Menu

Cariche della polizia alla Sapienza di Roma, due arresti. L’ateneo collaborerà ancora con Israele

Due arresti, studenti feriti, cariche della polizia contro gli studenti e una decisione indigeribile del Senato Accademico dell’università La Sapienza sulla prosecuzione degli accordi di cooperazione con Israele, nonostante quello che avviene contro i palestinesi a Gaza e che molti definiscono genocidio.

E’ stata decisamente una giornata da cani nel maggiore ateneo d’Europa. In mattinata circa 200 studenti, assieme a docenti universitari, ricercatori e personale amministrativo, in attesa degli esiti della riunione del Senato accademico e del Cda, avevano tenuto una conferenza stampa davanti al Rettorato. Due studentesse si erano incatenate per protesta sotto il Rettorato.

Poi è partito un corteo le vie della città universitaria e nei corridoi delle facoltà di Lettere e Scienze politiche, sventolando bandiere palestinesi, intonando slogan e lanciando slogan soprattutto contro la rettrice Antonella Polimeni, accusata di non volere un vero confronto con gli studenti e di non essersi dimessa dalla fondazione Med’Or, una creatura della fabbrica di armamenti Leonardo. Decisione presa invece da altri rettori come quelli di Bari e di Napoli.

“Boicottare Israele, fuori la guerra dall’università, vergogna, assassini”, sono stati gli slogan gridati dagli studenti, e cresciuti di intensità quando sono filtrate le notizie dalla riunione del Senato accademico in corso, che nel primo pomeriggio, ha emesso un comunicato nel quale respinge l’appello a non aderire all’accordo di cooperazione con Israele.

In giornata era circolato anche il testo che il presidente della Fondazione Elisabeth Rotschild ha inviato alla Rettrice della Sapienza, chiedendole esplicitamente di non cedere alle richieste degli studenti ventilando anche gli svantaggi che ne deriverebbero sul ranking della Sapienza nelle classifiche internazionali sugli atenei. Tono garbato ma richieste e conseguenze ben indicate.

Il clima alla Sapienza si è fatto a un certo punto più pesante sia sotto al Rettorato dove gli studenti si sono spintonati con il cordone di polizia presente all’entrata, ma soprattutto quando, di fronte al fermo di due studenti e una studentessa, il corteo ha provato a raggiungere il commissariato di polizia per chiederne il rilascio. In serata sono stati rilasciati ma dovranno affrontare un processo per direttissima mercoledì mattina.

Gli studenti hanno deciso di rimanere in mobilitazione anche questa notte all’università dove da domenica sono ricomparse le tende e due studentesse sono ancora incatenate sotto il Rettorato.

******

Qui di seguito il comunicato arrivato in serata da Cambiare Rotta.

QUESTA È LA DEMOCRAZIA CHE INSEGNA ISRAELE!

NON CI ARRENDIAMO: RIMANIAMO INCATENATI E IN TENDA AD OLTRANZA CONTRO GLI ACCORDI CON GUERRA E ISRAELE!

Dopo giorni in tenda, mesi di mobilitazione, la scelta di incatenarci stamattina sotto al Rettorato, oggi un grande corteo ha percorso le vie della città universitaria in occasione del Senato Accademico. Sia sotto il Rettorato, sia durante il corteo, abbiamo assistito di nuovo alla risposta repressiva delle forze dell’ordine, con il bene placito della Sapienza, che hanno manganellato studenti e studentesse, arrestandone due.

Questo avviene di fronte alla sordità della Governance d’Ateneo che proprio negli stessi minuti stava approvando un documento ufficiale con alcuni passaggi chiave:
● l’adesione alla risoluzione per un cessate il fuoco, che crediamo essere un primo passaggio minimo dopo le migliaia di palestinesi uccisi.
● l’impegno per garantire corridoi umanitari sulla continuità didattica degli studenti, anche palestinesi, alla quale rispondiamo che oggi l’unico corridoio umanitario che è veramente tale è il percorso che i palestinesi dal sud stanno tornando nel nord di Gaza, nelle loro case.

● il rifiuto e la condanna del boicottaggio degli accordi e delle mobilitazioni.

Nessuna presa in considerazione dell’appello dei docenti e ricercatori sugli accordi, nessun dialogo con gli studenti, questo è il livello democratico tanto decantato dalla Rettrice, dalla CRUI e dal MUR tutto.

Restiamo incatenati sotto al Rettorato e in presidio permanente con le tende al pratone perché non è accettabile che la Rettrice del più grande ateneo d’Europa fugga dal dialogo con la sua comunità.

*****

La lettera di pressione della Fondazione Rotschild sull’Ateneo La Sapienza

 

 

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

Ultima modifica: stampa

3 Commenti


  • Roy

    Che dire? L’Italia ”dorme” da 35 anni. Che sia una rinascita del conflitto? Bisogna – soffiare sul fuoco – assolutamente !
    Mantenere e costruire un contatto organico con questi collettivi.


  • Pasquale

    Si chiamano ‘legnate preventive’ perchè chi dissente o solo pensa di dissentire è un criminale a prescindere. Sono un pò come le ‘querele preventive’ per i giornalisti ‘indisciplinati’.


  • Giovanni

    Fogne riaperte grazie ai Violante di turno, ” i ragazzi di salo’ han trovato (in) degni eredi e Pd e M5s non san far di meglio che suicidarsi….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *