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Giornata di mobilitazione studentesca contro la leva militare e i guerrafondai

Oggi, 5 marzo, in Germania migliaia di studenti scioperano di nuovo contro il progetto di leva militare avviato dal governo mentre in tutta Europa, compreso nel nostro paese ci saranno decine di manifestazioni in solidarietà con gli studenti tedeschi.

Oggi stesso infatti anche in Italia sono state convocate mobilitazioni studentesche in una dozzina di città con lo slogan “Noi non ci arruoliamo!”.

A Bologna in particolare si terrà una contromanifestazione alla “Johns Hopkins SAIS Global Risk Conference”, nella sede dell’università privata statunitense e campione di sionismo, in cui è prevista la presenza di Cristhine Lagarde, oggi a capo della Banca Centrale Europea. 

Da Meloni a Lagarde passando per Crosetto e Salvini, non permetteremo a nessun ministro della guerra di poter programmare delle passerelle indisturbate nella nostra città medaglia d’oro alla Resistenza!

Sopratutto a chi, come la Lagarde, rappresenta al meglio la grottesca farsa dell’Unione Europea diventata incubo per studenti e giovani: da modello di empowerment femminile e simbolo della retorica della “generazione erasmus” per cui tutto sarebbe stato possibile, a banchiera dell’austerity che ci ha rubato il futuro, del riarmo, della leva militare e della guerra.

Non staremo a guardare mentre i nostri governi investono miliardi in riarmo, blindano la possibilità di dissenso, tagliano nei diritti sociali, e ci portano sul baratro della catastrofe della guerra totale costringendoci alla complicità con gli stati terroristi di Israele e USA, che ormai ha portato la guerra nello stesso territorio europeo come dimostra il bombardamento che ha colpito Cipro nelle scorse ore” denunciano gli studenti e le studentesse di Cambiare Rotta.

Non staremo a guardare mentre scuole e università vengono militarizzate con propaganda guerrafondaia e accordi militari con NATO e aziende belliche, mentre il Governo Meloni, dopo la Germania e insieme alla Francia, prepara il progetto di leva militare, ammantato dall’odiosa retorica dell’opportunità di avere un futuro dignitoso a una generazione a cui l’hanno tolto”.

Se mai qualcuno avesse ancora qualche dubbio sulla natura reazionaria e guerrafondaia dell’Unione Europea, nata sulla distruzione della Jugoslavia e i bombardamenti su Belgrado e costruita sulle crisi scaricate su giovani e classi popolari, non c’è più spazio per alcun fraintendimento: nella Ue non c’è nessun futuro per i popoli e per i giovani, solo povertà, sfruttamento, complicità a USA e Israele, riarmo, leva militare e guerra.

La giornata di mobilitazione nazionale degli studenti sullo slogan “Guerra alla guerra, noi non ci arruoliamo” intende contribuire a rafforzare il NO sociale al referendum, contro Governo Meloni e i suoi complici nella Ue e nella Nato e si considera un passaggio verso la manifestazione del 14 marzo a Roma e della grande assemblea studentesca e internazionalista contro la leva e riarmo che si terrà il prossimo 21 marzo a Milano.

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1 Commento


  • Paola Bertolasi

    è ora che i ragazzi dicano no alla guerra,cosa aspettano ancora?c è un reale pericolo.Io stessa sono preoccupata per i miei nipoti

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