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Brescia. Dossier di USB sui disordini di piazza Duomo

Testimonianze e immagini

Sabato 17 ottobre molte persone, soprattutto giovani, hanno partecipato al corteo organizzato da “Brescia in piazza”. L’Unione Sindacale di Base era presente per tutto il corso della manifestazione, anche durante i disordini di piazza Duomo, tanto oggetto della cronaca cittadina.

La ricostruzione dei fatti giornalistica e politica è parziale: ha attribuito tutta la responsabilità a una parte del corteo, senza ricostruire la vicenda integralmente e criminalizzando i e le manifestanti. Per questa ragione riteniamo necessario ricostruire i fatti per come noi ne siamo stati testimoni e partecipi.

In questi giorni abbiamo chiesto alle persone presenti di inviarci foto, video e testimonianze scritte. Ne abbiamo qui raccolte alcune (frame di video, foto, testimonianze scritte). Grazie a tutte e tutti coloro che contribuiranno a diffondere un racconto più completo di quella giornata.

Di seguito: 1) La nostra ricostruzione dei fatti

2) Alcune delle testimonianze scritte che ci sono giunte

La nostra ricostruzione dei fatti

1) L’arrivo pacifico in piazza Duomo Il corteo è partito da largo Formentone, guidato dagli studenti e dalle studenti convocati da “Brescia in piazza”. Ha percorso le vie cittadine fino ad arrivare in piazza Duomo.

Durante tutta la marcia, circa 3 ore, il corteo è stato pacifico. Tutte le testimonianze che abbiamo raccolto concordano. “La mia esperienza alla manifestazione è stata fantastica, non mi aspettavo così tanta gente con età diverse dai bambini piccoli ai ragazzi adulti fino ai nonni, un corteo pieno di emozioni e tanta bella gente” (D)

Arrivato in piazza Duomo, il corteo si è distribuito al centro della piazza. Una parte di studenti si raccoglieva in cerchio ad alcuni musicisti, cantando e ballando. Una parte era invece attorno alla fontana della Minerva, dove alcuni studenti hanno issato il tricolore sulla statua.

I reparti di PS si trovavano nei pressi del Palazzo del Broletto, accanto a un furgone blindato della Polizia di Stato. Un gruppo di manifestanti faceva esplodere alcuni petardi, senza costituire una minaccia alla sicurezza.

2) Il gruppo di estrema destra e i disordini

Dal voltone che conduce in via Beccaria, è comparso un nutrito gruppo di persone nell’angolo della piazza dove c’è il ristorante “I Macc de le ure”.

Questo gruppo, per la maggior parte di militanti di estrema destra, ha cominciato a insultare i manifestanti, indirizzando anche insulti razzisti. Di questo gruppo, la cui presenza ha dato il via ai disordini, non si è parlato quasi per niente sulla stampa locale.

Gli agenti delle FdO (Polizia di Stato, Guardia di finanza, Carabinieri) non hanno allontanato il gruppo; si sono schierati a loro protezione, come testimonia M., “dando l’impressione visiva di fare da scudo a quel gruppo non autorizzato e schierandosi contro di noi”.

“Dietro alla polizia sono iniziate urla razziste e incitamenti al duce, che hanno provocato una reazione violenta di un gruppo ristretto (rispetto alla totalità delle persone manifestanti pacifiche presenti) a sinistra e dalla parte della piazza dei manifestanti e da lì è iniziato il disordine” (P)

“Da dietro lo schieramento della polizia sulla destra, sono partiti insulti razzisti e provocatori. Questo ha causato la reazione violenta di un gruppo di persone” (I)

“La situazione è degenerata esclusivamente quando il corteo è arrivato in Piazza Duomo e sono comparsi gruppi organizzati di estrema destra non autorizzati, presentatisi in massa per provocare” (M)

“Ho partecipato a tutta la manifestazione, pacifica e rispettosa per le tre ore che sono passate. In piazza Duomo, lo scontro è iniziato solo per via di insulti razzisti, da come ho dedotto, e incitamenti al duce arrivati da dietro alla polizia” (G)

Parte dei manifestanti ha risposto col lancio di oggetti all’indirizzo del gruppo e delle FdO. Da dietro la linea di FdO, alcuni disturbatori lanciavano a loro volta oggetti contro il corteo.

“Alcuni ragazzi seduti ai tavolini di un bar, dietro la polizia, urlavano contro di loro e lanciavano a loro volta oggetti” (S)

La situazione sembrava calmarsi, ma le forze di polizia hanno sparato sui manifestanti dei lacrimogeni, sia candelotti che granate. Un agente ha scagliato un oggetto (non una granata lacrimogena) verso i manifestanti e si è poi nascosto in seconda fila.

