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Un uovo rosso da 10 mila euro? Una storia di normale repressione

Non mettere in discussione l'esistente. E' questo quello che passa tutti i giorni dai media e dalle istituzioni. Non mettere in discussione niente altrimenti  la pagherai. E questa normalità che puzza tanto di "ordine e disciplina" che rimanda al ventennio si applica con tutti e con tutte. 

A chi protesta davanti alle fabbriche contro lo sfruttamento, a chi denuncia l'abbattimento progressivo dello stato sociale e dei diritti, a chi si scontra contro faraoniche e inutile costruzioni di opere come la Tav e, infine, a chi lotta contra la guerra imperialista e contro Israele e i suoi massacri.

Secondo lor signori nulla è permesso. E anche solo chi contesta subirà denunce, fogli di via, risarcimenti danni e condanne penali. Chi lancia un paio di uova deve pagare risarcimenti di migliaia di euro a presunti rappresentanti del potere borghese locale. Questo sarebbe certamente ridicolo se non fosse uno strumento pesantissimo per far tacere ogni forma di opposizione che non si ponga su un piano di compatibilità.

Il clima è la repressione che in ogni sua forma si mette in moto per difendere la loro legalità.

Quella della libertà di sfruttare (Jobs Act) e di negare il diritto di sciopero. Quello di impedire il boicottaggio dei prodotti israeliani per denunciare il quotidiano massacro dei palestinesi. Quella legge che lascia libera circolazione a fascisti e nazisti. Quella che non vuole che chi non ha casa occupi per necessità. E mille altri esempi di ingiustizia o, meglio, di legalità borghese.

Il clima è la repressione che usa le leggi e i media per cercare di isolare chi contesta. E se non riesce in un modo o in un altro arrivano celere e magistratura capace addirittura di inventarsi il reato associativo per un intero movimento di lotta come quello fiorentino.

In questo clima ci è arrivato l'ennesima condanna. Un atto giudiziario che colpisce un compagno nel tentativo di dare un segnale a tutti coloro che non abbassano la testa e continuano a sostenere la resistenza del popolo palestinese.

Una condanna penale e il contestuale risarcimento di presunti danni per più di 10.000 euro per essere stato in piazza in "concorso" con il lancio di uova pericolosamente riempite di vernice rossa …

D'altronde la colpa in questo caso è l'aver contestato la “intangibilità” di Israele e di chi lo difende. In particolare del Comune di Milano che, con la firma di accordi economici con Israele nel novembre 2008, aderiva colpevolmente alla pervicace e continua aggressione a danno del popolo palestinese, sottoscrivendo la propria complicità con il progetto sionista di apartheid e di dominio coloniale.

In quella piazza quel giorno eravamo in tanti e tante: singoli e tutte quelle realtà politiche e sociali milanesi da sempre coerentemente schierate al fianco della resistenza del popolo palestinese.

Dopo quasi 8 anni chiedere un risarcimento di più di 10.000 euro ci sembra molto, ma molto pretestuoso.

Ma il segnale lo respingiamo al mittente. Nessuno fermerà le lotte: ci vedrete nelle piazze e davanti ai cancelli delle fabbriche e dei magazzini dimostrando che non ci metterete in un angolo. Perchè a un mondo fatto di sfruttamento e guerra e discriminazione, noi continuermo a opporre e costruire un futuro di liberi e uguali.

Il Comune di Milano, a pochi mesi dal passaggio in giudicato della sentenza, ha già provveduto a chiedere il risarcimento. L'importo è importante: chiamiamo quindi a un'attiva e concreta solidarietà tra compagni e di classe sapendo che è il primo strumento di forza delle lotte.

I versamenti possono essere effettuati, all'IBAN: IT72J0305801604100571640874 intestato a Francesca Griffini e Elda Dal Pozzo.

SOSTIENI LE LOTTE, DIFFONDI LA SOLIDARIETA'!

I compagne e le compagne del C.S.A. Vittoria di Milano

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