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Roma. Agricoltori in protesta per il caro-carburanti e la speculazione della grande distribuzione

Questa mattina diversi agricoltori hanno manifestato a Torrimpietra, sulla via Aurelia, causando il rallentamento del traffico per protestare contro il caro-carburanti e la speculazione dell’agroindustria e la grande distribuzione. Ormai la loro produzione è stata resa insostenibile, dal punto di vista economico, con i compensi che spesso non arrivano più nemmeno a coprire i costi di produzione.

Proprio per questo anche oggi, in un’azione dimostrativa, gli agricoltori hanno deciso di sversare latte e grano sulla strada, a indicare il fatto che conviene ormai buttarlo piuttosto che venderlo. Non è la prima protesta che viene organizzata dai produttori della zona, che si mobilitano ormai dal 2024 e che, nelle ultime settimane, hanno riportato i loro trattori sulle strade della campagna laziale per il peggioramento delle proprie condizioni.

Denunciano, in particolare, l’abbandono della politica, tutta concentrata sulla guerra che è poi all’origine dei problemi di questi produttori. Come ha detto un intervento dal palco allestito a margine dell’Aurelia, dal primo razzo lanciato contro l’Iran i prezzi del gasolio agricolo hanno cominciato a lievitare, erodendo i margini di guadagno.

Chi ne ha approfittato, a danno anche dei lavoratori e dei pensionati, oltre ovviamente alle aziende del settore petrolifero, è stata la grande distribuzione e l’agroindustria, che impongono effettivamente i prezzi di vendita, acquistando i prodotti agricoli di base con corrispettivi da fame, mentre i prezzi al consumo vengono gonfiati.

Come ha sottolineato Tonino, uno degli agricoltori che ha organizzato la manifestazione, il problema nasce proprio dai monopoli e oligopoli del settore: “la grande distribuzione, i grandi industriali si sono messi d’accordo e sono liberi… dal libero mercato“. E ci ha tenuto a specificare anche che l’unico sindacato al loro fianco, oggi presente, è stato l’Unione Sindacale di Base.

L’USB è intervenuta dal palco, denunciando la speculazione fatta ai danni dei lavoratori, mentre il governo ignora le proteste e continua a promuovere l’escalation bellica all’origine delle ultime difficoltà. La vera “difesa” non è quella delle armi, ma quella dei territori, delle produzioni sostenibili e del “giusto prezzo per gli agricoltori“.

Proprio per questo, dal palco, è stato ribadito che l’USB sarà al fianco degli agricoltori, nel Lazio come in Calabria e Veneto, dove si stanno mobilitando, al fianco degli autotrasportatori e di tutti i lavoratori che subiscono gli effetti di guerra e aumento dei prezzi del petrolio. E ha concluso rilanciando lo sciopero generale del 30 ottobre, invitando tutti a partecipare contro il caro-carburanti e il carovita.

Il presidio ha visto, oltre alla solidarietà di vari automobilisti, anche quella di varie organizzazioni e giovani venuti dai dintorni per sostenere gli agricoltori. È intervenuto anche il movimento per il diritto all’abitare, per ricordare che sia un tetto sopra la propria testa sia il giusto pagamento del lavoro sono diritti che vanno rivendicati e che uniscono le due lotte.

Al presidio è intervenuto anche Donne De Borgata, che ha sottolineato come proprio le donne delle classi popolari siano le prime a conoscere bene gli effetti del rialzo dei prezzi alla vendita e che per questo sono al fianco dei lavoratori contro la speculazione delle sigle dell’agroindustria e della grande distribuzione.

Anche Potere al Popolo e alcuni giovani di Cambiare Rotta e OSA erano presenti al presidio, per mostrare il proprio sostegno e far convergere le ragioni delle fasce popolari in un’unica lotta.

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