“Proprio in quel momento, mentre cercavamo di placare gli animi, un poliziotto ha compiuto un gesto isolato, scagliando  un oggetto verso la folla” (M)

Le persone del corteo si sono agitate, allontanandosi rapidamente dai fumogeni e correndo verso l’altro lato della piazza. Assieme agli organizzatori e ad altre realtà cittadine, noi dell’Unione Sindacale di Base cercavamo di portare la calma tra i partecipanti che correvano e tra quelli più eccitati.

L’atteggiamento generale della stragrande maggioranza delle persone era la ricerca della calma.

“La risposta delle forze dell’ordine è stata aggressiva e esagerata, con un lancio indiscriminato di lacrimogeni da cui noi manifestanti abbiamo dovuto cercare di scappare. Nel caos ho provato a interpormi cercando insieme ad altri di invitare alla calma” (I)

“Proprio in quei momenti ho parlato con alcuni di quei ragazzi. Ho cercato di fargli capire che non eravamo lì per fare casino. […] La cosa che mi ha colpito è stata la loro reazione. Erano arrabbiati, ma mi hanno ascoltato. Hanno abbassato i toni e si sono allontanati. Alcuni mi hanno persino ringraziato al termine della manifestazione per aver parlato con loro in modo sincero e aperto, senza giudicarli” (S)

Le FdO si sono ritirate e sono ritornate in formazione accanto al Broletto, da dove hanno continuato il lancio di alcuni lacrimogeni. Dal lato lungo della piazza parte dei manifestanti reagiva lanciando oggetti.

3) La carica sfiorata e il cordone pacifico

Nonostante la situazione di tensione generale e il panico generatosi tra molte persone che per la prima volta partecipavano a una manifestazione, un agente di polizia rideva mentre gettava una granata lacrimogena verso gli e le studenti, fatto di cui siamo testimoni oculari.

Per guidare i manifestanti pacifici lontano dalle tensioni, dalle gradinate del Duomo abbiamo raccolto le persone col megafono. Le Forze dell’Ordine hanno avanzato poi oltre la fontana verso il centro della piazza.

In reazione abbiamo formato un cordone di persone, soprattutto di adulti, a difesa degli e delle studenti. Davanti alle FdO abbiamo alzato le mani per stemperare la tensione. Gli agenti hanno tuttavia mostrato scarso controllo: di fronte alla folla pacifica, alcuni di loro sbattevano il manganello sugli scudi. Dopo qualche minuto di stallo, alcuni di loro stavano per lanciarsi alla carica, senza che ne fosse stato dato l’ordine, immediatamente fermati dai loro superiori.

Un funzionario è costretto a intervenire per fermare la carica incontrollata.
Il funzionario riporta in riga gli agenti
La stessa scena da un altro punto di vista: la carica incontrollata.

“Non mi scorderò mai gli sguardi assetati di alcuni poliziotti pronti a partire alla carica e con i manganelli belli alzati. Da cittadina mi sono sentita in pericolo davanti alla polizia e non vicino ai cosiddetti violenti” (P)

Le prime linee di manifestanti si sono quindi sedute a terra per abbassare ulteriormente la tensione. Soltanto dopo le Forze dell’Ordine si sono allontanate, retrocedendo verso il Broletto. La situazione generale è tornata calma. D’accordo con altre organizzazioni e con la DIGOS abbiamo quindi aiutato a far defluire la gente rimasta fuori dalla piazza, conducendo il corteo fino al quartiere del Carmine.

Alcune testimonianze integrali

P.: “Ho partecipato alla manifestazione fin dall’inizio, dalle ore 14 in piazzale largo Formentone fino al duomo alle ore 17. Il corteo pacifico è durato almeno 3 ore nel rispetto degli spazi pubblici. Siamo giunti alla fine del tutto in piazzo del duomo, dove sono proceduti cori e balli pacifici. Fino a quando dalla parte sinistra, dietro alla polizia sono iniziate urla razziste e incitamenti al duce, che hanno provocato una reazione violenta di un gruppo ristretto (rispetto alla totalità delle persone manifestanti pacifiche presenti) a sinistra e dalla parte della piazza dei manifestanti e da lì è iniziato il disordine.

