Il giorno 16 ottobre alle ore 9, presso il cortile di Palazzo d’Accursio, il Comitato Promotore dell’Istruttoria Pubblica sulle grandi trasformazioni urbanistiche, di cui come Potere al Popolo facciamo parte insieme a vari esponenti di realtà sociali, sindacali, ambientaliste e giovanili, organizza una conferenza stampa di presentazione del processo di istruttoria pubblica ai sensi dell’art. 12 dello Statuto Comunale, per impostare una discussione pubblica nell’ultimo anno di consiliatura che vede all’ordine del giorno le modifiche al PUG e l’esaurimento dei POC.
Di seguito il testo di convocazione completo.
Come si trasforma Bologna? Chi decide il futuro dei suoi quartieri, dei suoi spazi verdi e delle aree pubbliche? A quali bisogni deve rispondere l’urbanistica?
Sono queste le domande al centro della richiesta di attivazione di un’istruttoria pubblica sulle grandi trasformazioni urbanistiche, la tutela ambientale, le politiche abitative e l’utilizzo del patrimonio pubblico, che presenteremo venerdì 16 ottobre in conferenza stampa nel cortile di Palazzo d’Accursio.
Gli ultimi anni hanno mostrato una crisi abitativa sempre più grave e la carenza di servizi pubblici in una città sempre più escludente, insieme all necessità vitale di tutelare il verde, azzerare e invertire il consumo di suolo e difendere gli spazi collettivi.
Rifiutiamo la contrapposizione tra questi bisogni che possono rafforzarsi a vicenda. Per farlo serve una regia pubblica capace di orientare le trasformazioni urbane verso l’interesse collettivo, anziché affidarle ai soggetti guidati dalla valorizzazione immobiliare.
Bologna ha bisogno di più edilizia residenziale pubblica, servizi e spazi collettivi. Il patrimonio pubblico e le aree già urbanizzate, comprese quelle ex militari provenienti da patrimoni pubblici, devono essere al centro di una strategia che risponda ai bisogni abitativi e ambientali della città.
Per questo lanciamo il processo di istruttoria pubblica sulle grandi trasformazioni urbanistiche, sulle aree verdi, sulle politiche abitative e sul futuro delle aree dismesse.
La nostra è anche una sfida all’amministrazione comunale: questioni di questa portata non possono essere affrontate a colpi di dichiarazioni sui social o di annunci estemporanei.
Servono discussione pubblica, trasparenza e confronto nelle sedi istituzionali opportune, con la possibilità per la cittadinanza di intervenire realmente sulle scelte che riguardano il futuro di Bologna, per una città pubblica costruita a partire dai diritti di chi a Bologna vive e lavora.
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