Questa mattina, come inquilini e solidali, abbiamo aperto una Portineria Popolare al civico 5 di via Faà di Bruno, nei caseggiati Aler di Calvairate.
Da anni qui, come in molti altri caseggiati popolari, il servizio di portineria è stato cancellato. Al suo posto Aler annuncia oggi un investimento di quasi 400 mila euro per i vigilantes armati. Noi diciamo chiaramente: non vogliamo vigilantes, vogliamo portinai.
Un portinaio significa presenza quotidiana, cura, ascolto, raccolta delle segnalazioni e un punto di riferimento per chi abita le case. Significa servizi e non militarizzazione.
Per questo chiediamo che i 400 mila euro destinati ai vigilantes vengano investiti per assumere portinai, riaprire le portinerie e garantire servizi e manutenzione nei caseggiati Aler.
La sicurezza e il decoro dei quartieri popolari non si costruiscono con una presenza armata, ma con case curate, manutenzione, servizi, assegnazione degli appartamenti vuoti e presenza sociale.
Anche a Calvairate lo abbiamo visto: mentre centinaia di appartamenti Aler restano vuoti e i problemi di manutenzione e degrado rimangono irrisolti, si scelgono i vigilantes invece dei servizi.
Noi rivendichiamo un’altra idea di edilizia popolare. Vogliamo il reinserimento della figura del portinaio dove è stata cancellata. Vogliamo assumere portinai, non vigilantes. Vogliamo che le risorse pubbliche siano investite nella cura delle case e nella dignità di chi le abita.
Da via Faà di Bruno 5 parte una risposta dal basso.
Contro l’abbandono e la militarizzazione.
Per case assegnate, manutenzione e servizi.
Per 400 mila euro investiti nei portinai, non nei vigilantes.
Per il ritorno del portinaio nei caseggiati Aler.
Per il diritto alla casa e alla dignità.


- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO
Ultima modifica: stampa
