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Bologna 7/10: tornano le tende per la Palestina in zona universitaria

Nella giornata di ieri 7 ottobre, a ormai 3 anni dagli eventi del 2023, a Bologna Cambiare Rotta ha lanciato una conferenza stampa in zona universitaria, proprio in Via del Guasto, dove l’influencer sionista e islamofobo Eterno aveva nei giorni scorsi annunciato la propria presenza con espliciti intenti provocatori: per contrastare la proiezione del film Palestina 36 organizzata dai Giovani Palestinesi.

Un centinaio di studenti – accampati davanti alla sede di italianistica – ha denunciato l’impunità delle provocazioni sioniste, chiedendo a governo, prefettura e sindaco Lepore di prendere parola e al rettore Molari di rompere la complicità con Israele, in continuità con quanto rivendicato e negoziato negli ultimi anni dal consistente movimento pro-Palestina che si è sviluppato nel capoluogo emiliano.

Un movimento significativo che aveva visto compattarsi la comunità accademica, dal personale tecnico amministrativo ai professori, intorno alla causa palestinese, ottenendo – come ricorda la rappresentante degli studenti Leili Hizam nel suo intervento per la conferenza – una delibera del Senato accademico contro la stipula di nuovi accordi con Israele, successivamente vanificata da un Consiglio di Amministrazione presieduto dal rettore Molari.

Gli antecedenti che allertano gli studenti mobilitati sono noti: il 25 aprile di quest’anno un gruppo di sionisti sparava e feriva due militanti dell’Anpi a Roma; sempre nella capitale qualche settimana fa due attivisti di Cambiare Rotta sono stati aggrediti da una macchina di sionisti, e anche a Bologna si sono succeduti attacchi ai presidi studenteschi.

Il clima di tensione della giornata a livello locale – con gli attacchi da parte della Comunità Ebraica offesa da chi in questa giornata denuncia il genocidio palestinese – riflette la dinamica nazionale, dove il Governo opera una stretta sulle piazze per la Palestina attraverso il DDL antisemitismo e prepara il terreno per gestire le prossime date di mobilitazione.

Alle 17 l’Assemblea cittadina tenuta nell’accampada ha visto la partecipazione di numerosi studenti universitari e gli interventi di alcuni lavoratori del polo universitario, Ecoresistenze e Potere al Popolo!

Alla fine, il “presidio” ha vinto, sventando la minaccia della provocazione sionista: piagnucolando sui social, Eterno (le cui minacce – a discapito del nome – sono durate meno di una settimana) ha comunicato di aver ricevuto un’ordinanza della questura che gli avrebbe impedito di presentarsi in via del guasto con i colleghi sionisti.

E anche la proiezione del film del regista Annemarie Jacir, che ricostruisce una prospettiva palestinese sugli eventi cruciali della rivolta araba del 1936, si è svolta senza intoppi, ieri sera, con la partecipazione di trecento persone.

Di fronte all’effervescenza delle mobilitazioni a livello internazionale e all’indignazione dei giovani di fronte alla complicità con Israele di università, governo e finte opposizioni, ancora dopo tre anni di genocidio in diretta (e molti di più lontani dagli occhi e dal cuore dell’Occidente), sembrerebbe che anche in Italia si apra uno spiraglio per un autunno di mobilitazione: il 10 ottobre manifestazione nazionale per la Palestina, 16 ottobre sciopero studentesco a Bologna e 30 ottobre sciopero internazionale dei portuali contro guerra e genocidio.

A discapito delle nefaste e maliziose previsioni di chi “Tanto siamo in Italia”, abbiamo di fronte la stessa generazione e gli stessi settori sociali che l’anno scorso sono riusciti a bloccare università, scuole, porti e posti di lavoro, lasciando a bocca aperta tutto il mondo, mostrando la strada. La “Storia” è ripartita di gran lena, e non sarà certo un settembre un po’ timido a fermarla…

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