Menu

Milano. Bianca Tedone (Pap): “Sala e Bernardo. Più realisti del re, anche sui profughi afghani

Le recenti evoluzioni della situazione afghana hanno fatto si che esponenti politici di più o meno  ogni schieramento si lanciassero, in dichiarazioni e appelli o soluzioni messe in piedi in maniera frettolosa. Secondo tali   dichiarazioni sembrerebbe che l’Afghanistan sia stato colpito improvvisamente da un cataclisma naturale e che la comunità internazionale, con grande umanità, sia pronta a uno sforzo per farsi carico delle sofferenze di quel popolo. Senza supponenza, mi permetterei di far notare come ci sia un rimosso lungo venti anni. Vent’anni iniziati con la propaganda della guerra al terrorismo e dell’esportazione della democrazia e finiti con obbiettivi mancati e Kabul riconquistata dai Talebani.

Ma, allora, perché Bernardo e Sala in piena campagna elettorale sentono l’esigenza di esprimersi su questo? Possibile nessuno dei due sia in grado di formulare un minimo di pensiero critico rispetto a quanto fatto da Stati Uniti e NATO in Afghanistan?

La risposta è semplice. Molto spesso i servi sono più realisti del re. Capita, così, che di fronte alla crisi del progetto imperialista statunitense si corra, comunque ad accreditarsi come i più filoatlantisti. Anche in questo vi è la dimostrazione di quello che diciamo da tempo : Sala e Bernardo due facce della stessa medaglia. Due candidati che su quel che conta veramente proteggono gli stessi interessi. Per entrambi quindi non una parola sulle condizioni che hanno generato la crisi umanitaria a cui andiamo incontro ma solo una difesa senza se e senza ma dell’  “alleato” americano. La pandemia ci ha restituito un mondo più complesso e ci ha dimostrato come sia possibile intendere in maniera radicalmente opposta non solo la salute ma anche le proprie relazioni internazionali. Su tutti l’esempio di Cuba che concepisce il proprio impegno al di fuori del territorio nazionale non come occasione di conquista e sfruttamento ma come occasione di collaborazione e solidarietà come testimonia l’invio delle  brigate mediche.

Sala parla di accogliere i rifugiati Afghani girandosi però dall’altra parte rispetto alla vergogna dei CPR. Lo stesso Sala che è sostenuto da partiti (tra il quale il PD) che negli ultimi anni hanno sempre votato senza batter ciglia il rifinanziamento delle missioni militari in Afghanistan, per non parlare degli accordi criminali con la Libia. Dal canto suo Bernardo rispolvera il tema della legalità (di facciata) tanto caro alle destre aggiungendo una spruzzata di odio nei confronti dei centri sociali tacendo  tra l’altro  che ci sono molti locali comunali da mettere a disposizione.

Io preferisco partire dalle parole di un uomo che in Afghanistan ci è stato e ha fatto tanto , Gino Strada al quale tanti Milanesi , tra cui noi di Potere al Popolo, stanno rendendo omaggio in questi giorni.

«Gli americani se ne vanno con una sconfitta, dopo aver speso più di 2 mila miliardi di dollari, e i talebani sono ancora lì. Gli afghani intanto sono più poveri del 2001, hanno avuto 4 milioni di profughi, un quarto della popolazione, più 150 mila morti, in prevalenza civili. Non si è speso per ricostruire un Paese ma per continuare una guerra. A cosa è servito? Zero».

Le vicende di questi giorni, ancora una volta, dimostrano come sia una esigenza non più rimandabile quella di rimettere in discussioni le priorità della nostra società e come la vera sfida per il futuro sia quella di cominciare a costruire un’alternativa a questo modello che non si fa scrupoli nel devastare interi paesi, sfruttare lo sfruttabile ed andare via come uno sciame di locuste. È per questo che come PaP chiediamo da tempo l’uscita dell’Italia dalla NATO. Ed è per questo che riteniamo insopportabile e disgustosa l’ipocrisia di tutta la classe dirigente che oggi si batte il petto per il destino dell’Afghanistan ma che è tra i principali responsabili di quella tragedia e che tra l’latro sta già pensando a discriminare tra i rifugiati coloro che fuggono perché collaboratori degli italiani e quanti  invece lasciano il paese per altre ragioni politiche e che saranno probabilmente respinti o lasciati languire in qualche campo della Turchia e dell’ex Jugoslavia.

*Candidata Sindaca a Milano per Potere al Popolo

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

Ultima modifica: stampa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.