Cresce la protesta contro la presenza del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università del Molise. La cerimonia si terrà il 30 ottobre, ma contro l’invito del ministro è stato lanciato un appello che ha già raccolto centinaia di adesioni
Il prossimo 30 ottobre ad inaugurare l’anno accademico dell’Università degli Studi del Molise sarà presente il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi
L’attività del Ministro in questi due anni di Governo è stata tutta incentrata alla repressione e alla criminalizzazione del dissenso, della solidarietà, dei poveri e marginali.
La democrazia, così come la cultura, sono fondate sulla possibilità di dissentire. Solo il dissenso permette la diversità delle posizioni e delle idee, solo il dissenso mette al vaglio la verità e la giustizia, solo il dissenso è alla base del pensiero.
L’itinerario che il ministro Piantedosi e il governo stanno perseguendo fin dal primo giorno e che culmina con una legge, il Ddl “sicurezza” 1660, detto anche legge anti-Gandhi, che proibisce in tutte le sue forme, attiva e passiva, disarmata e non violenta, ogni dissenso, manda oggi al macero la democrazia e la cultura che il dopoguerra ha pazientemente costruito, con il sostegno della Costituzione della Repubblica Italiana.
Ci riconosciamo nella libertà di pensare e di esprimere il nostro pensiero sotto ogni forma, parlata e scritta, stampata e diffusa con qualsiasi mezzo, di riunirci e associarci, di informare ed essere informati, di insegnare ed essere istruiti, di scegliere liberamente la nostra occupazione, il nostro domicilio e liberamente viaggiare; e riconosciamo queste libertà per noi, gli stranieri e gli apolidi, i rifugiati e i richiedenti asilo, e intendiamo esercitare i nostri diritti inviolabili, a cominciare dal diritto di solidarizzare con chi si oppone, sia con lo sciopero che con l’occupazione pacifica o con manifestazioni pubbliche di dissenso, con chi reclama dallo Stato leggi che permettano alla nostra terra di difendersi da catastrofi climatiche o dagli orrori delle guerre e infine con chiunque risponda al richiamo della giustizia e della umanità: e se questi sono reati, ci autodenunciamo responsabili di questi reati, passati, presenti e futuri, tutti e ciascuno, consapevoli che solo così facendo possiamo proteggere la democrazia e i valori Costituzionali.
In una regione come il Molise che dà scarsissime possibilità lavorative ai neo laureati, in un paese che conta un tasso di laureati che è tra i più bassi d’Europa, dove l’ascensore sociale è rotto da decenni e il diritto all’istruzione è in pratica negato, l’Università del Molise pensa bene di invitare uno dei massimi rappresentanti di una stretta punitiva e sicuritaria, l’antitesi, per storia e pratiche governative, ad un’idea di sapere e di società aperta inclusiva e rispettosa dei diritti e del diritto al dissenso. Nelle aule universitarie non ci dovrebbe essere posto per il carcere e manganello elevati a dogma di gestione dell’ordine pubblico
Per questo invitiamo i docenti, gli studenti i rappresentati istituzionali politici, sindacali e del mondo dell’associazionismo e del volontariato a disertare l’inaugurazione dell’anno accademico alla presenza di Piantedosi come atto visibile e concreto contro le politiche repressive che il governo Meloni sta mettendo in essere.
* da Osservatorio Repressione
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