Menu

Terni. Con il Venezuela contro la guerra

Pienamente riuscita l’iniziativa che, come Potere al Popolo e USB, abbiamo organizzato ieri presso il CAOS (Centro Arti Opificio Siri) di Terni.

Il professor Luciano Vasapollo, direttore del CESTES-USB, e Alfredo Patallo, coordinatore del Capitolo britannico dell’Internazionale Antifascista, ci hanno accompagnato in un vero e proprio viaggio nelle tappe cruciali della Storia recente del Venezuela:

il Caracazo del 1989, l’insurrezione popolare anti-liberista di un popolo affamato dalle politiche volute dal Fondo Monetario Internazionale, repressa nel sangue da un governo asservito agli Stati Uniti;

il fallito tentativo di insurrezione da parte di Chavez nel ’92 e il suo conseguente arresto; la vittoria alle elezioni del 1998 dello stesso Hugo Chavez e l’avvio di quelle riforme strutturali che, sottraendo i proventi del petrolio dalle grinfie delle multinazionali a stelle e strisce per destinarli alla spesa sociale, hanno abbattuto i tassi di povertà e analfabetismo e hanno costruito, grazie alla collaborazione con Cuba, una sanità pubblica universale in un Paese in cui solo una piccola cerchia di ricchi avevano accesso alle cure;

hanno dato il via ad un grande piano di edilizia popolare che ha raggiunto, pochi giorni prima del rapimento del legittimo Presidente Maduro, l’obiettivo impressionante di 6 milioni di case popolari in un Paese di 26 milioni di abitanti…

L’aggressione in corso al Venezuela non rappresenta semplicemente la vendetta di un impero contro un processo popolare rivoluzionario che ha fatto della partecipazione popolare il suo punto di forza, ma è stata ben descritta come uno dei tanti fronti di guerra che il sistema capitalista a guida statunitense deve necessariamente aprire perché travolto da una crisi sistemica da cui può uscire solo con la guerra: e dunque oltre che di Venezuela si è parlato di Russia, di Cuba, di Palestina, di Groenlandia, ovviamente di Iran e altrettanto ovviamente di Cina, il principale e vero rivale e obiettivo da colpire per l’impero statunitense in crisi.

Ne è scaturito un confronto tra compagne e compagni coinvolgente e animato da diversi interventi concordi nella necessità e nel dovere, da parte nostra, di essere parte attiva e non spettatrice in questa fase particolarmente pericolosa di crisi del sistema capitalista. Le fasce popolari, sulle quali inevitabilmente verranno scaricati i costi della crisi e della guerra, devono fare la propria parte per fermare la corsa alla guerra e costruire la prospettiva di una alternativa, che per noi è il Socialismo, e di un futuro migliore.

Iniziamo a farlo da sabato prossimo, 14 marzo, partecipando alla manifestazione nazionale a Roma contro il governo Meloni, per un NO sociale al referendum, per dire NO all’attacco a salari e diritti e NO al riarmo, alla guerra e alla complicità con USA e Israele.

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

Ultima modifica: stampa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *