Menu

L’Italia all’ONU voti contro il blocco statunitense verso Cuba

In Italia ci si è mobilitati in solidarietà con Cuba socialista alla vigilia della votazione all’Assemblea Plenaria delle Nazioni Unite sul blocco USA contro Cuba.

A Roma, davanti a Montecitorio, martedi pomeriggio attivisti, militanti e rappresentanti di organizzazioni politiche e di solidarietà con Cuba si sono ritrovati per chiedere la fine del bloqueo statunitense e sollecitare il governo italiano a votare contro l’embargo alle Nazioni Unite. Manifestazioni analoghe si sono svolte nelle piazze a Torino, Bologna, Milano, Pisa.

La presenza davanti alla Camera dei deputati ha assunto un significato politico preciso: portare nel cuore delle istituzioni italiane la voce di chi considera il bloqueo non una semplice controversia commerciale, ma uno strumento di pressione economica che incide direttamente sulle condizioni di vita della popolazione cubana.

Tra i promotori e i partecipanti alla mobilitazione figurano la Rete dei Comunisti, le organizzazioni studentesche OSA e Cambiare Rotta, Potere al Popolo, l’Unione Sindacale di Base e rappresentanti di altre realtà solidali con l’isola, tra cui l’Associazione Italia-Cuba. Una pluralità di esperienze accomunate dalla richiesta di rispettare la sovranità di Cuba e il diritto del suo popolo all’autodeterminazione.

La mobilitazione si svolge alla vigilia del voto delle Nazioni Unite sulla necessità di porre fine all’embargo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti a Cuba. Da decenni l’Assemblea generale dell’Onu approva a larghissima maggioranza risoluzioni che chiedono di superare questa politica, contestata perché produce conseguenze che vanno ben oltre le relazioni tra governi.

Il bloqueo ostacola gli scambi, complica l’accesso a risorse finanziarie e tecnologie e accresce le difficoltà di approvvigionamento dell’isola. Le restrizioni e il loro effetto extraterritoriale possono coinvolgere anche imprese e istituzioni di Paesi terzi, condizionando le possibilità di cooperazione economica e commerciale.

Per i promotori del presidio, l’Italia non può limitarsi a esprimere generiche dichiarazioni di amicizia nei confronti del popolo cubano. Deve tradurre quella solidarietà in una posizione politica coerente, sostenendo alle Nazioni Unite la richiesta di porre fine al bloqueo.

La richiesta rivolta al governo è dunque chiara: votare contro una misura che, secondo i partecipanti, rappresenta una forma di guerra economica e una pressione collettiva su una popolazione che non dovrebbe essere costretta a pagare il prezzo delle divergenze politiche tra Stati.

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

Ultima modifica: stampa
‹

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *