A Cascine vecchie (San Rossore) abbiamo assistito per l’ennesima volta ad una scenetta di “riappacificazione” tra soggetti che rappresentano mondi e letture separate dal quotidiano scorrere del tempo, qui ed ora, operando una continua scissione tra la grande Storia che ci riguarda e che ha sterminato allo stesso modo sei milioni di ebrei, 27 milioni di cittadini sovietici, comunisti, Rom, Sinti, omosessuali, portatori di handicap ed altre minoranze indigeste al suprematismo bianco rappresentato allora dai regimi nazista e fascista.
Nel nome della condanna delle leggi razziali volute da Mussolini e firmate dall’allora re d’Italia ci si ritrova e ci si abbraccia tra il presidente della comunità ebraica pisana e quello dell’ANPI, tristemente noto per la recente scelta di stare con i fascisti in una riunione a palazzo Gambacorti mentre gli antifascisti venivano costretti con la forza dalla polizia a spostarsi in piazza Garibaldi.
Il prezzo da pagare per ricordare e condannare oggi in maniera bipartisan le leggi razziali e’ quello del silenzio sul genocidio in atto a Gaza, ridotta ad un fazzoletto di terra da una banda di genocidi che rappresentano, mutati mutandis, i nazisti di oggi, coperti da un’aura ed una legittimazione che proviene esclusivamente dalla brutale legge della forza e delle armi occidentali, perché neppure la maggioranza degli ebrei che vivono sparsi per il mondo riconoscono legittimità ad una ideologia, il sionismo, che rivendica la supremazia di un popolo su tutti gli altri (oggi i palestinesi e gli arabi, domani gli abitanti del pianeta).
In un rovesciamento completo della realtà, si discrimina e si colpiscono i nemici dell’occidente capitalistico con sanzioni, aggressioni militari e guerre cibernetiche mentre si protegge, si finanzia e si fomenta un gruppo di criminali di guerra a continuare quotidianamente l’opera di distruzione sistematica del popolo palestinese.
Lo stesso dicasi per la giunta nazigolpista al comando delle truppe ucraine, guidate oramai dai rappresentanti di quello Stepan Bandera che durante l’occupazione nazista promosse lo sterminio di centinaia di migliaia di ebrei e comunisti ucraini. Per Zelensky miliardi di euro votati da destra e PD, per i palestinesi il genocidio senza nessuna ritorsione contro i criminali di guerra come Netanyahu.
Una cerimonia, quella di san Rossore, dove erano presenti solo i rappresentanti istituzionali, zero cittadini comuni, a riaffermare la distanza abissale tra cerimonie prive di pregnanza storica contingente ed il ripudio del genocidio in corso da parte di milioni di persone scese in piazza in questi ultimi anni al fianco del popolo palestinese.
Le dichiarazioni di circostanza del Sindaco e di Bani, venditore del parco di San Rossore agli interessi militari, niente aggiungono niente tolgono all’alone di ipocrisia che copre una delle tante operazioni di nascondimento del genocidio di oggi con l’uso strumentale delle leggi razziali di ieri.
Che dire, infine, delle “leggi razziali” dell’Unione Europea e dell’Italia di oggi, che riempiono deserti e mari di centinaia di migliaia di morti, vittime della rapina colonialista occidentale? Silenzio bipartisan, perché la responsabilità e’ bipartisan.
Noi, che rivendichiamo sino in fondo la lotta al nazifascismo di ieri e di oggi, al fianco di tutti i popoli oppressi come fu anche per quello ebraico, niente abbiamo a che vedere con queste rappresentazioni di una realtà scissa dall’orrore dell’oggi, il genocidio del popolo palestinese e i rischi di terza guerra mondiale imposti da un sistema, quello capitalistico, che non ha altro da proporre se non massacri, occupazioni, militarismo e morte per cercare di risolvere la propria crisi di sistema.
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