Lacrimogeni lanciati indiscriminatamente a destra a sinistra, oggetti lanciati anche da dietro alla polizia e polizia che aveva un fare decisamente aggressivo e provocatorio. Io, come altri manifestanti, ci siamo frapposti al lancio di oggetti anche dei cosiddetti violenti (in particolare io ho cercato, non riuscendoci, di evitare il lancio di un tavolo e di un lacrimogeno recuperato), lacrimogeni permettendo abbiamo cercato di riparare i danni (mettere sedie e tavoli a posto) e invitato tutti alla calma.

Ma le provocazioni da parte di quel gruppo non cessavano (di conseguenza la mediazione era praticamente inutile) e la polizia ha deciso poi di avanzare verso noi tutti e chi è rimasto in piazza si è schierato con le mani alzate in segno di pacifismo.

Non mi scorderò mai gli sguardi assetati di alcuni poliziotti pronti a partire alla carica e con i manganelli belli alzati. Da cittadina mi sono sentita in pericolo davanti alla polizia e non vicino ai cosiddetti “violenti”. E rivendico il fatto che la sicurezza e l’ordine lo abbiamo riportato noi manifestanti pacifici e non la polizia che lo fa di lavoro.”

I.: “Già dall’inizio ho visto gente pronta per questa manifestazione, con vari cartelloni e scritte sul corpo, in più organizzata molto bene. Ho vissuto la manifestazione dall’inizio alla fine: tre ore di corteo assolutamente pacifico da largo Formentone al Duomo, finito tra cori e balli.

La tensione è esplosa solo quando, da dietro lo schieramento della polizia sulla destra, sono partiti insulti razzisti e provocatori. Questo ha causato la reazione violenta di un gruppo di persone. La risposta delle forze dell’ordine è stata aggressiva e esagerata, con un lancio indiscriminato di lacrimogeni da cui noi manifestanti abbiamo dovuto cercare di scappare.

Nel caos ho provato a interpormi cercando insieme ad altri di invitare alla calma. Di fronte all’avanzata della polizia ci siamo messi a mani alzate.”

M.:  “Da cittadina presente ieri a Brescia per il corteo “Italia in Piazza”, sento il dovere civico di portare una testimonianza diretta. Chi era presente sa benissimo che le bottiglie e i petardi non erano diretti alle forze dell’ordine, ma venivano scagliati contro gli estremisti che si trovavano alle spalle dei poliziotti, i quali stavano provocando la folla.

Sarebbe stato molto più corretto da parte degli organi di informazione e delle autorità attendere l’esito dei rilievi completi prima di sbilanciarsi in condanne unilaterali, o quantomeno esprimersi in modo imparziale. La situazione è degenerata esclusivamente quando il corteo è arrivato in Piazza Duomo e sono comparsi gruppi organizzati di estrema destra non autorizzati, presentatisi in massa per provocare e lanciare bottiglie di vetro e petardi.

La Polizia si è posizionata a pochissimi millimetri da loro, dando l’impressione visiva di fare da scudo a quel gruppo non autorizzato e schierandosi contro di noi che avevamo il diritto di manifestare. Prima ancora che iniziasse il caos totale, mentre gran parte delle persone stava ancora ballando in cerchio e gli agenti si erano appena posizionati e equipaggiati (prima che ci fosse alcun contatto fisico o lancio di lacrimogeni), mi trovavo in prima linea insieme ad altri adulti per cercare di calmare sia i ragazzi incappucciati sia i manifestanti arrabbiati per le provocazioni.

Proprio in quel momento, mentre cercavamo di placare gli animi, un poliziotto ha compiuto un gesto isolato, scagliando un oggetto verso la folla. In quel preciso istante, la telecamera del collega videomaker della Polizia era girata esclusivamente verso i manifestanti, omettendo di riprendere ciò che accadeva alle proprie spalle e le azioni di chi si trovava dietro la linea degli agenti.”

G.: “Ho partecipato a tutta la manifestazione, pacifica e rispettosa per le tre ore che sono passate. In piazza Duomo, lo scontro è iniziato solo per via di insulti razzisti, da come ho dedotto, e incitamenti al duce arrivati da dietro alla polizia, che hanno infastidito la presenza del gruppetto accanto al nostro. Le forze dell’ordine, senza chiedere il perché si fossero “esasperati”, hanno lanciato i lacrimogeni, costringendoci a finire questa manifestazione e ad allontanarci dalla zona.

Dopo che la situazione si è calmata, mi sono seduta per terra per far abbassare le “armi” ai poliziotti, con scarsi risultati. Mi sono sentita discriminata da come ci hanno accolto, con un atteggiamento molto aggressivo e poco empatico.”

