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La sanità va restituita al servizio pubblico, durante e dopo l’emergenza Covid

Nonostante i primi mesi dell’imperversare del Covid 19 avessero fatto emergere il pressapochismo  delle funzioni centrali dello Stato quale il Governo unito ad un’aberrante gestione delle Regioni, alcune delle quali distintesi per la criminale conduzione, oggi con il ritorno della pandemia, siamo di fronte ad un ripetersi di comportamenti con l’aggravante dell’ evidente prevedibilità denunciata nei mesi scorsi da tanti a cominciare dai cosiddetti esperti.

Gli interessi di Confindustria e dei padroni della Sanità Privata ancora una volta vengono davanti a tutto!

Potere al Popolo nel denunciare tutto questo impegna se stesso affinché questa vergognosa classe politica venga posta di fronte alle sue gravissime  responsabilità.

Tutto questo quando nel nostro paese, come nel resto dell’Europa, è in atto un attacco alla Sanità Pubblica perché tutte le cure alle persone vengano trasformate in fonte di  ulteriore profitto per un numero esiguo di soliti noti.

Crediamo invece che la  Sanità Pubblica, sia l’ unica in grado di rispondere  alle necessità dei cittadini, al contrario di quanto avvenuto  negli ultimi 20 anni, laddove il definanziamento operato tanto a livello nazionale che regionale ha portato al disastro attuale con carenza di posti letto, carenza di personale e di servizi sul territorio.

Nonostante ciò  la Sanità Pubblica, durante i primi mesi dell’ epidemia,  è stata sempre in prima fila dando quelle risposte che servivano (ed ancora servono), grazie all’impegno di tutti gli operatori, molti dei quali contagiati e deceduti, con consistenti perdite soprattutto fra i medici di medicina generale, quelli che rappresentano il primo filtro per la Salute dei cittadini  che vi si recano quando ne hanno bisogno .

La distruzione della rete territoriale fatta dalla Lombardia di Fontana e Gallera, iniziata  dai loro predecessori Formigoni e Maroni, e copiata in tutto il Paese,  per favorire la centralizzazione delle cure (con il definitivo addio alla prevenzione) nei grandi ospedali privati, è stata la maggiore responsabile della morte di migliaia di persone che si sono ritrovate ad aspettare a casa di aggravarsi, per poi essere ricoverati d’urgenza, intasando  i Pronto Soccorsi e le Terapie Intensive degli ospedali pubblici, che non sono riusciti a salvare tutti.

In questi mesi è stato promesso tanto: più investimenti in sanità pubblica, aumento dei letti di degenza e dei posti in terapia intensiva, aumento del personale, messa in sicurezza della sanità territoriale tramite le unità speciali di continuità assistenziale ( USCA) che dovevano essere attive da Aprile e che sono rimaste una vana parola nella grande maggioranza delle Regioni.

Mentre continua incessante la cessione di nuove attività al privato dal nord al sud. Tanto per citare alcuni esempi: Ravenna con il polo sanitario Santa Teresa;  la Lombardia con al centro il suo capoluogo Milano, con l’apertura di  nuovi centri quali quello denominato Diagnostico e del Sant’Agostino , mentre si resta indifferenti ai 71 contagi di Alberobello di una casa di riposo fra operatori e degenti,   con 2 infermieri in pianta organica, di proprietà di una multinazionale, in modo che questi gruppi possano ottenere guadagni da milioni di euro, vedi la Garofalo Health System che ha annunciato 39 milioni di euro di utile per il 2019.

Nel Lazio si è preferito investire in strutture private (Columbus, Casal Palocco) creando centri Covid transitori, piuttosto che ripristinare Ospedali Pubblici dismessi (Forlanini, San Giacomo e tanti altri in provincia), che sono un Bene Pubblico e come tale utilizzabili sempre. Ci si è limitati a calmierare i prezzi  dei tamponi rapidi dal privato, in modo che il servizio pubblico sia sollevato e possa ridurre le file al drive- in, non potenziando l’offerta,  riducendo la domanda ….. pur di non investire, come aveva platealmente detto Zingaretti , annunciando la fine del Commissariamento per l’ennesima volta.

Nelle Marche è stato creato un Ospedale Covid con soldi Pubblici, che tuttavia è rimasto  pressochè inutilizzato, con uno spreco immane di fondi.

In Campania non sono aumentati i posti letto, come aveva annunciato De Luca, né è aumentato l’organico.

Questo solo per citare i casi più eclatanti!

