A seguire trovare una serie di frasi o di affermazioni sintetizzate, senza il nome degli autori che svelerò a seguire nel testo. Si tratta di affermazioni che senza ombra di dubbio inseriscono gli autori nella lista degli antisemiti, rei quindi di questa forma di razzismo.
In maniera inequivocabile possiamo così “classificarli” alla luce degli 11 esempi (7 dei quali dedicati allo stato di Israele) che accompagnano la definizione operativa di antisemitismo dell’IHRA (la trovate qui in italiano) in particolare l’esempio che recita così:
Fare paragoni tra la politica israeliana contemporanea e quella dei Nazisti.
Al riguardo consentitemi una personalissima premessa: al contrario del fascismo che, come spiega Umberto Eco, ha la capacità di rigenerarsi e ripresentarsi in forme nuove, io ho sempre considerato il nazismo come un fenomeno unico nella storia che potrà ripetersi solo per come si è manifestato nella sua prima versione.
Ora non voglio aprire un dibattito su un tema tanto complesso, voglio solo dire che – a mia memoria – mai ho paragonato qualcuno al nazismo (come regime), di solito mi sono occupato dei movimenti neo-nazisti che sono altra cosa.
Insomma, non vi sto parlando di questo esempio dell’IHRA perché mi sta personalmente a cuore ma solo perché ben descrive come quelle linee guida e quegli esempi non servano a combattere l’antisemitismo e siano un’infinita sorgente di contraddizioni e quindi di censura diretta o autoinflitta.
Ma vediamo le frasi/sintesi in questione:
NUMERO 1
“Tra i fenomeni politici più inquietanti dei nostri tempi c’è l’emergere nell’appena nato stato di Israele del Partito della libertà (Tnuat haherut), una forza politica strettamente affine per organizzazione, metodi, filosofia politica e attrattiva sociale ai partiti nazisti e fascisti”
NUMERO 2
“Cos’è la supremazia ebraica? (…) Ottant’anni dopo l’Olocausto, il ‘Mein Kampf’ al contrario. La razza superiore siamo noi”.
“L’ideologia della supremazia ebraica è diventata dominante nel governo israeliano, ricorda le teorie naziste sulla razza”
NUMERO 3
Sostengono che la campagna contro i palestinesi in Cisgiordania ricordi il nazismo: un’affermazione estremamente controversa, soprattutto in Israele, dove molti ebrei trovarono rifugio dopo lo sterminio delle loro famiglie in Europa
NUMERO 4
”Ciò che ho visto mi ha ricordato gli eventi accaduti contro gli ebrei nel secolo scorso”
NUMERO 5
“Oggi posso vantarmi ufficialmente di essere stato dichiarato antisemita dal governo tedesco”
ED ORA SCOPRIAMO CHI HA PRONUNCIATO QUESTE PAROLE
NUMERO 1
Quella frase è contenuta in una lettera firmata da Hannah Arendt, politologa, giornalista, ebrea ma soprattuto la persona che meglio ha descritto il “meccanismo” politico-morale dell’Olocausto nel suo: “La banalità del male”.
A quella lettera aderì uno dei più famosi ebrei perseguitati in Europa e rifugiatosi negli Usa: Albert Einstein.
Qui un estratto da “All’Ombra dell’Olocausto” articolo del New Yorker che parla, anche, di questa vicenda (qui la traduzione in italiano):
Nel 1948, Hannah Arendt scrisse una lettera aperta che cominciava così: “Tra i fenomeni politici più inquietanti dei nostri tempi c’è l’emergere nell’appena nato stato di Israele del Partito della libertà (Tnuat haherut), una forza politica strettamente affine per organizzazione, metodi, filosofia politica e attrattiva sociale ai partiti nazisti e fascisti”.
Appena tre anni dopo l’Olocausto, la filosofa paragonava un partito israeliano al partito nazista, cosa che oggi sarebbe considerata una violazione della definizione di antisemitismo dell’Ihra. Arendt basava il suo paragone su un attacco effettuato dall’Irgun, un predecessore paramilitare del Partito della libertà, contro il villaggio arabo di Deir Yassin, che non era stato coinvolto nella guerra e non era un obiettivo militare.
Gli aggressori “uccisero la maggior parte dei suoi abitanti – 240 tra uomini, donne e bambini – e tennero in vita alcuni di loro solo per farli sfilare come prigionieri per le strade di Gerusalemme”.
