranquilli” assicura Pedrini.

Che ricorda anche che “fin dai primi casi di coronavirus i medici hanno cercato di approvvigionarsi di mascherine ma erano esaurite. Abbiamo provato anche come associazione a fare degli acquisti per i medici di famiglia, ma l’altro problema che è insorto è che questi ordini venivano bloccati, fermi 8 giorni e più, in dogana dalla Protezione Civile” perché tutti i dpi dovevano essere destinati alle strutture ospedaliere.

Quello che ci fa ancora più male – aggiunge – è che ci aspettavamo che in un momento del genere, soprattutto a Bergamo dove la situazione è una delle peggiori, magari quei soldi potevano essere ben spesi per un consulente scientifico e non per un consulente legale“.

Ce ne sarebbe ancora bisogno?

Certo, l’emergenza non è passata, i casi si sono ridotti ma – avverte – l’equilibrio è veramente precario, non siamo ancora pronti a superare le criticità che ci sono state nella Fase 1. I tamponi sono ancora insufficienti, le indagini epidemiologiche fatte sui contatti dei pazienti sospetti sono assolutamente insufficienti. Siamo ancora sul chi va là“. 

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20 Commenti


  • Giancarlo Mezzanato

    Sono un infermiere in pensione,da molti anni, purtroppo, quella che doveva essere l’ arma più potente del SSN, l’ assistenza domiciliare, è stata relegata a ruolo insignificante, svuotata di ogni dignità. Altro capitolo, le cure palliative, taciate di spreco da qualche genio politico, il ladrocinio ha appestato il SSN, ed ora si nega anche davanti all’ evidenza il fallimento. La politica deve uscire dalle corsie, troppi incompetenti parassiti di nomina politica hanno uno strapotere sulla gestione, dissipano capitali senza giovare al cittadino, ma creano un potere economico a scapito del funzionamento delle strutture, sempre più immiserite. Questo sistema va arato a fondo, cosparso di sale e rinnovato alla radice, adottando : meritocrazia, capacità, controllo sul malaffare, ASSUNZIONE DI RESPONSABILITÀ……..


  • Maria Teresa

    Concordo completamente con Giancarlo Mezzanato.


  • Silvia

    Concordo le parole di Giancarlo Mezzanato. La sanità lombarda in mano alle lobby politiche che finanziano campagne elettorali , potrebbe o forse essere questa . Noi cittadini paghiamo una sanita che non meritiamo!!


  • Silvia

    Chiediamo.il commisariamento.della Regione Lombardia. Che si indaghi anche sulle Pompe funebri,


  • Alessandro Malvaso

    Se non esiste il senso di responsabilità chi può effettuare un controllo sul malaffare?
    Concordo con Giancarlo Mezzanato


  • Giuseppe

    Concordo con Giancarlo Mezzanato, dico anche in Lombardia anno amministrato
    (MALISSIMO LEGA +Berlusconi)x 30 anni (Ricordo FORMIGONI )mandiamoli a casa.

    GRAZIE SALUTI.


  • Luca

    Vero che la politica e una brutta bestia….pero’ bisogna anche dire che in lombardia arrivano da tutta italia a farsi curare…..basta guardare negli ospedali…… siamo onesti… al sud ancora si muore per parto….. notizie date al tg poco tempo fa….


    • Redazione Contropiano

      se una classe politica si fa comprare dagli interessi di alcuni privati, destina alla sanità privata una quota crescente della spesa pubblica per la sanità (che contemporaneamente riduce: 37 miliardi in meno solo negli ultimi 10 anni), smantella i presidi territoriali e la medicina di base, regionalizza e quindi distrugge l’unitarietà del sistema nazionale, concentra le risorse in alcune “eccellenze” (in alcuni casi vere, in altri no), ecc, è ovvio che attiri negli ospedali delle “zone economicamente privilegiate” gente che non può essere curata altrove.
      E allo stesso tempo diventa ovvio che in altre zone del paese si venga curati molto peggio… Ma contrapporre le conseguenze di una politica criminale trentennale significa non voler vedere il processo storico da cui derivano. Né tantomeno identificare i responsabili e le possibili soluzioni. Insomma, si resta ciechi e in balia di queste merde che hanno organizzato un sistema così “eccellente” da produrre la metà dei morti e dei contagiati nel Paese e il “buco nero” del mondo…
      Pentiti, sei ancora in tempo, ma non commentare con falsità degne di un Gallera… (almeno lui ci guadagna…)


  • Lina Arrigo

    In Lombardia ci sono alcune eccellenze per la cura di determinate patologie, questo e’ un incontrovertibile dato di fatto che attira molti pazienti da altre Regioni. Cio’non significa che tutta la sanita sia per principio eccellente. Un mio zio da Messina si e’ recato all’ Humanitas di Milano per un sospetto di tumore al polmone ed e’ morto d’ infarto poco dopo il ricovero, prima di essere operato. Dagli esami effettuati prima del ricovero non risultavano problemi cardiologici.


  • Alfonso Grandi

    Concordo anch’io con quanto ha ben scritto Giancarlo Mezzanato e sono.pure io un infermiere in.pensione da ormai 10 anni. Il Covid 19 ha portato alla luce a prezzo della morte di.persone tra le più deboli la mala gestione e l’ incompetenza politica di una precisa parte politica.


  • Roberto Moroni Grandini

    Per quanto io condivida in buona parte l’ articolo c è un fraintendimento evidente relativo alle cure palliative. “Nelle RSA si fanno solo cure palliative” afferma l articolista.
    Non è così. Nelle RSA spesso non si fanno cure palliative il cui scopo è garantire cura assistenza e dignità di vita, in percorsi pubblici, gratuiti e ad alta competenza ( le equipe di Cp comprendono medici, infermieri,psicologi, assistenti sociali, fisioterapisti, formati nella gestione della fase avanzata e/o terminale di malattia) sanitaria ed assistenziale.


  • Grazia Grasselli

    Con tutto il massimo rispetto per i medici che si sono ammalati e per quelli che sono deceduti mi sembra che anche la categoria dei medici di medicina generale sia una lobby e continuo a chiedermi perché non siano anche loro dipendenti del SSN.


    • Redazione Contropiano

      è una categoria professionale (come gli architetti o altro). in parte sono dipendenti SSn, in parte noi… ma questo non cambia nulla nel discorso


  • lavinia samotti

    Va bene lo stato d’emergenza che ha colpito un po’ tutti di sorpresa, concediamo anche l’iniziale beneficio d’inventario ai vertici di Regione e ATS, ma qui ragazzi non ce la raccontano giusta, è chiaro che si stanno cercando di parare il c… e non c’è nemmeno il rispetto per le vittime, a partire dai sanitari che si cerca di trasformare in colpevoli. Di cosa? Di essere morti per aver fatto il loro lavoro senza tutele? Vergogna, criminali!


  • Bianca Rosa

    … é semplicemente tutto… pazzesco… solo che è tutto vero!
    … il Coronavirus ha messo a nudo queste assurdità!
    … disfarsi subito di questi loschi elementi!
    … far rinascere la sanità com’era stata pensata e realizzata dalla grande Tina Anselmi !


  • Paolo

    Continuate a votare lega mi raccomando


  • Ines Para Baschetti

    Invece di compera tutto quello che serviva per i medici, per poter lavorare in sicurezza, spendeva soldi per ospedale alla fiera , quando c’erano già strutture a disposizione. Quando la Magistratura interviene!!!!


  • adeleadelebis@gmail.com

    Voglio ricordare a tutti coloro che ripetono che i malati del Sud vanno a curarsi al nord e che quindi devono solo ringraziare, che le strutture ospitanti vengono rimborsate e che nulla viene dato gratis. Senza contare la speculazione sulle camere affittate a prezzi esorbitanti ai familiari dei ricovetati


  • Richard Fin

    Io indagherei a Piacenza dove ci sono stati più morti che altrove. Ah che sciocco, li non si può indagare, li siamo in Emilia-Romagna


    • Redazione Contropiano

      Se leggi il giornale, qui non si è mai risparmiato nulla ai vertici dell’Emilia Romagna, al Pd, a Bonaccini e alle Sardine. Quindi la tua noterella che vorrebbe essere sarcastica è fuori bersaglio (o una difesa indiretta dei leghisti lumbard?).

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