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Milano. Potere al Popolo “fa visita” a Repubblica

La Repubblica degli sfruttatori: sviolinate agli imprenditori, sfruttamento per i redattori

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Così recitava lo striscione che questa mattina Bianca Tedone e gli attivisti di Potere al popolo! hanno portato con sè alla sede di “la Repubblica”. Non è la prima volta che il giornale viene contestato: solo qualche mese fa “la Repubblica” si era resa protagonista di una ignobile campagna stampa contro i giovani che “non vogliono lavorare”, contro il reddito di cittadinanza e a favore dei poveri imprenditori che non trovano schiavi da sfruttare.

Questa volta la testata per mano di Francesco Merlo oltrepassa il ridicolo denunciando dalle sue pagine il “precariato eterno” raccontato in una lettera da un giovane lavoratore a p.iva. Peccato che si trattasse di Fabio Butera, un collaboratore proprio di Repubblica che raccontava in realtà le proprie vicende contrattuali con il giornale semplicemente cambiando il proprio nome e quello dell’azienda con due nomi di fantasia.

Un’ipocrisia vergognosa e camuffata di progressismo tipica da parte di chi non perde occasione per bastonare i lavoratori, sponsorizzare la precarietà e dare spazio alla voce dei padroni e dei loro “agenti in politica”, da Draghi a Sala.

La precarietà lavorativa e l’intenso e prolungato sfruttamento emerso in questo caso sono comuni a larghissimi settori del mondo del lavoro e giornali come “la Repubblica” se ne rendono attivamente sponsor. Potere al popolo! denuncia che la città di Milano regge il proprio “successo” proprio come in questo caso sullo sfruttamento, e ritiene che si debba urgentemente invertire la rotta garantendo diritti e dignità a tutti i lavoratori.

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