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Verona. Presidio in provveditorato

Questa mattina il presidio con le insegnanti della scuola primaria che rischiano il posto di lavoro. #poterealpopolo

Lottiamo insieme alle insegnanti con diploma magistrale

Il Consiglio di Stato ha emesso una sentenza che nega il diritto di tante lavoratrici e di tanti lavoratori, con diploma magistrale abilitante, ad essere inseriti nelle graduatorie ad esaurimento (Gae) della primaria e dell’infanzia, e quindi ad essere assunti a tempo indeterminato.

Ancora una volta si rafforza il sistema di sfruttamento degli insegnanti, visto che la maggioranza di loro da anni contribuisce, con il proprio lavoro, al buon funzionamento della scuola pubblica; si compie, inoltre, un atto illegittimo di annullamento dei diritti acquisiti e riconosciuti, e si allarga quello stesso precariato che i governi Pd hanno voluto far credere di eliminare con la “Buona Scuola”.

La mancata stabilizzazione non garantisce inoltre la continuità didattica, elemento fondamentale per il percorso scolastico dei bambini (e anche per le loro famiglie) che ogni anno invece dovranno cambiare insegnanti e riadattarsi così ad un nuovo metodo didattico. Difronte a questa ingiustizia il Governo non può girarsi dall’altra parte e deve intervenire per sanare la situazione e restituire diritti e dignità a queste lavoratrici e lavoratori.

In questi ultimi anni sono tanti gli avvocati, le associazioni o i sindacati piccoli e grandi che hanno spinto i precari della scuola a presentare, a volte dietro congruo pagamento, ricorsi su ricorsi per risolvere situazioni personali, senza guardare al quadro generale della condizione precaria e riportando a mera questione individuale e giuridica ciò che dovrebbe essere affrontato e combattuto anche in forma collettiva, sindacale e politica.

Ciò ha alimentato una “guerra tra generazioni di precari” a colpi di cavilli giuridici e un’attitudine al “mors tua vita mea” tra i lavoratori che hanno contribuito ad allontanare la possibilità di mettere in piedi delle più concrete e lungimiranti lotte organizzate e collettive. Adesso, in risposta a questo ennesimo abominio giuridico, parte di quelle stesse associazioni, sfruttando la situazione, ripropongono ai lavoratori l’ennesimo ricorso a pagamento, cioè una cura che in certi casi si è rivelata peggiore del male. Ma nessun ricorso da solo potrà avere efficacia se non sarà sostenuto da una larga e decisa mobilitazione. Pertanto come Potere al Popolo Verona appoggiamo l’auto-organizzazione delle maestre e dei maestri in lotta e ci dichiariamo pronti ad incontrarle/i e a sostenerle/i nella loro giusta battaglia per il diritto al lavoro, a partire dalla mobilitazione organizzata per il 5 gennaio alle ore 10 presso l’Ufficio Territoriale per la provincia di Verona – V.le Caduti del Lavoro, 3.

 

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