Riceviamo e ovviamente pubblichiamo.
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In una sezione di 7 celle, insieme a 4 prigionieri delle Br da più di 40 anni in carcere [quindi di età media intorno ai 70 anni, ndr], da oltre 3 mesi è stato assegnato un noto, soprattutto al DAP, individuo che ha più volte insultato e minacciato gli altri prigionieri e che continua a creare un’oggettiva situazione di pericolo e incolumità, favorita dall’immobilismo da parte della direzione del carcere.
Il trattamento privilegiato a cui è sottoposto questo personaggio che gode della libertà di spostamento fino a sera inoltrata, usufruisce di innumerevoli videochiamate della durata superiore di gran lunga a quella consentita agli altri detenuti (h.2:30), che, nonostante il divieto assoluto in AS2, si sposta liberamente dalla sezione all’infermeria dove intrattiene rapporti con i detenuti comuni, che ha picchiato due agenti, deteneva in cella una chiavetta e un computer con accesso a internet, che mette in pericolo l’incolumità delle altre persone detenute nella sezione lascia pensare alla non casualità della sua assegnazione in questo carcere da parte del Dap.
Ricordiamo, che l’uso dei vari personaggi come provocatori non è una novità nella storia delle carceri italiane quale forma di pressione ed annientamento dei prigionieri politici.
Per la situazione intollerabile ed inaccettabile che è stata creata nella sezione di AS2, l’incolumità dei 4 prigionieri delle Br e del prigioniero kurdo, attivista del partito HDP anche lui detenuto nella stessa sezione, non possiamo che ritenere responsabili il DAP e il Ministero.
Chiediamo al sottosegretario Delmastro se anche questo è un modo, così come per chi è al 41 bis, utilizzato per “non fare respirare i detenuti politici” per il quale prova tanto godimento.
16/01/2025
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