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Grosseto. “Sull’antifascismo non ci sono mezze misure o calcoli elettorali”

Al raduno nazionale di Casapound e dei fascisti di mezza Europa, che per la terza volta in 3 anni verranno a provocare la nostra terra, rispondiamo nell’unico modo possibile: scendendo in piazza e prendendo posizione.

Non resteremo indifferenti rispetto all’evento nazionale di un’organizzazione dichiaratamente neo-fascista, legata a doppio filo con esponenti dello stragismo fascista degli anni ’70 come Mario Tuti.

Lo faremo laddove fu combattuta l’ultima battaglia per la liberazione di Grosseto e della Maremma dal Nazifascismo, a Porta Vecchia, quando i Partigiani della Brigata Alunno si frapposero tra la Città e le truppe di occupazione nazifascista.

Lo faremo contro il revisionismo portato avanti dalla destra al governo della città, che ha più volte tentato di spolverare il nome di Almirante, firmatario del bando della morte per i renitenti alla leva di Salò, tentando di dedicargli una via delle nostre strade.

In difesa della città torneremo noi, per tutte le vittime dello squadrismo fascista del 1921, dell’oppressione del regime durante il ventennio e dello stragismo nazifascista della primavera del 1944.

Lo faremo in nome di tutte le vittime della Strage di Roccastrada, di Niccioleta, di Maiano Lavacchio, di chi ha combattuto per la Liberazione della Maremma, sui monti e sulle colline, dall’Amiata a Manciano, da Pitigliano a Sorano.

Per noi l’Antifascismo è una cosa seria, una pratica quotidiana che non può essere soggetto a opportunismi di nessun tipo.

L’antifascismo oggi vive nella lotta per la salute collettiva, per la dignità e la sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici, per il riscatto di chi viene escluso da un sistema dominato dalle logiche di mercato e guidato dal profitto.

L’antifascismo vive nella rottura con ogni tipo di discriminazione di genere, etnica o geografica.

Esiste un filo nero che lega lo squadrismo fascista del 1921, lo stragismo che inizia a Portella delle ginestre il primo maggio 1947, continua in Piazza Fontana il 12 Dicembre 1969, in piazza della loggia a Brescia il 28 maggio 1974, sino al 2 Agosto 1980 alla Stazione di Bologna, arrivando alla durissima repressione di oggi, quel fascismo aziendale che arma squadracce di picchiatori nei magazzini della logistica e nelle fabbriche, per sopprimere le lotte degli operai in sciopero, finendo per uccidere sindacalisti come Abl El Salam nel 2016 a Piacenza, Sacko Soumayla il 2 giugno 2018 in Calabria, e Adil Belakhdim nello sciopero generale della logistica dello scorso 18 Giugno 2021.

È lo stesso filo nero che lega le aggressioni omofobe e le violenze razziste, sempre presenti e attuali.

È  Il filo nero di un mondo fondato sullo sfruttamento, sulla repressione, sull’oppressione, che gli antifascisti e le antifasciste hanno il compito di recidere.

Il 4 Settembre tutte e tutti in Piazza a Grosseto!

Partigian* ieri

Antifascist* oggi

Riprendiamo il cammino.

Potere al Popolo Grosseto chiama all’appello

Qui i primi aderenti e firmatari

Collettivo Politico Laika
Collettivo Sempre in Lotta
PCI Grosseto
Circolo Rifondazione Comunista Grosseto
Forum Cittadini del Mondo
Laboratorio Left Grosseto
Rete dei Comunisti Toscana
Circolo Agorà Pisa
Grosseto al Centro
Rete delle Donne Grosseto
Associazione Rosa Parks
Collettivə Autonomə Queer

Franco Dominici
Marco Grilli
Roberto Barocci
Marco Rossi
Mauro Papa
Giuseppe Mainardi
Luca Urbani
Donatella Guerriero
Enzo Celotto
Roberto Buggiani
Bruno Segalini
Fiorenzo Fantaccini
Giuliana Gentili

Lista in aggiornamento…

Per aderire all’appello come singol* o organizzazioni scriveteci alla mail poterealpopologrosseto@gmail.

Ora e sempre Resistenza!

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