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La Flotilla riparte senza nessuna protezione istituzionale: c’è solo lo sciopero generale del 18 per difenderla

Lunedi 18 maggio l’Usb chiama allo sciopero e a scendere in piazza per la Palestina, contro riarmo e complicità di governo italiano e UE.

A Marmaris, in Turchia, i 300 attivisti che hanno deciso di mettere a repentaglio la propria incolumità per denunciare la barbarie di Israele e andare in soccorso della popolazione palestinese, hanno sciolto ogni riserva: la navigazione verso Gaza riparte.

Non sono mancati in questi giorni i tentativi di dissuaderli e di farli tornare indietro. Ci ha provato Israele con l’arresto illegale di Thiago e Saif, il pestaggio di tanti loro compagni, la messa fuori uso di diverse imbarcazioni mandate alla deriva, con gli equipaggi a bordo e il mare in tempesta.

Poi ci hanno provato i vari governi europei, a cominciare da quello greco, che ha dimostrato una piena complicità con Tel Aviv nel non esercitare alcuna sovranità su acque lontanissime dalle coste israeliane.

Oggi, 12 maggio, l’Unione Europea ha fatto sapere che la Flotilla non godrà di alcuna protezione nella sua navigazione verso Gaza: non è una novità, era già successo nelle precedenti occasioni, ma il dichiararlo esplicitamente fa un certo effetto.

Il governo italiano tace, o meglio si scopre europeista, nel senso di accodarsi agli altri paesi che rinunciano a difendere i loro cittadini che con coraggio stanno andando semplicemente a sostenere i diritti di un popolo, a portare soccorso, a denunciare l’orrore quotidiano insopportabile che arriva dalle macerie di Gaza e di tanta parte della Palestina e del Libano.

A dare una mano a questo gruppo di coraggiosi ci sono solo i popoli, ci sono i lavoratori e le lavoratrici, la generazione di Gaza o il popolo dell’autunno come lo si voglia definire.

Lo strumento dello sciopero generale serve a questo, a consentire a questo mondo di tornare a farsi sentire e ad agire come equipaggio di terra per spingere avanti quelle barche, le barche della speranza, le barche dell’umanità.

Nello sciopero dovranno vivere tutti i temi che andiamo agitando in questi mesi e che stanno affollando gli scioperi di settore che sono stati agiti in queste settimane, da quello dei lavoratori pubblici a quello dei portuali, dagli scioperi dei trasporti alle proteste contro i licenziamenti nella logistica, allo sciopero della scuola di soli pochi giorni fa fino a quello nazionale delle cooperative sociali che cade casualmente proprio il 18 maggio.

Ognuna di queste proteste ha una sua specificità, e racconta contemporaneamente di una condizione del lavoro in Italia che sta subendo continui attacchi sul piano dei diritti, del salario e delle modalità di organizzazione.

È giusto che nello sciopero del 18 trovino espressione queste ragioni che stanno tornando ad animare un conflitto sociale di cui si sente un grande bisogno. Ma questo sciopero generale ci parla anche e soprattutto della voglia di fermare la barbarie e di costringere il governo Meloni a rompere le relazioni con uno Stato terrorista.

È uno sciopero per dire ai fratelli e alle sorelle della Flotilla: noi ci siamo, non siete soli e sole, e faremo di tutto per proteggervi.

È uno sciopero per sostenere i diritti calpestati dei palestinesi e rivendicare la loro sacrosanta ragione di vivere in pace nella loro terra.

È uno sciopero contro il riarmo e le tante aggressioni ai popoli che questo riarmo sostiene che sta dentro le iniziative costanti e concrete come lo sciopero contro le armi, l’obiezione di coscienza e le mobilitazioni internazionali che USB sta praticando da mesi.

In ogni città e in ogni paese è il momento di preparare la mobilitazione generale, senza paura e senza tentennamenti. Lo sciopero lo ha proclamato l’Usb ma appartiene a tutti i lavoratori e a tutte le lavoratrici, è stato indetto nel pieno rispetto delle maledette regole vigenti, è a disposizione di chiunque.

Ricordiamo gli appuntamenti che abbiamo davanti: il 16 maggio le due manifestazioni di Roma e Milano per la Palestina in occasione della ricorrenza della Nakba – 18 maggio manifestazioni in tutte le città in occasione dello sciopero generale – 23 maggio manifestazione nazionale operaia a Roma per il salario e contro la guerra.

Le Piazze del 18 maggio in Aggiornamento:

Genova: Prefettura, Largo Lanfranco 1, ore 10:00

Bologna: Piazza Gaza (ex Piazza Maggiore) ore 10:00

Pisa: Piazza Gaza (ex Piazza) XX Settembre ore 9:00

Firenze: Prefettura, Via Cavour 1, ore 10:00

Massa: Palazzo del Comune, ore 9:00

Trieste: Colle di S.Giusto, ore 10:00

Roma: Piazza Gaza (ex Piazza dei Cinquecento) ore 9:00

 

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