Questa mattina, in Piazza della Scala, abbiamo portato davanti a Palazzo Marino una domanda semplice: perché una proposta di delibera di iniziativa popolare, depositata e protocollata il 4 maggio, è rimasta ferma per oltre quattro mesi?
Le firme sono state raccolte, la proposta è stata depositata e tutti gli adempimenti richiesti sono stati rispettati.
Il regolamento prevedeva tempi precisi per portare avanti la procedura. Invece, gli esiti delle verifiche sono arrivati al Collegio dei Garanti soltanto il 7 settembre.
Oltre quattro mesi dopo il deposito.
Non è solo una questione burocratica. È una questione politica.
Mentre oggi, con l’avvicinarsi delle elezioni comunali e delle primarie, nel PD milanese tornano improvvisamente le dichiarazioni sulla Palestina e sull’interruzione del gemellaggio con Tel Aviv, una proposta concreta è già stata depositata da mesi.
Ma le parole non bastano.
Sala e la sua maggioranza hanno avuto anni per interrompere quel rapporto. E quando le piazze di Milano erano attraversate da enormi mobilitazioni per la Palestina, hanno scelto di mantenerlo.
Milano ha già parlato. E continua a parlare.
Lo abbiamo dimostrato nelle piazze contro il genocidio e contro la complicità con Israele. Lo abbiamo dimostrato anche mobilitandoci contro il DDL Antisemitismo del governo Meloni.
E continueremo a essere al fianco di chi lotta contro la guerra e la filiera bellica.
Il 30 ottobre saremo al fianco dei portuali del CALP e delle realtà che promuovono la mobilitazione internazionale contro la filiera bellica e il genocidio, insieme alle mobilitazioni che attraverseranno decine di porti in tutto il mondo.
Dalle piazze ai porti, la mobilitazione continua.
E saremo in piazza anche:
SABATO 10 OTTOBRE — ORE 16:00
PIAZZA DELLA REPUBBLICA — MILANO
alla mobilitazione nazionale promossa dalle realtà palestinesi
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