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Roma. Il Campidoglio regala uno stabile per farne un incubatoio ideologico per le forze armate israeliane

Se vogliamo cambiare dobbiamo partire dai vostri figli: bisogna iniziare dall’asilo e accompagnarli fino al punto in cui, alla fine delle scuole superiori, scelgano di andare in Israele, scelgano di far parte di Tsahal (le Forze armate di Israele in ebraico, ndr) e diventino parte integrante della comunità israeliana”, questo è quanto afferma il finanziere del gioco d’azzardo Uri Poliavich, in un video promozionale diffuso da “i 24 News”, un’emittente vicina al governo israeliano, per celebrare l’incontro mondiale della Fondazione – Yael Award and Excellence – tenuto ai primi di febbraio a Vienna.

L’imprenditore israeliano Uri Poliavich, è il principale finanziatore del progetto che vuole mettere le mani sullo storico complesso del Sant’ Ambrogio nel centro di Roma attraverso la Yael Foundation intitolata a sua moglie. Il progetto punta a farne un liceo confessionale ebraico, ma come abbiamo visto è così che concepisce l’istruzione il suo principale finanziatore, ossia un incubatoio ideologico per portare i giovani nelle forze armate di Tel Aviv.

A facilitargli le cose è il Comune di Roma che gli ha assegnato una concessione per 30 anni, più altri 20 senza bando pubblico e senza canone, per un immobile che fino al 2017 ospitava lo spazio autogestito ex Rialto gestito da numerose associazioni e realtà sociali e produzioni artistiche e musicali.

Il Fatto Quotidiano riporta che l’assessore comunale Tobia Zevi, è stato premiato nel 2025 dalla Yael Foundation poco dopo la delibera di concessione.

Qualche giorno fa, la rete “Roma sa da che parte stare”, dopo aver raccolto quasi 17mila firme su una Delibera di Iniziativa Popolare che chiede l’interruzione dei rapporti tra Roma Capitale e Israele, ha avuto un incontro con la segreteria del sindaco Gualtieri e i capogruppo comunali delle forze di maggioranza. La giunta nega ogni complicità con Israele, ma i rapporti con entità israeliane sbucano in molti interstizi delle scelte comunali, incluso il palazzo storico del Sant’Ambrogio.

L’inchiesta pubblicata oggi da Il Fatto Quotidiano riferisce che le associazioni una volta ospitate nel Sant’Ambrogio e poi da questo sgomberate dal Comune (da giunte precedenti non da quella in carica, ndr), hanno fatto ricorso al Tar contro questa assegnazione ed ora si attende la sentenza.

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