Gli studenti romani, così come i loro colleghi torinesi, continuano il rilancio della mobilitazione studentesca. Dopo l’occupazione del liceo Cavour, ieri, oggi altre due scuole sono state occupate nel quadrante est della capitale: l’istituto tecnico Lattanzio e il liceo Levi Civita. Tra i nodi principali delle proteste ci sono le condizioni dell’edilizia scolastica, il nuovo decreto scuola e la contrarietà alla “scuola-caserma”.
Le rivendicazioni, dunque, riguardano certo le condizioni materiali delle strutture in cui i giovani si ritrovano a studiare tutti i giorni, ma si proiettano verso un’orizzonte più generale di cambiamento, con una chiara opposizione alle politiche guerrafondaie della classi dirigenti italiana ed europea, collegandosi inoltre con le proteste dei coetanei francesi.
È presente anche il rimando alle straordinarie manifestazioni che hanno attraversato l’Italia lo scorso autunno, quelle del “Blocchiamo tutto”. Gli studenti mostrano, contro tutte le retoriche disfattiste e immobiliste che ci siamo dovuti sorbire questi giorni, che anche in Italia c’è un grande fermento sociale e politico, e che questo continua da anni la lotta al fianco del popolo palestinese e contro la deriva bellicista e antipopolare dell’imperialismo occidentale.
Riportiamo di seguito le due brevi note rilanciate dagli studenti delle due scuole al momento dell’occupazione, pubblicate da OSA.
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LATTANZIO OCCUPATO
Fare come in Francia. Occupiamole tutte. Blocchiamo tutto. Continuano le occupazioni a Roma, anche all’interno degli istituti tecnici gli studenti si riprendono la loro scuola contro chi vuole fare degli istituti delle caserme e delle palestre di precarietà. Contro un governo razzista e fascista che vuole imporre il tetto agli studenti “stranieri” al 30/100, noi vogliamo il tetto ai razzisti allo 0/100!
OCCUPATO TULLIO LEVI CIVITA
Anche il Levi Civita risponde all’ondata di occupazioni. Gli studenti sono stanchi delle condizioni materiali della loro scuola, con la continua in agibilità del quinto piano. Continuano inoltre le proteste contro un governo razzista di fascisti dentro che vuole fare della scuola una caserma. Fare come in Francia. Occupiamole tutte. Blocchiamo tutto.
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