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Scarcerato Youssef Siher. Una montatura “andata a male”. La Meloni “sbrocca”

Youssef Siher è stato liberato. A deciderlo è stata oggi la gip Tiziana Landoni, respingendo la richiesta della procura di Milano.

La giudice non ha convalidato il fermo deciso sabato e non ha emesso la misura di detenzione in carcere.

A suo avviso non sussistono le esigenze cautelari, volte a prevenire il pericolo di fuga e la reiterazione del reato.

Le pesantissime e insostenibili accuse a Youssef Siher – istigazione a delinquere aggravata dal terrorismo e violenza organizzata nei cortei – non reggono alla prova. La montatura mediatico/giudiziaria è andata a male.

Secondo la gip “non sono ravvisabili, per le ragioni esposte, gravi indizi di colpevolezza a carico di Siher in ordine ai reati al medesimo contestati, oltre al pericolo di fuga di cui si è trattato in precedenza”.

Inoltre, recita il provvedimento, “non è possibile condividere, allo stato, sulla scorta degli elementi di valutazione complessivamente raccolti, il giudizio del pubblico ministero in ordine alla ricorrenza di gravi indizi di colpevolezza a carico dell’odierno indagato con riferimento ai reati di cui ai capi d’incolpazione per cui si procede”.

Una operazione politica, mediatica e giudiziaria che non stava in piedi da nessuno dei tre punti di vista, è stata così smontata sulla base dei fatti reali e della procedura penale e non delle velleità vendicative e liberticide desiderate dalla destra, dal governo e dai benpensanti/benestanti milanesi.

Ma la decisione della Gip di Milano ha fatto andare letteralmente fuori di testa la premier Meloni, la quale in un video su Instagram ha attaccato pesantemente “quei magistrati” – definendo la decisione “vergognosa” – e accusandoli esplicitamente di sabotare il lavoro degli apparati repressivi. In qualsiasi altro paese per la Meloni si chiederebbe l’impeachment per parole come queste.

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