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Stati Generali: la protesta di Abou e il grido di dolore degli invisibili

Stamattina Aboubakar Soumahoro, sindacalista Usb e organizzatore di molte delle lotte dei braccianti, si è incatenato a Villa Pamhili, dove sono in corso gli “Stati Generali” convocati dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

L’annuncio è stato dato dallo stesso Abou con un tweet, spiegando che inizia da ora anche uno sciopero della fame:

Sono incatenato a Villa Pamphili (entrata via Aurelia Antica, 183) dove si stanno tenendo gli Stati Generali. Da oggi comincia uno sciopero della fame finché il governo non ci darà risposte su:
1. Riformare la filiera agricola con l’adozione di una patente del cibo per garantire ai consumatori un cibo eticamente sano e per liberare contadini/agricoltori e i braccianti dal giogo dello strapotere dei giganti del cibo che favoriscono il caporalato (digitali e dei colletti bianchi)
2. Cambiare le politiche migratorie con: (I) regolarizzazione di tutti gli invisibili con un permesso di soggiorno per emergenza sanitaria convertibile per attività lavorativa ; (ii) cancellazione degli accordi libici e dei decreti sicurezza con riforma dell’accoglienza; (iii) cittadinanza a chi è nato e cresciuto qui.
3. Varare un Piano Nazionale Emergenza Lavoro per assorbire tutte le persone che hanno perso e che rischiano di perdere il lavoro per questa emergenza sanitaria.
Per fare questo chiediamo la solidarietà e il sostegno di tutte e tutti. L’unico simbolo che vi chiediamo di portare è la vostra umanità, i vostri dolori, le vostre sofferenze e i vostri sogni, le speranze e le idee di una comunità umana, solidale e sociale. NON LASCIAMO NESSUNO INDIETRO. #nonsonoinvisibile”

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