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Milano. Dove è finita la delibera contro gli accordi tra Comune e Israele?

Per rilanciare la denuncia e le iniziative contro la collaborazione tra il Comune di Milano ed entità israeliane, è stata avviata una delibera di iniziativa popolare che ne chiede la cessazione.

Di fronte alla mancanza di risposta da parte del Comune di Milano è stata convocata una Conferenza stampa per martedi 6 ottobre, alle ore 10:00, conferenza stampa, Piazza Scala, sotto il Comune di Milano.

Il 4 maggio 2026 è stata depositata e protocollata la proposta di delibera di iniziativa popolare per chiedere l’interruzione delle collaborazioni tra il Comune di Milano, le sue società partecipate e gli enti israeliani.
Le firme necessarie sono state raccolte. Gli adempimenti sono stati rispettati.
La proposta è stata presentata correttamente.
E poi è iniziata l’attesa.
Il 21 maggio l’Ufficio Elettorale ha comunicato che la documentazione era disponibile per il ritiro. Eppure, dalla comunicazione ricevuta dal Comune, risulta che solo il 7 settembre la proposta e gli esiti della verifica tecnica e contabile sono stati trasmessi al Collegio dei Garanti.
QUATTRO MESI.
Quattro mesi per far avanzare una proposta presentata attraverso uno degli strumenti di partecipazione previsti dal Comune.
DOVE È FINITA LA DELIBERA CONTRO GLI ACCORDI?
Dove è rimasta per tutto questo tempo?
Quando sono state effettuate le verifiche?
Quali uffici l’hanno esaminata?
Quando si è conclusa la verifica tecnica e contabile?
Perché è arrivata ai Garanti soltanto il 7 settembre?

Il Comune parla continuamente di partecipazione. Ma la partecipazione non può essere una parola da usare nei comunicati e poi dimenticata quando sono i cittadini a esercitarla concretamente. Se il Comune vuole davvero parlare di partecipazione, faccia partire questa delibera.
Siamo stanchi della mancata trasparenza e della trascuratezza riservata dagli organi comunali agli spazi di democrazia.

MILANO SA DA CHE PARTE STARE.

Lo hanno dimostrato le piazze e le enormi mobilitazioni dello scorso autunno, quando centinaia di migliaia di persone sono scese in strada a Milano a sostegno del popolo palestinese, contro le politiche dello Stato di Israele e anche contro il mantenimento del gemellaggio tra Milano e Tel Aviv.
Una mobilitazione che ha portato nelle strade una forte opposizione a quel legame istituzionale e alla scelta del Comune di mantenerlo, dimostrando quanto sia profonda la richiesta di rompere ogni forma di complicità e relazione con Israele.
Milano ha già dimostrato da che parte stare. Non basta parlare di pace.
Se il comune di Milano vuole davvero parlare di pace, deve interrompere tutti i rapporti e le collaborazioni che la legano a Israele.
Perché non basta esprimere solidarietà mentre si continuano a mantenere relazioni istituzionali, economiche e di collaborazione.
La piazza ha già parlato. Ora deve parlare anche Palazzo Marino.

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