La pezza che l’Amministrazione Comunale ha provato a mettere in piedi per mitigare l’impatto dell’ecomostro di Piazza del Popolo sta producendo danni inenarrabili:
• Se è vero che non saranno più 9 i piani previsti ma 7, resta il fatto che sarà comunque il palazzo più alto nella zona: 28 metri di altezza contro 25 di quello già esistente ed oscurerà il Teatro Comunale Laura Betti;
• A servizio del palazzo viene pensato un parcheggio sotterraneo con accesso da Via Porrettana (adiacente ad una fermata del bus) e per la sua realizzazione si prevede l’abbattimento di 19 Tigli storici che di questi tempi, in cui la vegetazione è importante per mitigare la calura insopportabile, è di una demenzialità epocale;
• il parcheggio occuperà 64 mq di superficie pubblica e avrà le bocche di areazione sulla piazza stessa su cui si affaccia il Teatro Comunale Laura Betti;
• L’abbassamento dei due piani all’eco-mostro comporta la cessione a Tecnocem (impresa edilizia che ha acquistato l’area Ex Pedretti) dell’ultima zona ad utilizzo pubblico presente in quartiere Marullina dove al posto di una materna (Rubini) e di una scuola al momento vuota (Zacconi) verranno edificati altri appartamenti… ed abbattuti altri alberi.
Forse era meglio tenere i nove piani?
Né uno né l’altro!
Il 20 Aprile 2024 aprimmo la nostra campagna elettorale proprio in Piazza del Popolo davanti all’Ex-Pedretti dove proponemmo una moratoria rispetto alle costruzioni in preventivo e dare vita ad un percorso partecipato in cui assieme alla cittadinanza ed ai soggetti coinvolti si decideva come procedere sul futuro della Città; sull’ex-Pedretti, sull’ex-Hatù-ICO e sull’area ex-Sa.Pa.Ba.
Ciò che si sta prospettando ora sulla vicenda ex-Pedretti (abbattuto nel 2019 ma vuoto dal 2007) è di una catastrofe urbanistica che la Città, già provata a lungo dai cantieri della Nuova Porrettana, non si merita. Quello che si percepisce è che l’Amministrazione Comunale di Casalecchio non riesce a far sentire il proprio peso per tutelare i suoi cittadini, ammesso che lo voglia, e che in tutte le vicende subisca la pressione dei soggetti privati; e meno male che sull’area ex-Sa.Pa.Ba sono gli stessi proprietari dell’area a decidere di fermarsi… per il momento.
Ora si stanno affilando le armi della protesta per il Consiglio Comunale del 23 Luglio in cui si propone di mitigare il dramma in essere, noi crediamo che la soluzione sia solo una:
FERMARE IL PROGETTO ORA E DARE VITA AD UN PERCORSO PARTECIPATIVO!
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