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I non detti del comunicato ANPI-UCEI

Il comunicato del nazionale ANPI-UCEI reso pubblico il 28 luglio scorso ha (giustamente!) sollevato subito drastiche critiche e vari comunicati, anche della mia sezione ANPI Trullo-Magliana, risposte necessarie perché era necessario far pesare immediatamente la negatività del comunicato del nazionale ANPI, non per mettere in difficoltà il provinciale romano, ma per dargli forza e non far sembrare le critiche essere nate dai soliti bastian contrari.

Contropiano ha pubblicato anche un comunicato del Forum Palestina critico verso l’Anpi, senza distinguere all’interno dell’organizzazione, ma io ho apprezzato questa scelta della redazione perché è necessario discutere senza limiti o censure, il non detto impedisce di capire.

Io considero l’Anpi in Italia essere l’ultima organizzazione di massa antifascista che difende la Costituzione nata dalla Resistenza in una situazione attuale europea (e non solo) con insorgenti fascismi/razzismi, e per questo va sostenuta ma allo stesso tempo non si possono accettare comunicati infami come quello sottoscritto con l’UCEI.

Su questo riprendo dopo.

Passato qualche giorno, e dopo la riunione dell’ANPI provinciale di Roma, che ha emesso un duro comunicato di critica a quello nazionale, è ora il caso che io faccia una critica più puntuale del comunicato del nazionale e una valutazione delle conseguenze.

Il comunicato ANPI nazionale ha al suo interno molti “non detti” che è necessario analizzare.

Il primo non detto è il motivo del comunicato congiunto, la contestazione a Milano del 25/4 scorso  verso quelli che si presentarono come Brigata Ebraica, di cui A. Fazolo ha spiegato bene nel suo libro le ambiguità controverse e come tale brigata sia all’origine dell’IDF: tacere nel comunicato questo episodio significa che i sottoscrittori sapevano bene la problematicità  della Brigata Ebraica, sia storica, sia dei suoi sostenitori che si erano presentatati alla manifestazione con intenzioni bellicose e con bandiere dello Stato sionista e io aggiungo Stato genocida e razzista.

Il secondo non detto è chi rappresenta l’UCEI, che non è la comunità ebraica e né i suoi singoli componenti, perché da tempo ha ai suoi vertici chiari sostenitori del sionismo, come si evince bene dalle pubblicazioni ad essa collegate.

L’ANPI nazionale ha assunto a referente per i rapporti con gli ebrei italiani solo questa organizzazione mentre esiste anche la piccola “comunità ebraica riformata”, che è invece osteggiata dall’ebraismo rappresentato dall’UCEI, come pure esistono singoli e gruppi di ebrei che respingono il genocidio e sono esclusi da questa relazione.

Il terzo non detto è che nel comunicato si sottende, senza dirlo, un problema degli italiani e delle loro istituzioni verso gli ebrei, tema sempre rimarcato da UCEI e sionisti vari nella loro affermazione che avvengono molti episodi di antisemitismo.

Niente di più falso, all’ultimo “gay pride” romano ho visto le foto di alcuni ebrei con la bandiera multicolore della pace con sopra la stella di Davide che manifestavano tranquillamente in mezzo agli altri, mentre è stato decisamente contestato e nello stesso gay pride quel personaggio  indecente di Adinolfi perché provocava esibendosi con la bandiera dello Stato sionista, perché il problema è l’antisionismo, che l’UCEI mistifica.

Il quarto non detto è la rimozione totale dello squadrismo sionista, specialmente a Roma, con un tentato omicidio (contro Gabriele Rubini, noto come Chef Rubio), il pestaggio lo stesso giorno del suo ritorno di un palestinese arrivato in aereo da Tel Aviv a fine ottobre 2023, molti attentati con bombe carta, distruzione di targhe e di installazioni pro Palestina, proiezioni sulla Piramide con accuse  infamanti contro Anpi e altre ONG, assalti a licei rivendicati anche come “brigata Vitali” (un ebreo squadrista e fascista), assalto alla sede del PRC, assalto alla manifestazione del 25/4/24, episodi culminati con un giovane sionista che ha sparato proiettili di gomma contro due manifestanti ANPI all’ultimo corteo di quest’anno, rischiando concretamente di accecarli (ha colpito sul collo).

Episodi in cui UCEI e rappresentanti collegati non si sono né scusati né dissociati (tranne gli ultimi spari fatti da Bondì, pubblici, ma era una situazione non negabile e sotto gli occhi di tutti, ma comunque non con l’ANPI).

La magistratura romana su tutti questi gravi fatti si è dimostrata attivamente assente.

Il quinto non detto, collegato al quarto che ho appena illustrato, è da ascrivere tutto al nazionale ANPI, perché aver rimosso del tutto lo squadrismo sionista a Roma, dopo che il provinciale aveva precedentemente fatto una dichiarazione di condanna del genocidio a Gaza, è una chiara delegittimazione dell’operato del provinciale, mettendo inoltre un fermo a nuove dichiarazioni sgradite ai sionisti dell’UCEI, provinciale a cui va la massima stima e sostegno per questo vulnus da parte del nazionale.

Nel documento comune ANPI-UCEI sono assenti tre richieste minime che dovevano essere chieste ai rappresentanti dell’UCEI:

– Cosa dicono e se condannano il genocidio a Gaza,

– La richiesta di scuse formali per i molti fatti squadristi sionisti,

– L’impegno di individuare, quando possibile, e denunciare alla magistratura gli autori degli atti squadristi sionisti.

E’ singolare che, quasi un anno prima, ci si organizzi per le manifestazioni del 25 aprile 2027; evidentemente i sottoscrittori del documento erano consci di dover lavorare molto per imbrigliare e convincere i militanti ANPI (quelli che fanno riferimento all’UCEI non mostrano freni inibitori).

In tutti questi fatti l’UCEI si è dimostrata largamente inaffidabile, quindi, non è un referente per l’ANPI (ma anche in genere), perché il giorno successivo al comunicato ha reso noto di avere fatto una querela contro ignoti per i fatti di Milano del 25/4/26, il cui bersaglio sono i contestatori, presumibilmente anche iscritti dell’ANPI, e dato che la possibilità di presentare la querela scadeva il 25 luglio, significa che la querela era stata presentata prima del comunicato: ne era stato informato l’ANPI nazionale?

Credo di no, perché se fosse stato il contrario sarebbe un atto gravissimo del nazionale, quindi una ulteriore inaffidabilità dell’UCEI, scorretti, vendicativi e infidi, ma d’altronde stiamo parlando di sostenitori del sionismo, ideologia razzista e ora anche genocida.

Il nazionale ANPI si era già esposto in favore dei sionisti nostrani quando l’ex senatore del PD e di “sinistra per Israele”, Emanuele Fiano fu contestato a Venezia per le sue posizioni sioniste, contestazioni considerate dall’ANPI nazionale un “atto di intolleranza” (sinonimo di atto “antisemita”?), ma la stessa opinione non è valsa quando l’ANPI di Napoli organizzò un dibattito con il prof. D’Orsi sulla guerra in Ucraina e furono bullizzati da banderisti-fascisti capeggiati da Calenda; il nazionale ANPI condannò l’organizzazione del convegno dissociandosi e commissariando la sezione napoletana (un nazionale ANPI composto da persone distopiche!).

Esiste perciò un grave problema nel nazionale ANPI, che di fatto fiancheggia guerre di aggressione, in Palestina a danno dei Palestinesi e in Ucraina dove da venti anni la Nato costruisce (dopo avere organizzato e attuato due golpe) un confronto militare per procura contro la Russia: sono azioni contro lo spirito dell’art.11 della Costituzione.

Questo avviene perché nel nazionale ANPI vi sono rappresentanti che non hanno alcun rapporto con lo spirito dell’organizzazione né con il sentire dei militanti, ma che rispondono alle scelte di partiti politici che con le guerre hanno grandi contraddizioni e hanno accettato la logica guerrafondaia di NATO e UE.

Il comunicato del nazionale ANPI con l’UCEI ha delegittimato il nazionale stesso agli occhi e al sentire del corpo militante aprendo uno scontro interno con conseguenze laceranti e quindi il nazionale ANPI ha davanti tre opzioni da prendere dopo le contestazioni più che motivate:

– Reagire con rabbia cercando di zittire le contestazioni,

– Scusarsi e redigere un comunicato che sostenga le ragioni dei critici, cosa che ritengo improbabile perché nel nazionale ci sono personaggi con scopi e legami ben precisi,

–  Fare finta di nulla sperando che le ferie e il caldo estivo facciano scordare il comunicato infame.

Il prossimo congresso ANPI dovrà fare chiarezza su questi temi, in particolare sulla guerra, e dovrà emarginare gli autori di queste scelte, individuando chi ne è responsabile.

Non si devono abbassare i toni, ma al contrario fare chiarezza, pena la perdita di credibilità dell’ANPI e di conseguenza una avanzata più marcata verso uno Stato post-fascista, perché, al di la delle trame dentro e fuori dell’ANPI in Italia i nostri primi nemici sono quelli che tentano di costruire uno Stato autoritario ma anche le condizioni per la guerra (contro la Russia, la Cina, l’Iran, eccetera).

 * sezione ANPI Trullo Magliana – Franco Bartolini

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2 Commenti


  • Gabriella Liquore

    sono totalmente d’accordo…..la Sezione ANPI Teglia (Genova) ha redatto un comunicato nel quale gli iscritti dissentono totalmente dall’accordo ….


  • Pina

    QUELLO CHE BISOGNA CHIEDERE NELL’IMMEDIATO È IL RTIRO DELLA FIRMA CON ANNULLAMENTO DEL PATTO.

    Non si capisce quale esigenza avesse l’Anpi di stringere un patto con una Associazione sionista, addirittura per organizzare INSIEME il 25 aprile prossimo e chissà, tutti quellI futuri. Distopia totale!!!

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