Prima la Germania, poi l’Austria, adesso Svezia, Finlandia e Olanda, e l’elenco pare destinato ad aumentare. Le “sboronate” della Meloni in materia di immigrazione e contro la Spagna rischiano di essere pagate seriamente.
Dal resto d’Europa infatti i governi si apprestano a rinviare in Italia i migranti che qui erano sbarcati e poi transitati in quelli che erano i loro paesi di destinazione o di richiesta di asilo. Ed in particolare da quei paesi “frugali” e nordici che non hanno mai perso occasione per accanirsi contro i cosiddetti paesi PIGS euromediterranei. La decisione del governo italiano di sospendere il trattato di Shengen contro la Spagna ha aperto un vero e proprio vaso di Pandora.
Gli Stati europei in questione fanno riferimento alla recente normativa – il nuovo Patto Ue su migrazioni e asilo – entrato in vigore il 12 giugno 2026 – e che la Meloni aveva firmato sbandierandolo come una vittoria della linea italiana sull’immigrazione.
La fregola di vedersi legittimare i centri di detenzione ed espulsione italiani aperti in Albania “socializzando” l’esperimento “con” altri paesi (europei) e “in” altri paesi (africani), ha fatto perdere di vista tutti gli effetti collaterali del nuovo patto europeo sull’immigrazione.
Ma adesso gli altri stati europei, proprio in base a questa nuova misura, vogliono riportare in Italia i migranti che rientrano nella cosiddetta categoria dei “dublinanti”, cioè le persone entrate in Europa passando per il nostro Paese e che, in base agli accordi di Dublino, avrebbero dovuto fare richiesta di asilo in Italia.
L’Austria ha dichiarato che quattro persone, dal 12 giugno a oggi, sono state trasportate dall’Austria in Italia, non è ancora chiaro se il governo austriaco intenda rispedire in Italia solo i migranti che sono arrivati in territorio austriaco dopo il 12 giugno, cioè da quando le nuove regole sono entrate in vigore.
Il nuovo patto europeo siglato il 12 giugno scorso ha rivisto alcune regole sui migranti ed ha accelerato anche le procedure di rimpatrio. Quest’ultimo aspetto aveva fatto parlare la Meloni di “vittoria della linea dell’Italia sui rimpatri”, ma esattamente come avvenuto per il Regolamento di Deblino, la Meloni e il suo staff non avevano badato ai dettagli fino a quando non si sono rivelati.
Secondo il governo italiano l’accordo determinerebbe una sanatoria rispetto ai cosiddetti «migranti secondari», ovvero i dublinanti, e quindi l’Italia non intende prendere in considerazione le richieste precedenti alla data del 12 giugno.
Il problema è che la regola decisiva è rimasta quella che ha ispirato il regolamento di Dublino, mai rimesso in discussione dal governo Meloni e, per amor della verità, neanche da quelli precedenti.
Secondo Dublino il Paese responsabile di seguire la domanda d’asilo di un migrante è il suo “Paese di primo ingresso” in Europa, cioè il primo in cui è stata identificata. Questo significa, nella grandissima maggioranza dei casi, la responsabilità ricade su Stati di frontiera come l’Italia, la Spagna o la Grecia.
Il nuovo Patto ha inserito alcuni meccanismi di solidarietà da parte degli altri Stati, secondo cui alcuni, possono scegliere di rifiutare l’accoglienza e in cambio pagare il Paese di primo ingresso, entro certe quote, ma questo meccanismo non è vincolante. Di contro gli Stati rivieraschi come l’Italia sono tenuti a rispettare gli obblighi se vogliono avere accesso a questi meccanismi di solidarietà.
Secondo quanto riferisce l’Eurostat dal 2023 al 2025 l’Italia ha ricevuto circa 110mila richieste – 43mila nel 2023, 43mila nel 2024, 24mila nel 2025– di riammissione in Italia di migranti dagli altri Paesi europei ma ne ha accettate solo circa 300.
Sia in base al regolamento di Dublino che al Patto europeo del 12 giugno 2026, gli Stati in cui vivono i migranti sbarcati in Italia, adesso hanno il diritto di rimandarle nel Paese di primo ingresso. E, dal 12 giugno con il nuovo patto europeo, l’Italia non ha più giustificazioni per rifiutarsi. Era responsabilità delle autorità italiane assicurare che i dublinanti chiedessero asilo qui. Il governo Meloni, scoperta la fregatura, sta cercando di mettere una toppa sostenendo che possono essere inviati in Italia solo i migranti che sono entrati negli altri Stati Ue dopo il 12 giugno 2026.
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