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Scuola: un’altra ripresa a rischio

L’arrivo del 1 settembre, con la riapertura delle scuole, è un evento di cui si aveva certezza da sempre. Eppure, incredibilmente, il Ministero dell’Istruzione non ha fatto nulla per preparare un rientro scolastico in condizioni migliori rispetto all’anno scorso.

Un’inerzia particolarmente grave poiché tutti hanno sotto gli occhi i disagi, i danni educativi e didattici, la difficoltà nelle relazioni umane che gli studenti e i lavoratori della scuola hanno vissuto nel primo ma ancor più nel secondo anno scolastico di pandemia.

Su tutto, hanno dominato le roboanti quanto demagogiche dichiarazioni del Ministro Bianchi, e dei suoi collaboratori, circa l’assoluta certezza di un rientro in presenza a scuola, mettendo finalmente da parte la didattica a distanza. Tuttavia, la situazione è tutt’altro che rassicurante e. al momento, non si può escludere nulla.

Dal punto di vista delle misure di prevenzione adottate, non c’è nessuna novità rispetto allo scorso anno, anzi alcune indicazioni sembrano peggiorare la situazione. Infatti, si ammette esplicitamente che non sarà possibile garantire il distanziamento di un metro, dinamico o statico, tra gli studenti, e che quindi ciò si farà ove possibile. Come dire che si tratta di una norma derogabile e che molte scuole non la rispetteranno.

D’altra parte, poiché non si è intervenuti seriamente né sulle strutture edilizie né sul numero di alunni per classe, non si vede come il distanziamento avrebbe potuto essere possibile.

Come soluzione al problema dell’impossibile distanziamento, viene proposta l’aerazione frequente (o costante?) delle aule, anche in condizioni meteorologiche avverse. Insomma, che le mamme preparino le maglie di lana e i mutandoni di palpignana.

Tra l’altro, in nome dell’autonomia il Ministero scarica sulle fragili strutture delle singole scuole molte decisioni importanti in tema di sicurezza.

Quanto agli insegnanti, le valutazioni sindacali indicano che le nuove assunzioni (stimate in circa 40.000) sono assolutamente insufficienti a coprire le cattedre vacanti, quindi nemmeno parlare di creare classi in più.

Tra l’altro, l’organico Covid, una nuova fantasiosa forma di precariato inventata dal Ministero, è garantito solo sino al 31 dicembre e unicamente per attività di recupero. Non è dato sapere se tali insegnanti potranno essere rinnovati nell’incarico dopo il 31 dicembre.

Per quanto attiene alla questione dei trasporti, punto irrisolto lo scorso anno, l’unica certezza è la totale confusione che regna. Infatti, le diverse aziende di trasporto appaiono ancora incapaci di garantire un potenziamento reale del servizio che eviti mezzi troppo affollati, fatto che rende anche difficile immaginare scaglionamenti orari delle entrare e delle uscite, peraltro comunque difficili da gestire dal punto di vista dell’organizzazione del servizio scolastico.

Purtroppo, lo stesso Ministero sembra incerto sulle prospettive del prossimo anno scolastico, poiché già si prevedono possibili quarantene, di sette oppure dieci giorni, secondo la situazione vaccinale, qualora si verifichino dei casi di Covid. Quarantene durante le quali, naturalmente, l’attività didattica potrà svolgersi solo a distanza.

In pratica, il Ministero ha rinunciato a qualunque forma di reale prevenzione che non sia quella vaccinale (comunque non praticabile, al momento, per gli alunni sotto i 12 anni), muovendosi tuttavia molto male anche su questo terreno.

Infatti, anziché disporre l’obbligo vaccinale per tutto il personale della scuola, provvedimento di chiara e certa applicazione, ha inventato la soluzione del passaporto vaccinale, cioè il tanto divisivo green pass, che ha sollevato un polverone di stucchevoli polemiche.

Anche su questo punto, poi, il Ministero appare in ritardo se non inadempiente, poiché almeno sino al 13 settembre i dirigenti scolastici dovranno affidarsi, per il controllo di tale certificazione alla “modalità ristorante”, poiché la piattaforma ministeriale non è pronta. Facile immaginare code e assembramenti alle porte delle scuole.

Così, tra mancanza di spazi adeguati a evitare situazioni di possibile contagio e difficoltà di controllo dei green pass, molte scuole svolgeranno le attività di programmazione del nuovo anno ancora una volta in modalità telematica.

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