Menu

Roma Capitale discuta in aula la delibera che interrompe i rapporti con Israele

Giovedi pomeriggio al Campidoglio, nonostante un caldo torrido, un numeroso presidio popolare ha sostenuto in piazza la delegazione di Roma sa da che parte stare che è andata a incontrare la giunta comunale sulla Delibera di iniziativa Popolare che chiede l’interruzione dei rapporti con Israele.

Curiosamente l’incontro ha visto prendere parola solo la segreteria del Sindaco Gualtieri, mentre i rappresentanti dei gruppi consiliari che fanno parte della maggioranza – pur presenti – sono rimasti in silenzio durante tutto l’incontro. In pratica una delega in bianco alla segreteria di Gualtieri in un momento classico di confronto tutto politico.

Un brutto segnale per la richiesta avanzata da Roma sa da che parte stare – e sostenuta da 17mila firme e dalle deliberazioni di sette consigli municipali di Roma – che chiede la discussione in aula della Delibera.

La giunta comunale ha risposto ai rilievi presentati dagli attivisti con un documento di sette pagine in cui nega che l’azienda municipalizzata Farmacap abbia relazioni commerciali con la israeliana Teva o che un’altra azienda municipalizzata – Acea – abbia ancora accordi in corso con la israeliana Mekorot, e ancora che la multinazionale immobiliare Hines – con interessi sull’area dei Mercati Generali – sia israeliana.

Per la Giunta comunale, questo documento renderebbe superflua la discussione della delibera popolare in sede di Consiglio Comunale.

In realtà, come hanno denunciato in piazza gli attivisti di Roma sa da che parte stare, anche nell’incontro di ieri è venuto a mancare proprio il “dato politico” e cioè un posizionamento di Roma Capitale verso Israele, le cui responsabilità vengono ancora declinate e limitate al solo governo Netanyahu e nel quale la parola genocidio non riesce mai a venire fuori con chiarezza.

La giunta comunale di Roma afferma nel documento di condividere pienamente la risoluzione parlamentare presentata in materia da Pd, M5S, AVS ma curiosamente, l’unico dato politico che evidenzia è “il terrorismo di Hamas” ossia tre parole secche, mentre quando si parla di Israele serve addirittura un intero paragrafo ma in cui quelle israeliane sono “operazioni militari”.

Nel documento della giunta di Roma Capitale si esprime poi sconcerto per il fatto che si chieda a forze del centro-sinistra un maggiore impegno “per la pace e la difesa del popolo palestinese” piuttosto che al governo. Un ragionamento da cui manca però un dettaglio significativo: al governo di Roma Capitale ci sono le forze del centro-sinistra, ed a queste Roma sa da che parte stare chiede una discussione in aula e un pronunciamento “politico” sulla delibera di iniziativa popolare. Ma forse è proprio questo passaggio che queste forze vogliono evitare.

In piazza, comunque, gli attivisti hanno ribadito che la mobilitazione prosegue fino all’ottenimento del dibattito in aula sulla delibera.

Qui di seguito il comunicato di Roma sa da che parte stare sull’incontro avuto in Campidoglio

Oggi la delegazione di “Roma sa da che parte stare” ha incontrato i capigruppo di maggioranza dell’Assemblea Capitolina e la segretaria politica del sindaco Gualtieri in Campidoglio. Un incontro sostenuto da un nutrito presidio che ha visto la partecipazione delle tante realtà del comitato promotore e della città a dimostrazione della natura popolare della delibera sulla rottura con Israele a tutti i livelli.

Ancora una volta abbiamo riscontrato un atteggiamento, da parte dei rappresentanti dell’amministrazione, teso più a “smarcarsi” piuttosto che a confrontarsi con le richieste chiare e puntuali della delibera di iniziativa popolare. Abbiamo chiesto il coraggio politico, stante l’allargamento del genocidio in corso, di prendere una posizione chiara sulla rottura, ad ogni livello, con Israele, abbiamo ricevuto risposte deludenti e giustificatorie di un presunto impegno dell’amministrazione. Quando è in corso un genocidio o si ha la volontà politica di intervenire senza paura oppure ci si nasconde dietro posizione cerchiobottiste.

Nel documento che ci hanno consegnato, si parla del genocidio definendolo ancora una tragedia e un massacro, si condanna il 7 ottobre, ma si tace sulla natura terrorista dello Stato d’Israele e sulle migliaia di prigionieri e ostaggi palestinesi, marginalizzando quello che accade in Palestina solo all’operato del governo Netanyahu. Si negano i rapporti tra Roma e Israele, pur non fornendo nessuna documentazione che certifichi questa tesi. Insomma, si fugge davanti alle proprie responsabilità di fronte a questa fase storica.

Nonostante tutto, durante l’incontro siamo riusciti a strappare, anche se in maniera confusa, l’impegno a portare in Consiglio Comunale la delibera, come garantito dal regolamento di funzionamento del dispositivo e dai principi democratici che dovrebbero governare la città. Questo vogliamo, vogliamo che ogni singolo consigliere comunale dichiari apertamente da che parte sta.

Una vittoria tutta popolare che segna ancora una strada lunga da percorrere, senza delegare a nessuno la lotta e la solidarietà al fianco del popolo palestinese, ma che non ci basta finché non otterremo l’approvazione della delibera, la rottura concreta e su tutti i livelli con Israele, il riconoscimento del genocidio e il pronunciamento reale della giunta su queste tematiche.

Siamo pronti a continuare la lotta finché la delibera non verrà approvata, pronti a mobilitandoci anche sotto la Commissione Statuto e la sede dei gruppi consiliari, pretendiamo come cittadine e cittadini di questa città che ogni singolo consigliere abbia il coraggio di dichiarare la propria posizione, su un genocidio in corso, senza seguire silente le indicazioni di partito. Ci sono temi, posti dalla storia, nei quali bisogna avere il coraggio delle proprie scelte. Roma sa da che parte stare, aspettiamo di sapere dove sta ogni singolo consigliere.

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

Ultima modifica: stampa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *