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Sassari, dalla decadenza alla progettazione partecipata

Chi decide in città? Non certo il consiglio comunale, annichilito nella sua funzione e chiamato esclusivamente ad approvare le decisioni già prese, nè i cittadini che abitano i luoghi al centro delle scelte, pare invece che a decidere siano i portatori di interesse che hanno il mattone come totem.

Si parla da anni di connettere la città compatta con le periferie, eppure sembra, dagli ultimi interventi di carattere urbanistico, caratterizzati da deroghe e rivisitazioni del PUC che la connessione sia dall’area periurbana verso l’esterno della città, attraverso la leggenda della “ricucitura tra città compatta e Predda Niedda”.

Basta un pò di spirito di osservazione e collegare i vari tasselli, costruzione del nuovo Mac Donald drive, di un nuovo campus universitario, del supermercato Multineddu ecc.ecc. per capire che lo spirito che anima queste scelte è quello di indebolire ulteriormente la città compatta e il suo tessuto economico e sociale.

Non condividiamo queste scelte, pensiamo che si stia andando in una direzione sbagliata e cioè verso uno sviluppo abnorme del “non luogo”, pensiamo che sia necessario invertire la politica del cemento, la tendenza del costruire a tutti i costi, un ulteriore consumo di suolo. Occorre investire invece nella ristrutturazione dell’esistente, nella politica del recupero e del riutilizzo attraverso una visione ampia e condivisa, una progettazione partecipata e consapevole.

Non prendere atto di alcuni dati relativi a settori strategici di questa città, che a parole si vorrebbe perfino turistica, è sintomo di malafede e ignavia perché descrivono una città stremata, ci raccontano il degrado sociale e il fallimento di una città che avrebbe dovuto essere il traino del territorio.

Le politiche di questa amministrazione ne stanno accelerando il declino, come risulta da alcune inchieste:

  • Classifica Sole 24 ore 2020 Sassari è al 62°posto su 107 città:
  • 90°posto per il Lavoro
  • 52 ° per la Cultura
  • 100° posto per i Depositi bancari
  • Classifica dell’Università La Sapienza su 107 città dove si vive meglio, Sassari è al 72°posto
  • Classifica per Legambiente sull’ecosistema urbano su 104 città Sassari è al 67°.
  • Dati ISTAT sulla percentuale di case vuote per Sassari supera il 28%,
  • incidenza delle aree verdi sulla superficie comunale Sassari 3,4%. Cagliari 61,2%.
  • Dati Fondazione Open Polis sulla Dispersione scolastica, la media Italiana è del 14,5% mentre Sassari supera il 30%.

Potremmo continuare con i dati sui trasporti pubblici, sulla rete idrica, sul livello di istruzione, sulla qualità dei servizi sanitari, tutti pessimi.

A quasi due anni dal suo insediamento e in piena crisi pandemica questa amministrazione non è stata capace di risollevare nessuno di questi settori in crisi, bensì le scelte che ha finora intrapreso vanno in altre direzioni. Non si lavora per sostenere il lavoro artigiano, per garantire una sanità e una scuola pubblica più efficiente, non si sono ridotte le distanze tra le periferie e il centro, non si incrementa il verde pubblico o il trasporto urbano ecc.. Insomma non migliora la qualità della vita.

Eppure la città ha grandi potenzialità inespresse che è urgente riattivare. È però necessario coinvolgere tutti gli attori sociali nelle decisioni strategiche.

Riteniamo che per invertire il quadro del declino della città si debba intervenire principalmente su quattro direttrici: lavoro, istruzione, trasporti, verde pubblico.

  • Lavoro. Diritto fondamentale per la dignità di ognuno. È urgente creare nuovo lavoro, per questo è necessario attivare un circolo virtuoso che metta in relazione il recupero del patrimonio urbanistico e il benessere sociale dei cittadini attraverso la partecipazione attiva delle maestranze locali
  • I proprietari di immobili che volessero la riqualificazione energetica o il rinnovo di impianti obsoleti devono poter disporre in maniera semplificata dell’ecobonus al 110% del governo, e possibilmente di ulteriori incentivi o agevolazioni da parte del Comune per le ristrutturazioni delle abitazioni private
  • Per l’edilizia pubblica, come ha fatto il comune di Alghero, si potrebbero acquistare appartamenti da destinare ad alloggi popolari a canone sociale, tramite AREA, oppure da consegnare a giovani coppie che attraverso il sistema dell’autocostruzione o auto ristrutturazione e con il finanziamento di mutui e agevolazioni fiscali, scelgono di risiedere nel centro storico.
  • Il recupero del patrimonio abitativo abbandonato può inoltre essere destinato ad albergo diffuso o per studentato, attraverso finanziamenti dedicati.

Il recupero urbanistico è in questo caso motore di sviluppo locale e crea nuovi posti di lavoro perché stimola l’artigianato, la microimpresa e le professionalità locali, coinvolgendo un tessuto più ampio fino al commercio. La rivitalizzazione generale dei quartieri, passa dal miglioramento della qualità della vita e dell’economia di prossimità capace di produrre coesione e inclusione

  • Istruzione. I dati sull’abbandono scolastico evidenziano quanto sia in crisi il sistema scolastico, eppure per nessuna città o nazione è possibile progettare il futuro se non attraverso il rafforzamento delle sue istituzioni culturali e del suo capitale sociale.

È fondamentale una sinergia positiva tra scuola, Università e istituzioni pubbliche locali, perché l’istruzione è motore di sviluppo, capace di riconnettere il mondo che cambia al territorio.  Ma perché ciò sia possibile bisogna investire per:

  • Ripristinare l’agibilità dei luoghi con maggiori disponibilità di palestre e centri sportivi, spazi verdi e di socialità.
  • Connessioni efficienti e adeguata alfabetizzazione digitale.
  • Prolungamento delle attività extra scolastiche.
  • Facilitare la mobilità degli studenti incrementando il trasporto pubblico locale e gratuito.
  • Incentivare l’interscambio culturale internazionale.
  • Stabilizzare e integrare il corpo docente e il personale ATA.

Una nuova classe dirigente all’altezza del presente. non può che formarsi su una scuola migliore.

    • Trasporti. È necessario ripensare il trasporto pubblico urbano ed extra urbano seguendo i parametri della sostenibilità, efficienza ed economicità per rilanciare il ruolo di Sassari come capoluogo del territorio.
    • Sostenere lo sviluppo della rete tranviaria che colleghi i quartieri periferici con il centro della città e la città con i paesi limitrofi fino a Sorso, Alghero, Porto Torres e Aeroporto.
    • Disincentivare il trasporto privato urbano ed extraurbano con il potenziamento dei mezzi pubblici.
    • Realizzazione del centro intermodale vicino alla stazione come porta aperta alla città.
  • Verde pubblico. Sassari ha pochi spazi verdi fruibili eppure possiede un polmone verde di straordinaria bellezza. Ripensare la città dalle sue Valli abbandonate e mai inserite nel contesto urbano. Scelte urbanistiche discutibili ne hanno modificato la natura, ma le valli sono l’anello di congiunzione tra quartieri scollegati, luogo di incontri, di svago, di attività fisica, di socialità per i cittadini e polmone d’aria per tutti.

Sassari ha il suo Central Park, occorre restituirlo alla sua funzione naturale e alla città.

Noi di LIBERU siamo convinti che il riscatto parta da tutti noi e a noi tocca iniziare.

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