A Milano nella giornata di ieri la Digos ha effettuato notifiche di misure cautelari e denunce a piede libero per i fatti legati al corteo del 22 settembre contro il genocidio in Palestina in occasione dello sciopero generale, la giornata in cui tutto il paese si è fermato all’insegna del “Blocchiamo tutto”!
In quell’occasione il corteo aveva tentato di raggiungere e occupare la Stazione Centrale, mentre le forze di polizia avevano risposto con cariche durissime dentro e poi fuori la stazione.
Dopo l’operazione di marzo, che aveva già colpito più di una decina di persone, ieri è arrivato un nuovo intervento repressivo con arresti, perquisizioni e misure cautelari ai danni di compagne-i e giovani, in particolare di origine migrante, accusati per gli scontri avvenuti tra via Vittor Pisani e piazza Duca d’Aosta, nella zona della Centrale.
Il bilancio è di 7 persone agli arresti domiciliari, 3 obblighi di dimora con duplice firma quotidiana presso la polizia giudiziaria e 10 persone denunciate a piede libero.
“A queste denunce se ne aggiungono altre 4, 3 a nostrə compagnə, per il 16 settembre, quando siamo scesə in piazza in migliaia contro il genocidio del popolo palestinese e a sostegno della missione della Flotilla. Riuscendo, per la prima volta, a bloccare tutto: da Piazza Gaza (ex Piazza alla Scala), per Buenos Aires, fino a Piazzale Loreto” scrivono il un comunicato il centro sociale Lambretta e Gaza Free Style.
“In questo ultimo giro di procedimenti, troppə sono ragazzə delle seconde generazioni, che rischiano molto di più. Il loro protagonismo – espresso anche in questo autunno di lotte – ha alimentato le retoriche e le pratiche securitarie anti-“maranza” del governo: l’ennesimo tentativo di criminalizzare non solo il dissenso, ma l’esistenza stessa di chi è cresciutə in questo paese con un background migratorio. In Italia, avere origini straniere significa essere, immediatamente, colpiti da discriminazione, dunque da profilazione razziale da parte delle Forze di Polizia: i provvedimenti sono più pesanti, più difficili da sopportare”.
Sugli arresti e la repressione a Milano per la manifestazione del 22 settembre un comunicato del CSA Vittoria
Quel giorno c’eravamo tutt3.
Come un orologio. Come una minaccia a orologeria arriva puntuale la repressione preventiva in occasione di manifestazioni e scioperi per la Palestina.
L’attacco repressivo di questa mattina (13 maggio) nei confronti di 22 solidali schierati contro il genocidio e con il popolo palestinese e imputati di aver partecipato ai cortei e agli scioperi di settembre a Milano, è molto grave perchè mira a colpire la critica alla guerra e al genocidio di cui si è reso complice il governo Meloni.
E’ un atto che punta a colpire, criminalizzare e reprimere chi lotta per la solidarietà internazionalista.
Colpisce il diritto a manifestare e a criticare un governo complice e antipopolare.
Perchè il governo Meloni, in continuità con i precedenti governi di centro destra e di centro sinistra, si allinea con le politiche imperialiste e guerrafondaie statunitensi inginocchiandosi supinamente davanti Israele e Usa nell’ aggressione all’ Iran e nel massacro e nella pulizia etnica in Libano. Aggressioni criminali che, oltretutto, stanno avendo pesantissime ripercussioni dal punto di vista economico che ricadono sulle spalle delle classi popolari in una condizione già di crisi in una fase di stagflazione.
Un governo nazionalista del “Dio-Patria-Famiglia” che reprime chi lotta per il lavoro, che attacca il diritto di sciopero, che nega il diritto a una sanità universalistica che crea e semina costantemente un terreno di odio razziale, di islamofobia e tutto quello che la sua subcultura tuttora fascista xenofoba e omolesbobitransfobica considera “divers3”
Ma rispediamo la paura al mittente. La denuncia del genocidio ad opera del suprematismo sionista non si arresta. Le lotte non si fermano.
Nei prossimi giorni e settimane le iniziative sì moltiplicheranno e coinvolgeranno sempre di più i solidali, i lavoratori, le comunità immigrate e gli studenti unendo le istanze di lotta contro guerra e genocidio con le lotte sociali.
Per il diritto alla casa, al lavoro, alla sanità, alle lotte sociali tutte. Lotte che valgono in Italia, In Europa, In Palestina… in tutto il mondo
In un contesto che deve più che mai unire tutto e tutte/i…
La resistenza e’ un diritto.
Ora e sempre resistenza
Solidarietà con chi subisce attacchi repressivi.
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Carlo Mazzoli
il conflitto si fa più duro e si è da essere sempre più duri di loro.