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Anche alla Camera 28 deputati M5S non votano Draghi

Alla Camera sono stati 16 i deputati M5S che hanno votato apertamente contro il governo Draghi, mentre altri 12 non hanno votato la fiducia astenendosi dal rispondere alla chiamata al voto.

I deputati e i senatori del M5S che hanno votato contro il governo Draghi puntano ad organizzarsi con gruppi parlamentari propri ed a guardare anche fuori dalle aule parlamentari. Oggi i probiviri del M5S si riuniranno per decidere la loro espulsione.

I senatori dissidenti, stanno lavorando alla creazione di un nuovo gruppo con tanto di simbolo (si parla di prendere in prestito il logo dell’Italia dei Valori per dar vita a un nuovo gruppo a palazzo Madama). “Un nuovo soggetto politico? Stiamo valutando il da farsi – spiega all’Adnkronos la senatrice Bianca Laura Granato -. Se vogliamo rendere produttiva la nostra scelta, mi sembra l’unica via percorribile”.

Più cauto per ora è il senatore Morra, il quale si dice non interessato a un eventuale nuovo gruppo formato da ex 5 Stelle: “Chi vuole mettermi contro il Movimento sappia che non avverrà mai”.

Ai senatori M5S sotto tiro arriva intanto la solidarietà dei loro colleghi alla Camera. “Esprimiamo la nostra piena solidarietà ai senatori M5S espulsi da Vito Crimi per aver votato contro la fiducia a questo governo della grande ammucchiata, per essersi astenuti o per non essere stati presenti. La loro espulsione suona anche come un avvertimento nei confronti di noi deputati”, affermano in un nota i deputati Pino Cabras, Andrea Colletti, Jessica Costanzo, Paolo Giuliodori, Alvise Maniero e Andrea Vallascas che ieri, insieme agli altri, hanno espresso alla Camera il loro convinto ‘no’ alla fiducia al governo Draghi e quindi rischiano anche loro l’espulsione.

“Il nostro impegno, nel solco del programma elettorale – rimarcano i sei parlamentari in una nota congiunta – non verrà certo meno, nonostante le minacce e i tentativi di condizionare il nostro voto. Lavoreremo insieme per costruire un’alternativa a un governo del ‘tutti dentro’ e dell’austerità. L’alternativa c’è!” scrivono nella nota i sei parlamentari M5S.

E quell’alternativa potrebbe presto prendere le sembianze di un nuovo soggetto politico. Di alternativa parla il deputato Pino Cabras in un post, definendo Draghi “Il protagonista non del “Sogno Europeo” ma dell’”Europeismo Reale”, un lungo incubo che vediamo anche dietro il troppo incenso intorno al Gattopardo tecnocratico”.

Secondo Cabras “La cosiddetta «buona moneta» non lascia un buon pianeta, ma un continente stremato e più indifeso di fronte alla crisi Covid. La Repubblica italiana ha bisogno di un’opposizione completa. Le diciamo no. L’Alternativa c’è!”

Intanto, fuori dalle aule parlamentari. dovrebbe prendere parola anche Alessandro Di Battista, che  domani (sabato per chi legge) interverrà nella discussione con una diretta sulla sua pagina Instagram: “Ci sono cose da dire. Scelte politiche da difendere. Domande a cui rispondere ed una sana e robusta opposizione da costruire”, scrive lo storico esponente del M5S Stelle che pochi giorni fa ha annunciato il suo allontanamento dalla linea adottata dal movimento.

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