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In Lombardia si vaccina chi è “produttivo”, gli altri crepino

È tristemente indimenticabile la dichiarazione con cui Letizia Moratti, appena insediatasi all’assessorato al welfare della Lombardia, aveva chiesto che i vaccini fossero inviati alle regioni in proporzione al loro PIL.

Dopo il fallimento di tale folle proposta a livello nazionale, la regione Lombardia ha deciso di far da sé. Ha concluso un accordo con Confindustria e Confapi per la somministrazione dei vaccini nelle aziende, che inizierà con i rifornimenti di aprile. In pratica, i vaccini saranno dirottati sui canali aziendali e quindi sottratti agli anziani e ai soggetti a maggior rischio per vaccinare, invece, chi è in produzione.

L’accordo è stato annunciato in una conferenza stampa con la partecipazione del gongolante presidente della Confindustria lombarda Bonometti, colui che l’anno scorso, per tenere aperte le fabbriche delle valli bergamasche, contribuì a creare una strage.

L’accordo tra Regione e industriali garantirà il rilancio del PIL poiché le aziende potranno lavorare a pieno ritmo, mentre gli anziani e i fragili potranno restare a casa dove sono rinchiusi da un anno senza alcun aiuto né sostegno. Oppure uscire, ammalarsi e morire, facendo così anche risparmiare i soldi della loro pensione.

La corrotta e incapace giunta lombarda raggiunge livelli di cinismo e di disumanità che non avremmo voluto essere costretti a vedere. Qualunque idea di solidarietà sociale è stata ribaltata, un trentenne in buona salute potrà essere vaccinato, perché produttivo, prima di un settantenne con malattie che lo mettono a rischio.

Peraltro, la campagna vaccinale in Lombardia avanza a rilento e senza alcun vero piano. Non sono ancora terminate le vaccinazioni del personale sanitario, sono lentissime quelle degli ultraottantenni, appena iniziate, con poche unità, quelle dei lavoratori della scuola.

Gli ultraottantenni, in particolare, sono stati vaccinati solo per il 18% e al ritmo attuale non si potrà finire con le loro vaccinazioni prima di fine maggio. A causa dell’incapacità a gestire le vaccinazioni, la regione sta stringendo accordi con ospedali e cliniche private, che “collaboreranno” grazie a lauti compensi (30 euro circa a somministrazione).

Infine, la Regione ha dovuto cambiare il sistema informatico di prenotazione, che ha fatto impazzire più di un vaccinando, con prenotazioni che saltavano, non si registravano, con l’invio di perentori messaggi a novantenni per presentarsi urgentemente a kilometri dalla loro abitazione, salvo poi smentire il tutto pochi minuti dopo.

Altri cittadini sono stati chiamati alla vaccinazione usando il fascicolo sanitario personale, destinato a conservare i risultati di visite e analisi e che quindi nessuno consulta tutti i giorni, ma solo quando attende il risultato di accertamenti sanitari. Quindi vaccinazione saltata.

Ieri mattina, ad Antegnate, comune di una zona particolarmente a rischio, tutto era pronto per vaccinare mille persone, ma quasi nessuno si è presentato, semplicemente perché non sono stati fatti i messaggi di convocazione. In compenso, un buco nel sistema ha consentito a persone che non ne avevano diritto di effettuare la vaccinazione prenotandosi attraverso il link apposito che circolava persino nelle chat whatsapp dei ragazzi della parrocchietta.

Quante persone abbiano potuto in questo modo vaccinarsi anche se non facenti parte delle categorie che ne avevano diritto, non si può evidentemente sapere. Ora la Regione ha deciso di dismettere l’attuale sistema di prenotazioni per utilizzarne un secondo, fornito dalle Poste. ma ci vorranno tre settimane per la sua messa a punto. Ciò ha poco rilievo, visto che d’ora in poi, in Lombardia, chi è “produttivo” sarà vaccinato sul posto di lavoro e per gli altri invece la vaccinazione sarà rimandata a tempi migliori.

Tutto ciò in una situazione drammatica nel bresciano, ma anche nei dintorni di Milano. Il capoluogo è ormai circondato da comuni in grave difficoltà e se il contagio dovesse sfondare a Milano sarebbe la catastrofe con altre decine di migliaia di morti.

La gestione della Sanità in Lombardia è già responsabile di 30.000 morti che in gran parte potevano essere evitate, di quante altre si macchierà in futuro la giunta Fontana-Moratti?

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1 Commento


  • E y

    Nulla di peggio delle vaccinazioni in base alla lobby di appartenenza in atto in tutto il paese. Nel mondo neoliberista fascista i non produttivi sono solo un peso, il rapporto tra tra sfruttamento e costi rimane negativo e di conseguenza vanno eliminati. Avere pagato in anticipo un eventuale periodo improduttivo e’ stato un tragico errore.

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