Il personale dei SISP di tutta Italia, (Servizio Igiene e Sanità Pubblica), che dovrebbe essere la spina dorsale del servizio sanitario, con compiti di prevenzione e sorveglianza, è allo stremo, in tutto il Paese,  ha fatto di tutto giorno e notte, senza appoggio, senza aiuto, ridotto ovunque all’ombra di sé stesso, dal chiedere ai pazienti se respirano a cercare di capire a chi fare il tampone. Attualmente non riesce neanche a rispondere al telefono in molte realtà.

Senza Servizio di Igiene e Prevenzione che lavora con le sue competenze, nessuno controlla i mezzi pubblici in cui i cittadini si ammassano, pur provvisti di mascherina, in assenza delle distanze e del necessario ricambio d’aria, così come non ci sono controlli su migliaia di luoghi di lavoro, né per assicurarsi che vengano rispettate le norme Covid, né per assicurare che venga rispettata la legge 81 sula Sicurezza dei luoghi di lavoro.  .

Non desta stupore che i cittadini si sentano derisi quando gli si dice di non invitare a cena i parenti, mentre vengono costretti in mezzi pubblici affollatissimi, senza nessun rispetto delle tanto decantate norme covid.

Sappiamo che serve la mascherina. Sappiamo che serve aria sopra la propria testa. Erano state promesse aule più grandi, più insegnanti nelle scuole, edifici a norma.

Nulla di tutto questo sì è avverato. L’ostinazione con cui sia le istituzioni di centro destra che di centro sinistra danno prova è nel ridurre il servizio pubblico all’osso, salvo poi chiamarlo a proteggere i cittadini, (la Lombardia sta già adesso trasferendo le patologie no covid dai privati) è veramente inquietante.

Si è fatto tutto tranne quello che serviva : investire in maniera massiccia nel Pubblico, con assunzioni, internalizzazioni, aumento dei posti letto, ripristino dei servizi territoriali, anche al fine di prevenire una nuova possibile ondata di ritorno dell’epidemia, paventata da molti esperti. Eccola l’ondata e noi ci ritroviamo quasi  come ad Aprile, ad agire sempre in emergenzialità, con oltre 10.000 contagi! .

Nel frattempo si cerca di mettere a tacere con provvedimenti disciplinari quegli operatori che denunciano la mancanza di mezzi e di personale con la disposizione di non poter parlare male dell’Azienda. Come se il problema non fossero le parole di denuncia, ma i fatti denunciati. Già perché da quando le Unità Sanitarie Locali sono state trasformate in Aziende, ci si deve attenere a ciò che è  in uso nelle Aziende private e non incorrere nella “lesa immagine aziendale”! Per questo chiediamo una cosa semplice e non costosa : l’abolizione del termine Azienda, che è di per sé sinonimo di profitto, e che non si addice alla Sanità Pubblica.

Nel frattempo i sindacati confederali appaiono a intervalli più o meno stabiliti, come se non fossero coinvolti nella privatizzazione tramite le assicurazioni nel contratto di lavoro, e non ne sapessero nulla, a difesa di una a questo punto un po’ indistinta sanità pubblica.

Sanità Pubblica non è tutto ciò che si paga con i soldi pubblici. La sanità pubblica è ciò che viene fornito dallo Stato ai cittadini con l’obiettivo di conquistare la salute. Quindi lotta per un ambiente più sano, meno traffico, cibo non contaminato e/o adulterato, vita migliore. Questo certo non interessa ai grandi gruppi privati protesi come sono a trasformare la prevenzione in un giro miliardario di esami ripetuti sempre più spesso senza che se ne possa dimostrare l’efficacia, magari refertati dall’altra parte del mondo, dove il personale sanitario pagato in centesimi di rupie, per esempio in India, legge grandi quantità di esami senza sapere a cosa servano.

Da non dimenticare, ma sottolineando con forza, anche la mancata difesa dei diritti all’autodeterminazione delle donne e di tutti, con l’assegnazione sempre maggiore di porzioni di sanità al privato religioso che facendo un marketing pubblicitario pressante, opera nel contempo azione di rimozione della sua tendenza infrenabile all’intramoenia e la sua sottomissione alla religione nelle cure alle donne.

Noi di Potere al Popolo ci battiamo per una Sanità restituita al servizio pubblico, che offra cure giuste a tutti, a chi non può pagare e a chi rischia di essere preda di speculazioni.

Il fine economico del risparmio quando si parla di Sanità Pubblica non è nella nostra visione di collettività, che invece vede un’equa distribuzione della ricchezza e la Salute è a pieno titolo una ricchezza, oltre che un diritto. E in un epoca di pandemia come questa costringere le istituzioni a mantenere le promesse non mantenute è la strada che percorreremo con tutte le nostre forze nella convinzione che possa essere solo un primo passo.

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