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L’indignazione contro il genocidio dei palestinesi diventa marea

L’appuntamento di Roma per le manifestazioni a sostegno della Global Sumud Flotilla in partenza per Gaza, ha visto scendere in piazza una marea di persone che hanno riempito le strade tra Piazza Vittorio e Porta San Paolo. Si sono visti in strada migliaia e migliaia di giovani, giovanissimi e meno giovani. La stessa cosa era accaduta nei giorni scorsi anche a Genova, Palermo, Napoli, Catania e altre città.

Quel “siamo tutti antisioniste/i” gridato da migliaia di voci nelle piazze fa chiarezza sulle troppe mistificazioni che fino ad oggi hanno cercato di imbrigliare le chiavi di lettura su quanto accade in Palestina da molto prima il 7 ottobre 2023. La narrazione israeliana e filoisraeliana della realtà non regge più.

L’indignazione popolare contro il genocidio del popolo palestinese da parte di Israele e contro la complice inerzia dei governi europei, è cresciuta esponenzialmente in questi due anni in cui Gaza è stata trasformata in un mattatoio quotidiano dalle truppe israeliane.

Per mesi la mobilitazione è stata costante, in alcune città praticamente tutti i sabati, ed ha visto manifestazioni con maggiore o minore riuscita, che per un anno e mezzo hanno tenuto sistematicamente il punto della denuncia e dell’iniziativa contro quello che stava accadendo a Gaza e in Cisgiordania, senza esitazioni.

Da alcuni mesi la partecipazione e la mobilitazione sono però cresciute e si sono ampliate, coinvolgendo settori di società che fino ad oggi erano rimaste ai margini, silenziate o imbrigliate dentro le prudenze e gli opportunismi della politica o dalle manipolazioni dei mass media.

Oggi l’empatia verso il popolo palestinese e l’indignazione contro Israele è diventato un sentimento ampiamente popolare che attraversa tutta la società. Un senso comune che non risparmia dalla critica e dal disprezzo l’inerzia, i silenzi o le complicità dei governi occidentali con Israele.

Questo spiega, almeno in parte, l’ondata di solidarietà che sta accompagnando in tutto il paese la missione della Global Sumud Flotilla che questa volta, per dimensioni e contesto, va molto oltre le precedenti missioni delle Freedom Flotilla a Gaza.

In Italia si parla di sciopero generale nel caso dell’eventuale affrontamento violento da parte di Israele contro gli attivisti della Flotilla. I portuali di Genova hanno già chiamato alla mobilitazione e il sindacato Usb ha annunciato lo sciopero, dando così copertura sindacale all’eventuale interruzione delle attività nei posti di lavoro. Anche nelle scuole, università e nella società vengono annunciati blocchi delle attività qualora la Flotilla venga attaccata dai militari israeliani.

Ma nella marea di persone che ormai riempie le strade su Gaza o esprime ripudio per il genocidio, è leggibile anche una reazione al tentativo di “normalizzare” l’orrore e la guerra da parte di governi impegnati ormai a perseguire la guerra e il riarmo come prospettiva da consegnare alle proprie popolazioni in questa fase storica. Il continuo riferimento alla guerra e agli armamenti nei comunicati ufficiali dei vertici indubbiamente è in sincronia con il tentativo di assuefare le società agli orrori al quale assiste ormai da due anni a Gaza.

Di questo e del crescente sentimento popolare di indignazione cresciuto nel paese contro Israele e a sostegno dei palestinesi dovranno tenere conto sia il governo che la politica nel suo complesso. Il grido della Palestina sta scuotendo la società rimettendo in campo una indignazione generale contro lo stato delle cose presenti.

(Foto di Patrizia Cortellessa)

(Foto di Patrizia Cortellessa)

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2 Commenti


  • Pullo

    Io credo che il blocco generale vada fatto a prescindere dall’intercettamento o meno della flotilla (che è già stata colpita da un drone a Tunisi). C’è già gente sul piede di guerra che accusa che niente verrà fatto e che siamo solo dei pagliacci, meglio che questo sciopero si faccia che già ne abbiamo veramente poca di credibilità


  • goiseppe

    DEUTERONOMIO CAPOTOLO 7 BIBBIA EBRAICA
    2- in riferimento alla terra di Canaan promessa da Dio al popolo di Israele-: Quando il Signore,il tuo Dio le avrà messein tuo poteree tu le avrai sconfitte,tu le VOTERAIALLO STERMINIO:CON ESSE NON STRINGERAIALCUNA ALLEANZA E NEI LORO CONFRONTI NON AVRAI PIETà
    STERMINERAI DUNQUE TUTTI I POPOLI CHE IL SIGNORE TUO DIO STA PER CONSEGNARTI
    VI INVITO A PUBLICARE PER INTERO QUESTO CAPITOLO PER FAR CONOSCERE LA FEDE CHE ANIMA QUESTI MACELLAI

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