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Bologna. Mobilitazione degli operatori dell’accoglienza

Da sabato scorso è iniziata la protesta dei 35 operatori dell’HUB di via Mattei, il centro di prima accoglienza di Bologna che ha annunciato la chiusura.

La notizia della chiusura del centro era nell’aria da qualche tempo, e nelle corde sia di Salvini sia, coincidenza, del sindaco PD Virginio Merola che non piu tardi di gennaio aveva dichiarato di volerlo trasformare in un CAS (Centro di accoglienza straordinario). Di fatto, venerdì scorso, la prefetta di Bologna Patrizia Impresa (che di gestione migranti pare ne sappia qualcosa ) ha annunciato la chiusura per “ristrutturazione”. Un piano già cotto e mangiato in pratica, perché questo annuncio prevede che gli operatori coinvolti nel centro saranno lasciati a casa alla fine di questa settimana, mentre i quasi 200 migranti distribuiti in parte nel territorio regionale e in parte dall’altra parte dell’Italia.

Le dichiarazioni degli operatori sociali il giorno stesso si possono sentire nella seguente intervista

https://www.facebook.com/bolognausb/videos/2312419132128475/

La mobilitazione degli operatori è cresciuta nel week end, prima con un incontro in prefettura dove si è palesata una totale chiusura rispetto al tema dell’occupazione sia a quello del sistema di accoglienza. Per “ragioni superiori”, ossia ministeriali, il centro deve chiudere, e a detta del vice prefetto, le istituzioni ne erano ovviamente già a conoscenza. I lavoratori ovviamente, sui quali si regge il centro, evidentemente no.

Successivamente i lavoratori si sono diretti in consiglio comunale, dove era in corso la trattazione del tema HUB da parte di diversi consiglieri, riuscendo, dopo aver interrotto i lavori, a conferire con l’assessore al lavoro Lombardo e ad ottenere un impegno della giunta per la promozione di un tavolo di coordinamento con la prefettura e le parti sociali, sindacali e datoriali, per provare a comporre la vertenza senza deportazioni e licenziamenti.

A loro molti si sono aggiunti solidali e determinati a non lasciar cadere questa vertenza nel silenzio che molto spesso caratterizza il mondo migrante ma anche quello dei lavoratori delle cooperative. Una vertenza che vuole e pretende di difendere il diritto al lavoro da un lato, ma anche la dignità e i diritti dei migranti che nell’HUB vivono condizioni alquanto degradanti.

“[…]Come USB riteniamo che l’obiettivo immediato debba essere quello della sospensione della chiusura per ristrutturazione dell’HUB di via Mattei, per poter lavorare a soluzioni che non siano tampone delle emergenze create dal decisionismo della prefettura, ma che abbiano prospettive di lunga durata. In un territorio che impiega circa 700 operatori, di cui circa 200 sono già stati mandati a casa perché in scadenza di contratto, continuiamo a pensare che il tentativo sia quello di dover trovare una risposta al problema dato dal Decreto Sicurezza, sul piano del lavoro e dell’accoglienza, che non gestisca le emergenze di volta in volta, ma che anzi si ponga l’obiettivo di rilanciare il ruolo che possono avere le amministrazioni territoriali, mettendo a disposizione gli innumerevoli immobili sfitti, recuperandoli all’accoglienza in un nuovo modello d’integrazione a gestione pubblica, con un servizio di qualità e lavoro degno.

Questa mattina dopo che è stato deciso dalle sigle aderenti a questa mobilitazione di presidiare l’entrata dell’Hub di via Mattei, è arrivata la comunicazione del comune che dichiara l’assenza di fondi per poter reinserire sia i migranti che i lavoratori nel circuito dell’accoglienza locale.

Al momento i manifestanti stanno attendendo l’arrivo degli autobus che li trasferiranno a Caltanissetta e hanno messo a disposizione un “infopoint” per garantire ai migranti consulenze giuridico-burocratiche nel momento in cui il trasferimento sia inevitabile.

Vista la situazione in continuo cambiamento, per controllare gli ultimi aggiornamenti delle prossime ore consiglio il link della pagina dell’Unione Sindacale bolognese per poter assistere in tempo reale a quello che succede.

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