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Torino è di tutt* se è pubblica!

Alla conferenza stampa di fine mandato Chiara Appendino ha tracciato un bilancio a suo dire lusinghiero: i 5 Stelle al governo di Torino hanno posto le basi per un rilancio complessivo della città, dandole una nuova vocazione, “lavorando su industria, innovazione e tenendo sempre a mente il sociale”.
La realtà è ben diversa. In piena continuità con le giunte precedenti di centro-sinistra, l’idea di Torino della Appendino è stata quella della città “scintillante” dei grandi eventi, città vetrina che attira turismo.
Il Movimento 5 Stelle aveva promesso di intervenire in maniera più incisiva contro l’abbandono delle periferie e il debito comunale. Invece, sotto la loro amministrazione il Comune di Torino ha continuato a liberarsi del “fardello” della gestione diretta di tutta una serie di servizi di welfare e cultura.
Peraltro, i risultati in termini di riduzione del debito sono assai magri e nel frattempo le fasce più deboli della popolazione stanno pagando un costo sociale altissimo. Oggi gli istituti finanziari creditori del Comune esercitano un’influenza senpre maggiore sulle politiche pubbliche locali, in primis si può citare Intesa San Paolo, primo gruppo finanziario italiano.
Con la scusa del debito si continuano ad esternalizzare i lavoratori e le lavoratrici dei servizi pubblici, gettandole/i in una giungla di cooperative e agenzie interinali che si fonda su precarietà strutturale e bassi salari alimentando il circuito di ricatto e impoverimento.
Appendino, per lavoratori, giovani, precari, migranti il bilancio del tuo mandato non può che essere fallimentare!
Per noi serve una rottura, un modello di città pubblica al servizio dei cittadini, la internalizzazione dei servizi! Per questo alle comunali sosteniamo la candidatura di Angelo d’Orsi Sindaco di Torino!

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