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Pd, corruzione e interessi imprenditoriali

Ritornano sotto i riflettori Giulio Muttoni, impresario torinese del business degli spettacoli della società SetUp Live, oggi chiusa, e la sua cricca che cinque anni fa finirono sotto inchiesta per favori scambiati tra vari figuri del sottobosco istituzionale torinese, promesse e scorciatoie.

La procura chiede quindi il rinvio a giudizio per 35 imputati tra i quali esponenti delle forze dell’ordine, della Prefettura e politici, come l’ex senatore Pd Stefano Esposito e il vicepresidente del consiglio comunale Enzo Lavolta, ei fu aspirante sindaco per il Pd a Torino.

La lista dei reati va da turbativa d’asta a corruzione a rivelazioni di segreti d’ufficio. In particolare, quando nel 2015 la società venne colpita da un’interdittiva antimafia, Muttoni si era rivolto al suo amico Esposito, all’epoca componente della commissione parlamentare d’inchiesta sulle mafie.

L’ex senatore avrebbe, tra le altre cose, cercato una soluzione per far atterrare Madonna a Linate con il proprio jet privato e in cambio avrebbe ricevuto una mano per le elezioni politiche del marzo 2018.

Al centro dell’inchiesta vi era anche un poliziotto, ex caposcorta del pm Andrea Padalino, ahinoi ben noto da queste parti, che in cambio di attivare la Finanza contro locali concorrenti, sarebbe stato raccomandato dall’imprenditore all’amico prefetto di Roma per esaudire la sua aspirazione di entrare nei servizi segreti.

Dovrebbe stare più attento ai suoi affari l’ex deputato ed ex senatore dopo che, a giugno di quest’anno, il caso giudiziario per diffamazione tramite un post su facebook datato 2012 contro alcuni notav, tra i quali anche Dana oggi ai domiciliari per aver parlato a un megafono, è finito in Corte Costituzionale.

Come scrivevamo qui (https://www.notav.info/post/scricchiola-limmunita-di-esposito/) il contenzioso aperto non è prova di vittoria, ma sicuramente qualcosa avrebbe dovuto insegnare dato che la lista dei suoi sproloqui diffamatori e indecenti nei confronti dei notav è molto lunga.

Insomma, PD, corruzione, interessi imprenditoriali e personaggi senza dignità come Esposito vanno sempre a braccetto. Intanto per quanto non ci sia fiducia alcuna nella cosidetta giustizia essa farà il suo corso.

A noi rimane la certezza che in una città come Torino il Pd, espressione di certi personaggi, che si autoelegge a scudo “contro l’avanzata della destra”, oltre che ridere fa anche un po’ incazzare.

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