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Abruzzo. Le elezioni confermano la presidenza al centro-destra

Dopo che per settimane il mainstream politico e mediatico gli aveva affidato un ruolo al di sopra della realtà, le elezioni regionali in Abruzzo hanno visto la riconferma di Marco Marsilio – candidato del centrodestra- alla guida della regione.

Un risultato ampiamente prevedibile e che solo il circo delle illusioni poteva immaginare diverso. Le elezioni regionali sono tali, soprattutto se avvengono isolate da contesti politici più ampi, ragione per cui si può vincere in un territorio e perdere in un altro, soprattutto in una regione storicamente legata alla Dc nella Prima repubblica e al centro-destra nella seconda, con rare eccezioni (vedi la presidenza del centro-sinistra con Ottaviano Del Turco) che però hanno lasciato un pessimo ricordo di se.

Marsilio ha vinto con il 53,42%. Lo sfidante Luciano D’Amico (centrosinistra) si è fermato al 46,58%. Marsilio ha ottenuto la sua vittoria nella provincia dell’Aquila, dove ha ottienuto il 61,14% dei voti. Più’ contenuto il suo risultato nelle altre province: Marsilio ottiene il 51,49% nella provincia di Pescara, il 51,26% nella provincia di Chieti mentre è sceso al 49,67% nella provincia di Teramo.

Anche in questa occasione bassa l’affluenza al voto in Abruzzo, pari al 52,2%.

Che la partita fosse complicata era chiaro già un mese fa, quando il distacco fra i due candidati era di circa venti punti percentuali. L’aver ridotto considerevolmente quel distacco può essere valutato come un risultato per il cosiddetto “campo largo” dell’opposizione.

Fratelli d’Italia si conferma come primo partito con il 24,05%. Nel 2019 aveva il 6,5%, alle politiche del 2022 però aveva ottenuto di più: il 27,9%.  La Lega ottiene il 7,62%. Nel 2019 ebbe il 27,5%, nel 2022 l’8,1%.

Il Partito Democratico migliora sia rispetto alle precedenti regionali del 2019 sia rispetto alle politiche del 2022, passando dal 16 al 20,04 per cento.

Al contrario, i Cinque Stelle hanno visto quasi dimezzare il proprio consenso, fermandosi al 7 per cento.

Finito il tormentone di queste settimane, la regione Abruzzo tornerà ad essere la regione Abruzzo, chi vi aveva intravisto un laboratorio politico farebbe bene a scarpinare su e giù sulla Maiella.

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1 Commento


  • Andrea Vannini

    i votanti sono sempre troppi. spero che l’ astensione cresca e che alle europee sia maggioritaria. le istituzioni, dal comune al parlamento ue, non sono legittime, sono illegali. le leggi elettorali vigenti non sono democratiche e sono incostituzionali. il compromesso costitizionale interclassista é saltato. il contratto sociale non c’è piu’. ne consegue che ciò che vincola il popolo é solo la forza e la violenza dello stato.

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