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Tiburtina: Il Profitto Avvelena il Quartiere. No alla Speculazione sulla Ex Penicillina!

Mentre le istituzioni cittadine si riempiono la bocca di parole come “rigenerazione” e “sostenibilità”, sulla Via Tiburtina va in scena l’ennesimo atto di un dramma già scritto: quello della speculazione edilizia che calpesta la salute del popolo.

I lavori nell’area della ex Penicillina sono partiti, ma dietro i cantieri non c’è il benessere della collettività, bensì l’odore acre del profitto privato che ignora il pericolo pubblico.

Una Bomba Ecologica nel Cuore della Metropoli
L’ex colosso farmaceutico non è un semplice rudere: è una bomba ecologica a orologeria. La presenza di amianto ammalorato e fibre volatili è un fatto noto da anni alle autorità, ma il silenzio che circonda le modalità di bonifica è assordante.

Le polveri killer non distinguono tra i confini di un cantiere e le finestre delle case popolari circostanti. Eppure, la cittadinanza limitrofa è stata lasciata al buio:

• Nessun piano di sicurezza trasparente condiviso con i residenti.

• Nessuna rassicurazione certa sul monitoraggio delle polveri sottili e delle fibre di asbesto.

• Nessun coinvolgimento democratico di chi quel quartiere lo vive e lo respira ogni giorno.

La Logica del Capitale: Costruire sulle Macerie della Salute

Per i padroni del cemento, la ex Penicillina è solo un lotto di valore su una mappa. Per noi, è un simbolo del fallimento del modello capitalista di gestione urbana. Quando il pubblico abdica al suo ruolo di controllore, il privato si sente legittimato a correre, a tagliare i costi sulla sicurezza e a ignorare i rischi epidemiologici pur di massimizzare il ritorno sull’investimento.

È l’ennesima dimostrazione che, sotto questo sistema, la salute pubblica è considerata un “costo accessorio”, un intoppo burocratico da aggirare piuttosto che un diritto inalienabile.

Mobilitazione e Controllo Popolare

Non possiamo restare a guardare mentre le ruspe sollevano veleni sopra le nostre teste. Esigiamo:

1. L’immediata pubblicazione dei protocolli di bonifica e dei dati sul monitoraggio dell’aria.

2. Una commissione di controllo popolare composta da tecnici indipendenti e delegati del quartiere.

3. La priorità assoluta alla salute pubblica rispetto ai tempi e agli interessi del cantiere.

La Tiburtina non è un parco giochi per speculatori. È territorio di chi ci lavora, di chi ci studia e di chi ci vive. La salute non è una merce, il quartiere non è in vendita!

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