S.:  “Ciao, sono S, sono marito, padre di famiglia e libero professionista. Sono una persona normale, ben inserita nella comunità in cui vivo, con il mio lavoro, le mie responsabilità e la mia famiglia. So che può sembrare banale presentarsi dicendo di essere una persona normale e perbene, ma sento il bisogno di farlo perché in questi giorni si è parlato tanto delle manifestazioni come se fossero luoghi frequentati esclusivamente da violenti e facinorosi.

Il corteo è stato pacifico e quando siamo arrivati in piazza Duomo. Questo era lo spirito della manifestazione: stare insieme e portare avanti un messaggio in modo pacifico. Poi la situazione è diventata più tesa. Un gruppo di ragazzi molto giovani ha iniziato ad assumere atteggiamenti provocatori nei confronti delle forze dell’ordine.

Ma non è corretto raccontare quello che è successo guardando solo da una parte. In piazza Duomo, infatti, alcuni ragazzi seduti ai tavolini di un bar, dietro la polizia, urlavano contro di loro e lanciavano a loro volta oggetti. La tensione si alimentava da entrambe le parti, fino a raggiungere livelli che non avrebbero dovuto esserci.

Proprio in quei momenti ho parlato con alcuni di quei ragazzi. Ho cercato di fargli capire che non eravamo lì per fare casino. Sono un padre di famiglia e lo faccio anche per mio figlio, per il loro futuro e perché spero che sempre più persone della mia generazione e di quelle più grandi possano unirsi a queste manifestazioni dato che, purtroppo, sono proprio le generazioni ad essere più assenti durante queste iniziative.

La cosa che mi ha colpito è stata la loro reazione. Erano arrabbiati, ma mi hanno ascoltato. Hanno abbassato i toni e si sono allontanati. Alcuni mi hanno persino ringraziato al termine della manifestazione per aver parlato con loro in modo sincero e aperto, senza giudicarli. Onestamente, non me l’aspettavo.

Non voglio che questa manifestazione venga ricordata solo per i momenti di tensione. Voglio che si ricordi anche che eravamo lì a cantare, a suonare, a stare insieme e a portare avanti un messaggio per il futuro del nostro Paese. E che alcuni di quei ragazzi, quando qualcuno si è fermato a parlare con loro senza aggredirli o giudicarli, hanno saputo ascoltare e abbassare i toni.”

F.: “La manifestazione del 17 ottobre a Brescia è stato un grandissimo successo, in pochi giorni gli organizzatori sono riusciti a creare un bellissimo gruppo che comprendeva persone di tutte le età. Il corteo si è svolto pacificamente, non c’è stato nessun disguido.

Siamo partiti per le 14:30 circa da Largo Formentone per arrivare poi in Duomo, dove purtroppo la stampa e certe pagine di informazione hanno strumentalizzato le reazioni di alcuni ragazzi per calunniare l’intera giornata, senza riportare poi il reale corso dei fatti.

Degli uomini tra la quarantina e la cinquantina hanno cominciato a fare saluti romani, urlare insulti, cercando di provocare i ragazzi, i quali, incoscientemente, hanno abboccato alle provocazioni e hanno cominciato a lanciare oggetti verso quegli uomini.

A quel punto la polizia ha lanciato dei lacrimogeni su tutta la folla per disperderla, io stessa ho subito i loro effetti. Dopo di ciò è stato creato un cordone per riappacificare gli animi, la polizia si è calmata così come i ragazzi, e tutto è tornato in pace. Ringrazio gli organizzatori per il lavoro svolto e lodo i loro sforzi per la grandissima riuscita dell’evento.”

D.: “La mia esperienza alla manifestazione è stata fantastica, non mi aspettavo così tanta gente con età diverse dai bambini piccoli ai ragazzi adulti fino ai nonni, un corteo pieno di emozioni e tanta bella gente. Il corteo è stato gestito proprio a regola d’arte.

Unico problema cosa che però non potevamo gestire meglio di così sono stati gli scontri con i fascisti a fine corteo in piazza Paolo VI lì hanno provocato deliberatamente la manifestazione e un gruppo ristretto di ragazzi ha risposto (giustamente) e da lì la polizia ha lanciato lacrimogeni contro i ragazzi che erano lì Pacificamente. Per il resto è stato un corteo bellissimo.”

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

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2 Commenti


  • Paolo Bonvini

    I….. SOLITI…..VIGLIACCHI…. FASCISTI


  • Paolo Bonvini

    PARTECIPARE….. SEMPRE…..DI…. PIÙ

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