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Stato di polizia a Firenze

La Zona Rossa vergata dalla Prefetta Laura Lega, rivendicata dal Sindaco Dario Nardella e dal Ministro Matteo Salvini e sostenuta da tutti i partiti della destra, Pd compreso.

Nardella (Pd), Salvini (Lega) & Prefetta sono:”Facce della stessa medaglia”, o meglio: “Stessa faccia stessa razza”… Divieto di stazionamento e obbligo di allontanamento” in 17 aree del centro di Firenze. Le forze dell’ordine potranno verificare se chi staziona in quelle zone è stato denunciato (attenzione, non condannato; ndr) e decretarne la cacciata verso le aree più sfigate della città, in periferia, fuori dal cerchio magico del profitto turistico…

Di seguito l’opinione del penalista Passione e l’ordinanza della Prefetta nel servizio di Per un’altra città.

Divieto di stazionamento e obbligo di allontanamento” in 17 aree* del centro di Firenze a tutela della libertà di movimento dei “cittadini onesti”. Le forze dell’ordine potranno verificare se chi staziona in quelle zone è stato denunciato (denunciato, attenzione, non condannato) e decretarne la cacciata verso le aree più sfigate della città, in periferia, fuori dal cerchio magico del profitto turistico che le amministrazioni pubbliche (sic) garantiscono colpendo i diritti costituzionali (sotto vedremo perché grazie alle parole dell’avvocato Michele Passione). Ecco in soldoni cosa prevede l’ordinanza che istituisce la Zona Rossa vergata dalla Prefetta di Firenze Laura Lega, rivendicata dal Sindaco Dario Nardella e dal Ministro Matteo Salvini e sostenuta da tutti i partiti della destra, Pd compreso (il decreto Minniti con l’introduzione del Daspo sta alla base di tutto).

Salvini e Nardella, Ministro e Sindaco della paura, uniti contro i diritti costituzionali

Mentre sul Corriere il costituzionalista Stefano Merlini definisce senza mezzi termini l’ordinanza “Incostituzionale. È come le grida manzoniane, non serve a niente se non ad accontentare in maniera demagogica una giusta richiesta di sicurezza che proviene dalle persone. Rischiamo di tornare allo spirito che animava il fascismo“, Repubblica Firenze – dopo il confuso ed ideologico editoriale a sostegno dell’ordinanza: “Un provvedimento indubbiamente tempestivo […] l’insicurezza, reale o percepita che sia […] spetta ai magistrati, in caso di convinzione di colpevolezza, punire quei reati […]”, in cui non si capisce se è giusto punire chi è “colpevole” o solo “percepito” come tale – ospita un contributo di Passione, penalista da sempre attento ai diritti della persona e contrario ad ogni forma di abuso di potere.

Abbiamo chiesto a lui la versione non tagliata del suo pensiero e ci è stata gentilmente concessa. La pubblichiamo ricordando che sul quotidiano fiorentino è stata contrapposta – per spazio e impaginazione – all’opinione di un cuoco (con tutto il rispetto per il lavoro dei cuochi). Tirate voi le conclusioni che volete.

Buona lettura

perUnaltracittà – laboratorio politico


Il penalista Michele Passione

Nel suo editoriale di ieri il caporedattore della cronaca fiorentina di Repubblica stigmatizza chi ha biasimato (da destra) l’amministrazione comunale per asserita inerzia. Forse sarebbe più opportuno verificare l’ortodossia e la legalità della circolare emanata dalla Prefetta Laura Lega prima di cercare convergenze o distinguo tra le varie agenzie.

Quasi fosse un decreto legge, la circolare ritiene necessaria l’adozione di “strumenti di natura straordinaria e urgente”, e ciò (anche) per tutelare “la percezione della sicurezza” (concetto ripetuto due volte). “Nuove strategie… mirate al superamento di ogni criticità eventualmente registrata”.

Appare incredibile; in nome di “percezioni” e “eventualità” si lede la Costituzione, all’articolo 13/2 (“qualsiasi restrizione della libertà personale” è soggetta alla riserva di legge e di giurisdizione – la Prefetta non è un Giudice, non ancora); agli articoli 16, 17, 24, 27.

Pericolose (con buona pace della presunzione di non colpevolezza), sono “le persone denunciate (!) per attività illegali”, alle quali si vieta lo stazionamento in larga parte del centro perché non turbino “l’ordinario svolgimento della pacifica convivenza civile”, così impedendo ai consociati l’accessibilità a quei luoghi “con comportamenti incompatibili con la vocazione e la destinazione di tali aree”. E’ arrivata la primavera (peraltro solo in centro!)

Richiamati i “padri nobili” (Minniti, Salvini), l’auto da fè non tarda a raccoglier consensi: tra forze politiche, lo stesso Sindaco (che pur ricordando al Ministro che attende rinforzi, non manca di evidenziare come al provvedimento “abbiamo collaborato anche noi”), i cittadini (vox Populi, vox Dei).

Inutile ricordare la recente condanna (de Tommaso contro Italia) ad opera della Grande Camera della Corte Europea per i Diritti dell’uomo, per violazione della libertà di circolazione riconosciuta dall’articolo 2 Prot. 4 Cedu, considerata “necessaria in una società democratica”.

Secondo la consolidata giurisprudenza della Corte il requisito della previsione per legge, cui è subordinata la liceità di ogni ipotesi di restrizione di un diritto convenzionale, comporta non solo la necessità di individuare nell’ordinamento nazionale una base legale della restrizione, ma anche che tale base possa consentire di, ragionevolmente, prevedere la restrizione del diritto in conseguenza della propria condotta. “Vivere onestamente e rispettare le leggi”, afferma la Corte, è espressione di legge che “non contiene previsioni sufficientemente dettagliate su che tipo di condotta sia da considerare espressiva di pericolosità sociale”.

Invece, è la politica, bellezza, e le elezioni bisogna vincerle.

Come ricorda Alessandro Robecchi nel suo ultimo libro (I tempi nuovi), “l’aria nuova entra in te prima che te ne accorgi”.

Michele Passione (non in mio nome)


*Le zone interessate dall’ordinanza prefettizia sono: Fortezza da Basso, Parco delle Cascine, via dei Servi, piazza dei Ciompi, via dell’Ariento, via Sant’Antonino, borgo San Lorenzo, piazza del Mercato Centrale, via Nazionale, largo Fratelli Alinari, piazza della Stazione, via Panicale, via Guelfa, via de’ Benci, largo Pietro Annigoni, piazza San Jacopino, via dei Pandolfini.

 

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