Conclusione: ai sensi dell’IHRA, sia Einstein che Hannah Arendt sono antisemiti
NUMERO 2
“Cos’è la supremazia ebraica? (…) Ottant’anni dopo l’Olocausto, il ‘Mein Kampf’ al contrario. La razza superiore siamo noi”.
“L’ideologia della supremazia ebraica è diventata dominante nel governo israeliano, ricorda le teorie naziste sulla razza”
Le parole citate sono di Moshe Ya’alon, l’ex capo di stato maggiore dell’esercito che ha ricoperto la carica di ministro della Difesa sotto Netanyahu fino al 2016. Sono state pronunciate a metà del 2026, in riferimento alle violenze terroriste dei coloni, in un’intervista ai media israeliani (qui in ebraico, in rete ci sono poi molti estratti in inglese)
Conclusione: ai sensi dell’IHRA, un ebreo che ha difeso lo stato d’Israele persino partecipando all’invasione del Libano del 1982 ed è arrivato a imporre, da ministro, pesanti divieti sull’organizzazione degli obiettori di coscienza “Breaking the Silence”, è antisemita
NUMERO 3
sostengono che la campagna contro i palestinesi in Cisgiordania ricordi il nazismo: un’affermazione estremamente controversa, soprattutto in Israele, dove molti ebrei trovarono rifugio dopo lo sterminio delle loro famiglie in Europa
Questa sintesi (non c’è un virgolettato) arriva dall’articolo del New York Times su ex-alti ufficiali dell’IDF e funzionari degli apparati di sicurezza che stanno visitando regolarmente la Cisgiordania per monitorare le violenze dei coloni, sotto la guida del generale in pensione Eyal Ben-Reuven (Qui l’articolo).
Conclusione: ai sensi dell’IHRA, militari ebrei che hanno servito nell’IDF sono antisemiti
NUMERO 4
“Mia madre era una sopravvissuta all’Olocausto e ciò che ho visto mi ha ricordato gli eventi subiti dagli ebrei nel secolo scorso”
“Ciò che ho visto oggi mi ha fatto vergognare di essere ebreo.”
Sono parole di Tamir Pardo, capo del Mossad dal 2011 al 2016, dopo una visita in Cisgiordania, commentando le violenze dei coloni. La fonte la trovate qui (MEE) e qui (The Times of Israel)
Conclusione: ai sensi dell’IHRA, l’uomo che ha guidato i servizi segreti esteri di Israele negli anni di clamorose e feroci operazione come quelle contro gli scienziati nucleari iraniani, è antisemita
NUMERO 5
“Oggi posso vantarmi ufficialmente di essere stato dichiarato antisemita dal governo tedesco”.
Questa frase è di Moshe Zuckerman, ebreo e famoso studioso dell’Olocausto ma anche cittadino israeliano, insomma uno che avrebbe titolo per criticare il governo decombattuto l suo Paese, uscito da elezioni a cui ha partecipato come elettore. La fonte è qui.
Conclusione: ai sensi dell’IHRA, un cittadino israeliano, ebreo e studioso dell’Olocausto è antisemita.
Questi cinque sono solo alcuni esempi, se ne potrebbero fare dozzine. Per capirlo andatevi a vedere le dichiarazioni su Israele dell’“orgogliosamente ebreo” Bernie Sanders, di Omer Bartow (anche nel suo ultimo libro) o dell’editorialista di Haaretz, Gideon Levy e paragonatele con le linee guida e gli esempi dell’IHRA.
Per questo impatto sul pluralismo del resto numerosi studiosi, ebrei e non, hanno voluto la dichiarazione di Gerusalemme come alternativa. Segnalo inoltre che studiosi come Hasiaa Diner, un monumento vivente in fatto di cultura ebraica negli Usa, si è duramente schierata contro l’IHRA e la confusione tra sostegno/critica allo stato di Israele e antisemitismo/identità ebraica.
NOTA: il giornale Mosaico della Comunità Ebraica di Milano, ha pubblicato un resoconto sul corso dell’ODG organizzato da me e da altri colleghi sul DDL Romeo cosiddetto Antisemitismo, citato in apertura di questo post. Come altri relatori, ritengo che l’articolo abbia modificato il senso delle mie parole, riportando solo parzialmente e in maniera incompleta le mie dichiarazioni. Un articolo infarcito di giudizi senza elementi a supporto e non fedele alla realtà dei fatti.
A tal riguardo sto valutando le iniziative da intraprendere a sostegno della verità e della mia reputazione come hanno fatto e stanno facendo altri relatori/organizzatori.
*Sintesi dell’intervento tenuto al corso dell’Ordine dei Giornalisti del 29 settembre scorso
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